lunedì 17 febbraio 2014

ANNIVERSARIO n.8

Odio gli anniversari. Li trovo deprimenti, qualunque cosa commemorino. Come un triste metronomo che scandisce l'inesorabile fluire degli anni. Che sta lì a ricordarti quanto tempo è ormai passato.
L'anniversario ti costringe a contare. Che anno è? Il 2014? Tamburelli le dita tra loro... 1, 2, 3, 4... 8 anni? No, impossibile. E allora riconti. Una volta, due volte. Ma il risultato non cambia. Sono trascorsi otto anni e non riesci a crederci.
E' proprio questo che odio degli anniversari. Che si riducono a un numero. Un numero sempre troppo grande. Troppo inaccettabile.
E poi arriva il senso di colpa. Come ho potuto sopravvivere otto anni senza una persona cara? Come sono riuscita a durare tanto senza ammattire? Eppure è successo. Sono qui, a contare gli anni trascorsi. E il senso di colpa mi divora. Mi sfinisce.
Devo essere onesta. Ogni anno mi sforzo di dimenticare. Cerco in tutti i modi di non pensare all'anniversario che si avvicina. Ma il subconscio è una brutta bestia... ci pensa lui a ricordare. E' un po' come soffrire della sindrome dell'arto fantasma. Ti amputano un braccio o una gamba, ma tu senti ancora dolore o prurito. Cerchi istintivamente di grattarti e poi ti accorgi che ti manca un pezzo. Che una parte di te non c'è più. Che non capisci come mai ti faccia così male.
Dunque è colpa della sindrome se non chiudo occhio da giorni, se mi sento affaticata e depressa. Io ho provato a non farci caso, ho tentato di ignorare il calendario... ma evidentemente non sta funzionando.
Otto anni sembrano un'eternità. Otto anni sono un'eternità, se non puoi parlare con qualcuno. Se ancora non riesci a capire per quale motivo ti fa un male cane un arto che non c'è più...

Nessun commento:

Posta un commento