"In the world I see, you are stalking elk through the damp canyon forests around the ruins of Rockefeller Center. You'll wear leather clothes that will last you the rest of your life. You'll climb the wrist-thick kudzu vines that wrap the Sears Tower. And when you look down, you'll see tiny figures pounding corn, laying strips of venison on the empty car pool lane of some abandoned superhighway".
…così parlava Tyler Durden in una delle scene più intimiste di "Fight Club". Il buon Tyler si immaginava un mondo nel quale l'economia fosse riportata a zero e gli uomini fossero costretti a ricominciare daccapo. La natura avrebbe ripreso a dominare sulle metropoli, gli uomini sarebbero tornati a coltivare i campi e a cacciare per la sopravvivenza…Ecco. Adesso togliete tutte le parti migliori. Poi immaginate che al posto delle bombe che resettano gli imperi economici ci sia un virus altamente contagioso (parliamo del 90% della popolazione mondiale scomparsa in meno di tre anni). Immaginate che al posto di Ed Norton (o Brad Pitt, a seconda di come la vedete) ci sia Will Smith. Sistematevi a New York in un ipotetico 2009. Prendete un po' di "1997: fuga da New York" (l'isola di Manhattan isolata, orde di creature che popolano i luoghi bui), aggiungete un pizzico di "28 giorni dopo" (virus impazziti, esprimenti su cavie), cospargete il tutto con una spruzzata di "Robinson Crusoe" (isolamento, stress post traumatico, paranoia)… a questo punto, inserite a piacere scene prese da altre pellicole a caso (la macchina sportiva rombante che attraversa le strade deserte a me ha ricordato "Vanilla sky", per esempio)…
…et voilà!
Eccovi servito "Io sono leggenda" di Francis Lawrence. [Al solito, non proseguite nella lettura, se intendete andare a vederlo]. Il film dove Will Smith (e un magnifico pastore tedesco di nome Samantha) la fanno da padroni. Nel senso che ci sono solo loro due (più qualche creatura creata digitalmente) in tutta la maledetta isola di Manhattan. Per tutto il maledetto film. E oltretutto, il cane non fa una gran bella fine. E neppure Will, a dirla tutta.
Allora quali sono i motivi per andare a vederlo? Spiacente. Non ce ne sono. A meno che non siate fan sfegatati di Will Smith, con tanto di muscoli in bella vista, piglio militare e animo sensibile. Non c'è molto altro.
La pellicola, tratta dall'omonimo romanzo di Richard Matheson, ha una trama abbastanza irrilevante. E qua e là piuttosto nebulosa. In sintesi, una scienziata (pazza?) proclama in tivù la scoperta di una cura per il cancro… ma in realtà si tratta di un virus (???). Tre anni dopo gli esseri umani sono decimati. E nella fattispecie, a Manhattan è rimasto solo Smith. Ovvero il dottor Neville, inspiegabilmente immune al virus e obbligatoriamente l'unico in grado di trovare una cura (???). Di giorno la "leggenda" va a caccia di cervi per le vie della città invase dalle erbacce, in compagnia di Sam, razziando viveri e quant'altro nelle case altrui e parlando con inerti manichini vestiti alla moda. Di notte si blinda (letteralmente) nella sua splendida casa su tre piani-vista parco e fa esperimenti in cantina. Prima sui topi e poi sulle creature che popolano la notte… una sottospecie di vampiri fotosensibili e animaleschi che lo marcano stretto. In più, Smith lancia sulle frequenze radio un disperato sos, ma nessuno ha mai risposto. Il poveraccio è pure perseguitato dall'incubo di moglie e figlioletta morte durante l'evacuazione della città. Gli resta solo il cane… finché i vampiri non li attaccano con uno scherzetto piuttosto astuto…
Sì, insomma, avete capito. Non sta molto in piedi. Ma Will Smith ci ha messo tutto quello che aveva. Faccia e soldi. Ha recitato e prodotto. E (giustamente) non ha voluto nessun altro a rubargli la scena. Anche se il cane non è affatto male in un paio di riprese.
A mio parere, in questo film manca l'anima. Una delle poche cose che 150 milioni di dollari (tanto si è speso) non possono comprare. E la leggenda è solo nel titolo. Eventualmente ci sarebbe da ricordare al buon Will quella vecchia (ma sempre valida) leggenda metropolitana secondo la quale le creature notturne non sono affatto stupide. Hanno regole, gerarchie, tattiche e dinamiche di gruppo. Ma soprattutto, vale per tutti l'antico adagio: chi la fa l'aspetti.
Se avete visto il film, capite a cosa mi riferisco.
