L'altro giorno ho guardato qualche fotogramma di "Boss in incognito". Poi ho cambiato canale. Mi sono rotta. Se proprio voglio vedere una favola melensa e grondante redenzione, metto il dvd di "Cenerentola". Almeno lì c'è la scusa di Walt Disney.
Troppe volte hanno tentato di raccontarci questa storiella, vecchia come il mondo, del "prova a metterti nei miei panni". O come dicono molto più efficacemente gli anglosassoni: "put yourself in my shoes"... il dolore e il disagio di un paio di scarpe sbagliate rende molto meglio l'idea di cosa significhi immedesimarsi in qualcun'altro.
Detto questo, chi ci crede? Alla favoletta del capo illuminato che prova a vivere come i suoi dipendenti per cinque minuti e si rende conto che le cose non funzionano... lo stipendio non basta, le strutture sono inadeguate, i mezzi sono insufficienti... e soprattutto, tutti parlano male di lui. Poverino...
Detto fatto, il boss si redime sulla via di Damasco e... aumenta gli stipendi, ascolta le esigenze dei dipendenti e diventa più buono... mmm... davvero? Se sto guardando un film della Disney e non me ne sono accorta, fatemi un fischio per favore. Perchè mi sembra di sentire cucchiaiate di melassa scendermi giù per la gola.
Diciamoci la verità. I capi non si redimono. E non migliorano con gli anni, anzi. Non capiscono i problemi che li riguardano, figuriamoci se capiscono quelli degli altri... vivono in un pianeta diverso, con regole diverse. Sanno barcamenarsi tra bilanci e tagli di spesa, esibendosi in complicate contorsioni di economia creativa. Poi si perdono nelle questioni più banali, come utilizzare la fotocopiatrice. Sono talmente abituati a delegare il delegabile, che ti aspetti le richieste più assurde. Niente riesce più a stupirti, quando si tratta del tuo capo. Ci fai una risata, poi una battuta e cerchi di non imbufalirti troppo. E una nuova avventura si aggiunge agli annali dell'ufficio: "Ti ricordi di quella volta che il capo mi ha chiesto di...???"
Qual è il capo ideale? Se lo chiedessero a me direi: quello che arriva prima dei suoi dipendenti e se ne va per ultimo. Quello che conosce le potenzialità di ciascuno e riesce a valorizzarle. Quello che non ti considera un costo aziendale, ma una risorsa. Quello che rispetta e conosce il lavoro di tutti. Quello che non cerca di essere tuo amico. Quello che non prova a mettersi nelle tue scarpe, ma ti mette in condizione di comprare quelle che ti piacciono.
Insomma, "PIU' LOUBOUTIN PER TUTTI!" Alla faccia di Cenerentola e della sua scivolosa scarpetta...
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