lunedì 28 gennaio 2013

FRANKLY, MY DEAR...

Mi piace parlare (scrivere) di moda. Non ci posso fare nulla.
Ci sono argomenti più interessanti? Probabile. Però, francamente...

Sono cresciuta circondata da stoffe, passamanerie, filo da imbastire e automatici. Mi ritrovo periodicamente uno spillo in tasca o nascosto fra le pieghe della fodera. Mi entusiasmo come una bambina nelle mercerie e passerei giornate intere a scegliere bottoni.
Fin da piccola osservo mia mamma segnare con il gesso i tessuti, tagliare lungo le linee e poi cucire insieme i pezzi. E ogni volta mi sembra una magia.
Certo, potrei scrivere di battibecchi politici oppure dei bilanci creativi delle banche, ma... lì non vedo nessuna magia. Dunque, francamente...

Se un abito colpisce la mia attenzione, le cose che faccio sono (in ordine cronologico):
-controllare l'etichetta
-guardare il rovescio delle cuciture
-verificare come sono stati attaccati i bottoni
-passare in rassegna mentalmente tutte le mie scarpe/borse da abbinarci
-elencare tutti i probabili difetti che mi farebbe una volta indossato
-valutare la possibilità di "prendere ispirazione" e disegnare un modello per conto mio...
Ecco perchè sono il terrore di tutti gli addetti alla vendita del mondo. Mi temono perchè non  riescono a convincermi. Però ci provano. E io lascio che si crogiolino nell'illusione. E' uno spasso.
Certo, potrei scrivere di quanto grande sia la mia disillusione nei confronti delle promesse elettorali. Dei candidati vecchi e nuovi. Dei cabarettistici programmi dei vari schieramenti. Ma...lì non percepisco lo spasso. Perciò, francamente...

Oggi indosso una gonna con un bordo di fiori in rilievo. Sono di pannolenci colorato. Li ho disegnati e ritagliati personalmente, uno per uno. Poi li ho combinati insieme, fino a formare una sorta di prato fiorito. Infine ho spiegato a mia mamma come li volevo cuciti e l'ho osservata mentre rendeva reale ciò che io avevo solo immaginato. Una soddisfazione infinita.
Certo, potrei trovare altri motivi di soddisfazione. Da qualche parte.
Però.
Francamente...
I don't give a damn. 

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