"Ma vai ancora a Londra? Non ci sei appena stata?"Se avessi un centesimo per ogni volta che me l'hanno chiesto, oggi sarei milionaria.
E oltretutto, c'è stato un tempo in cui la prendevo sul personale e cercavo di giustificarmi. Spiegavo il perchè e il percome.
Ora non più. Sono passata al livello successivo. Sorrido e ignoro. Che te lo spiego a fare? Tanto non capiresti...
Il semplice fatto di pormi la domanda mi dice che qualunque mia risposta non funzionerebbe. Se te lo devo spiegare, proprio non ci capiamo. Parliamo lingue diverse. Viviamo su pianeti diversi.
Io sono una persona che si annoia molto facilmente. Detesto ripetermi e replicare sempre le stesse cose. Ma continuo ad andare a Londra, almeno una volta l'anno. Vorrà pur dire qualcosa...
Londra sa stupirmi sempre. Sa meravigliarmi e lasciarmi a bocca aperta. Ogni singola volta.
Londra mi manca ogni giorno. Soprattutto quando prendo la metropolitana a Milano: flussi di gente incontrollati che si intersecano e si scontrano. Scale dove chi sale deve zigzagare tra chi scende. E viceversa. Scale mobili dove le persone non tengono la destra.
Tutto questo non succede a Londra, dove c'è una sola entrata e una sola uscita. Dove chi esce non si incontra con chi entra. Dove ogni volta che il treno ritarda di 20 secondi, qualcuno si prende la briga di scusarsi. Dove chiunque ti sfiori un braccio si prende la briga di scusarsi, in effetti.
Certo, come ogni grande amore che si rispetti, Londra sa anche farmi arrabbiare. Come in quest'ultimo viaggio, per esempio. Ma facciamo un passo indietro, anzi due.
Sebbene Londra offra ai suoi visitatori centinaia di possibilità e diversivi, just in case, ho stabilito alcune regole di base per le mie visite. Per non cadere fatalmente nella routine.
PRIMA REGOLA: fare ogni giorno ALMENO una cosa nuova, mai fatta prima. Questo implica doversi impegnare, fare ricerche e non lasciarsi conquistare dalle buone vecchie abitudini.
SECONDA REGOLA: mai tornare sui propri passi. Non si passa mai due volte nella stessa strada, non si torna mai due volte nello stesso negozio, se le porte sono chiuse pazienza... ci si penserà al prossimo viaggio.
TERZA REGOLA: avere sempre con sè un oggetto di un viaggio precedente. Ma questa è più una mia "scaramanzia", che vi spiegherò un'altra volta...
Ad ogni modo, seguendo rigorosamente queste regole, lo scorso dicembre sono transitata su Rivington St. (mai vista prima), in una assolata domenica mattina. Ad un certo punto, nella vetrina di un negozio, vedo un delizioso vestito. Sembrava cucito apposta per me: la stoffa con cui era confezionato riportava un bizzarro e originale motivo ad aragoste. "Lo voglio!", ho pensato. Ma il negozio era chiuso. E non avevo alcuna possibilità di tornarci (vedi regola n. 2). Così ho preso nota sul mio telefono: VESTITO CON ARAGOSTA IN RIVINGTON STREET. Se quando tornerò sarà cambiata la stagione, sono sicura che troverò qualcos'altro di mio gusto.
E veniamo alla mia ultima gita londinese della scorsa settimana. Ovviamente sono andata a riprendere la lista di dicembre. Ovviamente sono andata in cerca dell'aragosta. Di lunedì, stavolta. Per essere sicura che il negozio fosse aperto.
Avevo fatto mille pensieri sul quel delizioso vestito. Già scelte scarpe e borse per possibili abbinamenti. Già designati degli splendidi orecchini a forma di coralli per farne un perfetto ensamble.
Imbocco Rivington Street colma di ottimismo. Cammino svelta per raggiungere il negozio, ma... qualcosa non torna. Mi sembrava che fosse all'inzio della via e invece ancora non si vede. Continuo a caminare speranzosa, facendo finta che la strada non sia praticamente terminata. Niente. Negozio sparito. Aragoste sfumate.
Che nervi sa farmi venire Londra! Dove ogni lasciata è persa. Non si torna mai indietro. E il più delle volte è una buona regola. Anche se, di quando in quando, ci si perdono dei crostacei per strada...

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