lunedì 10 febbraio 2014

PIU' LOUBOUTIN PER TUTTI!

L'altro giorno ho guardato qualche fotogramma di "Boss in incognito". Poi ho cambiato canale. Mi sono rotta. Se proprio voglio vedere una favola melensa e grondante redenzione, metto il dvd di "Cenerentola". Almeno lì c'è la scusa di Walt Disney.
Troppe volte hanno tentato di raccontarci questa storiella, vecchia come il mondo, del "prova a metterti nei miei panni". O come dicono molto più efficacemente gli anglosassoni: "put yourself in my shoes"... il dolore e il disagio di un paio di scarpe sbagliate rende molto meglio l'idea di cosa significhi immedesimarsi in qualcun'altro.
Detto questo, chi ci crede? Alla favoletta del capo illuminato che prova a vivere come i suoi dipendenti per cinque minuti e si rende conto che le cose non funzionano... lo stipendio non basta, le strutture sono inadeguate, i mezzi sono insufficienti... e soprattutto, tutti parlano male di lui. Poverino...
Detto fatto, il boss si redime sulla via di Damasco e... aumenta gli stipendi, ascolta le esigenze dei dipendenti e diventa più buono... mmm... davvero? Se sto guardando un film della Disney e non me ne sono accorta, fatemi un fischio per favore. Perchè mi sembra di sentire cucchiaiate di melassa scendermi giù per la gola.
Diciamoci la verità. I capi non si redimono. E non migliorano con gli anni, anzi. Non capiscono i problemi che li riguardano, figuriamoci se capiscono quelli degli altri... vivono in un pianeta diverso, con regole diverse. Sanno barcamenarsi tra bilanci e tagli di spesa, esibendosi in complicate contorsioni di economia creativa. Poi si perdono nelle questioni più banali, come utilizzare la fotocopiatrice. Sono talmente abituati a delegare il delegabile, che ti aspetti le richieste più assurde. Niente riesce più a stupirti, quando si tratta del tuo capo. Ci fai una risata, poi una battuta e cerchi di non imbufalirti troppo. E una nuova avventura si aggiunge agli annali dell'ufficio: "Ti ricordi di quella volta che il capo mi ha chiesto di...???"

Qual è il capo ideale? Se lo chiedessero a me direi: quello che arriva prima dei suoi dipendenti e se ne va per ultimo. Quello che conosce le potenzialità di ciascuno e riesce a valorizzarle. Quello che non ti considera un costo aziendale, ma una risorsa. Quello che rispetta e conosce il lavoro di tutti. Quello che non cerca di essere tuo amico. Quello che non prova a mettersi nelle tue scarpe, ma ti mette in condizione di comprare quelle che ti piacciono.
Insomma, "PIU' LOUBOUTIN PER TUTTI!" Alla faccia di Cenerentola e della sua scivolosa scarpetta...

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