martedì 26 gennaio 2016

IL NUOVO VOCABOLARIO DELLA MODA ITALIANA

C'è una bellissima mostra alla Triennale di Milano. Di quelle che ce ne vorrebbero più spesso...
Ho sempre pensato che non fosse facile fare una mostra sulla moda. Gli abiti decontestualizzati e infilati su un manichino rischiano di diventare elaborate sculture senz'anima.
Ma non in questo caso. In Triennale il made in Italy, dal 1998 a oggi, è stato declinato attraverso una serie di parole chiave, che ne danno una lettura interessante e intrigante.
Materia, superficie, archetipi, dettaglio, ornamento, costruzione, uniformi, laboratorio... ogni parola ha il suo spazio espositivo che ne indaga essenza e sfaccettature. Attraverso abiti, accessori, gioielli, illustrazioni e fotografie. Ma anche blog e filmati.
Niente pezzi inarrivabili che incutono timore, ma piuttosto elementi nei quali è facile riconoscersi. Abiti che vorresti avere. Accessori che vorresti comprare.
Sono stata in Triennale lo scorso venerdì con la mia mamma, mia sarta personale dalla notte dei tempi. E ho trascorso un'ora e mezza a dirle che "No, mamma, non puoi toccare i vestiti!". E lei di tutta risposta a replicare "Volevo solo capire come è cucito...come è stato tagliato...cosa c'è sotto!".
In poche parole, per quanto mi riguarda: un successone.

Bellissimo anche il catalogo, curato da Paola Bertola e Vittorio Linfante, ed. Mandragora.

Da vedere. In Triennale fino al prossimo 6 marzo. Dedicata a Elio Fiorucci.

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