Cara Giorgia, scrivi su qualche rivista femminile? Se sì: ti prego dimmi assolutamente quale/i! se no, mi chiedo come mai non ti abbiano ancora proposto una rubrica. Scrivi benissimo e sei sempre aggiornatissima! Per quanto riguarda il film, credo che seguirò ancora il tuo consiglio ed eviterò. Ogni volta che hai parlato di film mi sono trovata d'accordo, dunque credo che anche qui possa andare sul sicuro... Già dal trailer non sono convinta...
RispondiEliminaMia cara Valentina... magari!
RispondiEliminaInnanzitutto, grazie per le tue belle parole. Ma purtroppo non scrivo su nessuna rivista, anche se mi piacerebbe moltissimo! Ogni tanto mi propongo a qualcuno... non demordo, questo è sicuro... e magari anche il tuo "suggerimento" potrà servire... chi lo sa!
Grazie ancora per i complimenti.
Un abbraccio
PS: dopo due film bruttini, mi auguro che al prossimo giro mi capiti qualcosa di buono da consigliare caldamente!
A me tutto sommato è piaciuto.
RispondiEliminaIo invece non ne sono rimasta per nulla soddisfatta... e ci contavo, dato che il romanzo sembra ottimo (lo sto leggendo in questi giorni)! Mi è parso solo un dispendioso pretesto recitativo per Will Smith & family... bravi, per carità... però io a metà strada ho cominciato a sbirciare l'orologio... e questo non è mai un buon segno!
RispondiEliminaUn saluto e grazie di essere passato...
Ma io mi sono domandato una cosa(che nel mentre del film ho pensato molto visto che mi stavo annoiando alla morte)..Nel'ipotetico futuro non sarebbe più credibile lanciare il messaggio con internet(che tecnicamente a meno che non si spengano i computeroni dovrebbe restare agibile)invece che con la radio...Che chi caspita ce l'ha oggi a Manhattan un trasmettitore radio?!?
RispondiEliminaDirei che la tua domanda è più che legittima...
RispondiEliminaAnch'io me ne sono poste parecchie, dato che di tempo ne avevo da buttare mentre Will se ne andava a raccogliere pannocchie...
Quando ha visto il manichino spostato... possibile non pensare a un trucco dei vampiri?
Davvero uno scienziato tanto brillante non ha pensato a una banalità come la bassa temperatura per debellare il virus?
Perchè qualcuno dovrebbe voler sterminare la razza umana con un virus spacciandolo per una cura contro il cancro? Quale sarebbe lo scopo di tutto ciò?
E infine, se l'isola era isolata (perdona il gioco di parole), la ragazza e il bambino come diavolo ci sono arrivati? A nuoto?
Direi che la tua domanda è più che legittima...
RispondiEliminaAnch'io me ne sono poste parecchie, dato che di tempo ne avevo da buttare mentre Will se ne andava a raccogliere pannocchie...
Quando ha visto il manichino spostato... possibile non pensare a un trucco dei vampiri?
Davvero uno scienziato tanto brillante non ha pensato a una banalità come la bassa temperatura per debellare il virus?
Perchè qualcuno dovrebbe voler sterminare la razza umana con un virus spacciandolo per una cura contro il cancro? Quale sarebbe lo scopo di tutto ciò?
E infine, se l'isola era isolata (perdona il gioco di parole), la ragazza e il bambino come diavolo ci sono arrivati? A nuoto?
Mha,sì direi che le infinite domande si sprecano sul film...che voglio dire,se c'era Bruce Willis a New York con i vampiri come minino distruggeva col napal tutto,ed in un crescendo di esplosioni trovava pure la cura...che almeno non ti facevi molte domande e ti divertivi..Perchè secondo me la pecca è lì,che è un film a metà tra il reale,però lascia troppe domande banali irrisolte,e il casinaro americano della serie salvo il mondo da solo,però lascia poco spazio all'azione da effetto speciale...Alla fine giusto New York in versione post apocalisse rende.(io personalmente ho apprezzato il fatto che lui si siasciacallato tutti i quadri,che averci un Rothko in camera mi garberebbe assai...)
RispondiEliminaOh sì, è fuori di dubbio che, se ci fosse stato Bruce Willis, questo film mi sarebbe piaciuto molto di più!!!
RispondiEliminaPS: anche un Van Gogh su per le scale non sarebbe male...
Ecco, per dire, anche la storia dello sciacallaggio... doveva essere approfondita, vissuta come una sporca necessità e non come un momento di riflessione interiore... in fondo è di sopravvivenza che si sta parlando, no???