martedì 16 dicembre 2014

PISTOLERI e SCAVATORI

Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi
Così diceva Clint Eastwood ne "Il buono, il brutto e il cattivo". E aveva ragione. Al mondo c'è chi lavora spaccandosi la schiena e c'è chi fa la voce grossa usando la prepotenza. I primi si incazzano e digrignano i denti, sbottano in sordina e stringono i pugni, ma alla fine portano a termine il lavoro. I secondi blaterano e blaterano, gesticolano e sbraitano, e in genere non combinano niente.
Io per natura non amo chi parla troppo. Al terzo capoverso verbale inizio a pensare che ci sia la fregatura. Al quinto smetto di ascoltare e aspetto che si diradi la nebbia di parole. E a quel punto non rimane mai nulla di tangibile. O di interessante.
Io non amo quelli che sentono il bisogno di elencarmi tutte le loro doti, capacità, bravure e pregi. Non sopporto chi sciorina le sue mille e più realizzazioni. Trovo estremamente fastidiosa la lista dei "guarda-quanto-sono-stato-bravo", "guarda-quante-belle-cose-so-creare", "guarda-quanti-splendidi-lavori-so-fare".

Di norma, le persone che scavano lasciano che sia il loro lavoro a parlare per essi. Non devono ricordare a tutti le prodezze di cui sono capaci. Non amano mettersi in mostra nè parlare di sè. Al contrario, gli sparatori amano chiacchierare. Stordiscono i loro interlocutori di parole, soprattutto su sè stessi. Confondono la paltea con una montagna di discorsi inutili, per distrarla...in modo che non si accorga che non hanno combinato un bel niente. O peggio, che quel poco che hanno prodotto, l'hanno rubato a qualche ignaro scavatore.
Purtroppo capita che siano i prepotenti a fare carriera. Purtroppo si riconoscono e si sostengono tra loro, giustificando a vicenda la propria incapacità e contando unicamente sulle loro parole a vanvera.

Adorano stare sotto i riflettori e si vantano di continuo per cose che non hanno fatto. Si intrufolano e si insinuano nel lavoro altrui, tentando di sfruttarne i benefici e addossarsene le glorie. Alzano la voce e sgomitano, aggrediscono l'interlocutore... nella certezza che nessuno oserà contraddirli.
Purtroppo capita che siano gli scavatori a fare tutta la fatica. Purtroppo sono talmente impegnati a lavorare, che non badano troppo a farsi pubblicità. Sgobbano nell'ombra e non amano le luci della ribalta. Credono ingenuamente nella giustizia sociale e nella meritocrazia. Trascorrono la vita con un badile in mano e scavano, scavano, scavano... nella speranza di arrivare da qualche parte e che qualcuno li noti durante il viaggio. Poveri illusi...

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