domenica 3 gennaio 2016

IL MATRIX DELLE FESTIVITÀ

Le festività natalizie sono una strana cosa. Una sorta di mondo a parte. Un porto franco dove non valgono le regole abituali, dove si dicono e si fanno bizzarrie di ogni genere. Per tradizione.
C'è per esempio il cosiddetto "giroparenti". Uno strambo rituale secondo il quale diventa importantissimo rivedere parenti lontani e dimenticati. Per forza. E durante il suddetto rituale crolla ogni inibizione. Dunque è lecito fare domande imbarazzanti, battute inappropriate e osservazioni sconvenienti.
Nel periodo delle festività i pasti si moltiplicano. La prima colazione, la seconda colazione, l'aperitivo in attesa del pranzo, il pranzo, il caffè con sinfonia quadrifonica di dolci assortiti, lo spuntino pomeridiano, la merenda, il te' delle cinque con apocalisse di biscotti, l'aperitivo in attesa della cena, la cena, il dopo cena con digestivo, lo spuntino notturno... Il cibo è sinonimo di ospitalità. Se dici: "No grazie" alla settima fetta di panettone farcito alla crema della giornata, sei un cafone. Divieni oggetto di sguardi di disapprovazione e di bisbigli preoccupati: "Forse non si sente bene..."
La televisione nel periodo natalizio entra in modalità "fondi di magazzino". Come in quei finti saldi, dove robaccia ripescata in fondo a qualche scatolone con addosso odore di muffa stantia viene spacciata per "vintage" e rivenduta a caro prezzo. Cambi canale nella speranza di trovare qualcosa di decente, ma trovi solo repliche di repliche di repliche, film anni '80 con le spalline imbottite e la filmografia completa di Hitchcock e Wilder.
Le festività rende tutti insopportabilmente nostalgici e riattiva i centri neuronali della memoria a lungo termine. Ci si ricordano all'improvviso cose accadute decenni fa, con una dovizia di particolari da fare impallidire Nostradamus. Imponiamo a coloro che ci stanno intorno le nostre dettagliate memorie e li sottoponiamo a devastanti passeggiate sul Viale dei Ricordi.
Nel periodo festivo, diciamolo, siamo anche tutti più buoni e altruisti. Vogliamo che ciascuno abbia le sue meritate ferie per stare in famiglia. Ecco, giusto con un paio di eccezioni... perché il pane fresco tutti i giorni è un sacrosanto diritto, quindi il panettiere deve continuare a fare il suo lavoro. E poi la piega ai capelli non si fa certo da sola, quindi anche il benedetto parrucchiere è pregato di tenere aperto la viglia di Natale. E non parliamo del supermercato... che, diononvoglia, la mattina del 25 mi mancasse un litro di latte per la besciamella, dove cavolo vado a sbattere la testa??? E non occorre neppure ribadire l'essenzialità del barista al suo posto di lavoro... sennò chi me lo prepara il cappuccino con la brioche a Capodanno???

Quindi, si diceva, le festività sono un bizzarro scherzo della natura... un mondo parallelo, un Matrix con regole capovolte e senza forza di gravità. Fortuna che vengono solo una volta all'anno, con i successivi undici mesi e mezzo per disintossicarsi dagli eccessi di pandoro, di imbarazzi e di insensatezze.
...e comunque, ancora per qualche giorno: BUONE FESTE a tutti!

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