Forse si è semplificata la procedura. Forse. Ma la tecnologia, così come le espressioni facciali, rivelano su di noi molto più di quanto dovremmo considerare accettabile. E la maggior parte delle persone, ahimè, non se ne rende neppure conto.
Insomma, a farla breve, c'è questo tizio. Lo vedo tra amici un tot di volte. Ci presentano. Scambiamo due parole. Sembra simpatico. Alla prima occasione, lo cerco su internet (lo facciamo tutti, no?).
Però il tizio non c'è. Niente Facebook. Niente Twitter. Niente Instagram. Non è neppure sul cazzo di Linkedin. Mi pare molto strano, ma in ogni caso sono scelte personali. Mica è obbligatorio. Essere social non è prescritto da nessuno. Giusto?
...e in lontananza mi pare di sentire un leggero scampanellio, ma lo ignoro e rimando tutto al libero arbitrio. Alla libertà di ogni singolo individuo di scegliere se crearsi o meno una vetrina virtuale. Al coraggio di chi, nell'era di internet, decide di tenersene alla larga. Tutto il mio rispetto.
Tornando al tizio. Per qualche tempo non lo incontro più. Ma, attraverso arzigogolate vie traverse, ottengo il suo numero di cellulare (...e qui sento un altro lieve scampanellio. Com'è che devo farla tutta io la fatica? Dove sono finiti gli uomini di un tempo? Ma poi mi dico anche che siamo nel 2016, abbiamo la parità...eccetera eccetera). A questo punto, va bene tutto, ma di sicuro sarà su WhatsApp. Siamo TUTTI su WhatsApp. Inserisco il numero nei miei contatti e cerco.
Ma il tizio non c'è. Non è neppure lì. (Sul serio? Ma come fa a vivere?)
...e stavolta mi suona un gran bel campanello d'allarme. Evidentemente c'è qualcosa che non va. In lui, intendo. Va bene il libero arbitrio e tutto il resto, ma questo è troppo. Il mio naturale istinto di sopravvivenza mi fa schioccare tutte le sinapsi e il mio cervello lampeggia nel buio in codice Morse: S-C-A-P-P-A
Il tizio finisce nel dimenticatoio. Amen.
Almeno fino a qualche giorno fa. Quando di punto in bianco il tizio appare OVUNQUE. Facebook, Instagram, WhatsApp. Improvviso come un temporale estivo, il suo profilo si è materializzato ai quattro angoli di internet. E nella foto di ciascuno profilo, eccolo cheek to cheek con una ragazza. Decine di selfie-fotocopia, dove esibisce impercettibili varizioni di posa e di sorriso.
Cielo, che tristezza! Avere un ego talmente minuscolo, che per meritarsi uno spazio su internet ha dovuto attendere una ragazza da esibire. Che squallore. Non avere nulla da dire, se non per interposta persona. Che delusione.
Mi piaceva pensarlo come uno strenuo oppositore del sistema, indifferente al richiamo dei social network e dell'omologazione. Un fiero combattente che rivendica la sua diversità dal branco.
...e invece era solo un piccolo uomo senza personalità.
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