Ci sono giorni che ti cambiano la vita. E di solito non sono bei giorni. Perchè quelli belli sedimentano. Diventano una parte del panorama e dopo un po' non li noti più. Ma gli altri... bè, quelli non si amalgamano. Sono lì che grattano. Creano attrito. Sono giorni che vorresti dimenticare, ma ti perseguitano. Sono giorni in cui il tuo subconscio ti fa vestire di nero. E tu non ti vesti mai di nero.
Ecco, io mi riferisco a quei giorni lì. Quelli che ti cambiano la vita, ma non capitano quando li cerchi. Capitano e basta. Capitano. Dolorosamente. Per caso. Ti sorprendono alle spalle e tolgono tutto l'ossigeno dal mondo. Per un po' credi di annaspare. Di non riuscire a fare il tuo prossimo respiro. Quasi lo desideri. Salti qualche battito del cuore, vedi tutto nero. Chiudi gli occhi e ti lasci andare. Ma non succede niente.
Allora riapri gli occhi. Ancora. Dolorosamente. Viva. Inspiri a singhiozzi. L'aria brucia nei polmoni come alcool su una ferita. Tutto arriva attutito, subacqueo. La gente ti parla, muove le labbra davanti a te in balbettii senza logica. Tu cerchi l'uscita. Un maniglione antipanico da spingere. Via. Da. Lì. Lontano da quella giornata che ti ha cambiato la vita. Ma non si scappa e la stanza è senza porte.
Ieri è stato uno di quei giorni. E' passato, ma ha lasciato una scia fastidiosa. Ha rivangato tracce antiche di dolore. Margini che non combaciano. Sapori che non corrispondono. Orrori che non si correggono. Respiri interrotti che bruciano.
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