Ognuno usa i suoi criteri per capire se qualcosa gli piace oppure no. C'è chi dà i voti, chi disegna le stelline. C'è chi fa grafici e calcola percentuali. Tutti hanno un sistema. A ciascuno il suo.
Io ho regole molto rigide per determinare il mio gradimento. Soprattutto quando si tratta di libri. Perché un conto sono i buoni libri… ma quelli che ti cambiano la vita sono tutta un'altra storia. E quando ne trovo uno, ho sempre un po' di timore nel consigliarlo… ho paura di non riuscire a spiegare cosa mi ha colpito, ho paura di non trovare le parole adatte. Ma poi, alla fine, faccio sempre un tentativo.Il mio sistema è semplice. Un libro mi cambia la vita quando mi ispira. Ovvero quando mi fa venire voglia di fare cose mai fatte prima. