Ogni volta che mi decido ad abbandonare questo blog, capita qualcosa che mi fa desiderare di tornare qui. E urlare.
In genere sono una che sa incassare bene, senza piagnucolare. Ma in questi giorni sono stanca. Davvero tanto stanca. E rabbiosa, tanto rabbiosa.
Mi guardo intorno e non mi piace niente. Lo scenario è a dir poco deprimente. Ormai il requisito base per fare strada nella vita è l'ignoranza, nelle sue mille sfumature e accezioni. L'ignorante sgomita e ottiene attenzione, senza avere nulla da dire. L'ignorante usa l'arroganza per mettersi in mostra. L'ignorante non solo pensa di avere tutte le risposte, ma è convinto che nessuno si accorga che sta barando. L'ignorante è invidioso e perfido. L'ignorante si prende il merito di cose che non ha fatto. L'ignorante riesce a far sembrare la medriocrità attraente. L'ignorante ha mille facce e altrettanti sorrisi. L'ignorante riesce sempre a cavarsela. L'ignorante è viscido e untuoso. L'ignorante schiva il lavoro come la peste e sguscia via dalle responsabilità. L'ignorante appare e scompare nei momenti opportuni, come un provetto illusionista. L'ignorante casca sempre in piedi. E quando vacilla, trova sempre un povero diavolo a cui aggrapparsi.
Possibile, mi chiedo, che nessuno se ne accorga? Possibile che nessuno percepisca la coltre di ignoranza che ci soffoca? Davvero questa situazione sta bene a tutti? Quando è stato deciso che l'ignoranza e l'arroganza fossero "in", mentre la competenza e l'umiltà fossero "out"? Quando si è stabilito che IGNORANCE IS THE NEW BLACK? Improvvisamente l'ignoranza sta bene con tutto, si indossa ad ogni ora del giorno e riesce sempre a farti fare un figurone.
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