domenica 30 agosto 2015

LO STRAPPO

C'è un dolore lirico ogni volta che lascio il Friuli. Come uno strappo. Non è facile da spiegare. Tantomeno da capire, immagino. È come se tutto il mio essere, la mia carne, lentamente si fondesse con questi luoghi. Più è stata lunga la permanenza e più la fusione è profonda. E quando te ne vai, devi strapparti via di lì. Letteralmente. E non è una cosa veloce, non è un cerotto. È una separazione lenta, che ti dà il tempo di elaborare, dire addio... man mano che ti allontani dai luoghi che conosci. L'ambiente diventa poco a poco anonimo, sconosciuto. E allora, solo allora, ti accorgi di sentire male dappertutto. Questo mi accade quando lascio il Friuli, ma non quando lascio Milano né qualunque altro posto. È qualcosa di atavico, radicato nel profondo.
E può sembrare un controsenso, ma c'è una bellezza nella separazione. Una dolce e lirica bellezza, che non so spiegare. Ma che mi accompagnerà per giorni e che mi renderà malinconica. E che tutti scambieranno per qualcos'altro e mi diranno: ti capisco. Io sorriderò.
...cosa volete mai capire? Nessuno sa quanto doloroso e dolce e straziante e bellissimo è lasciare ogni volta il Friuli.

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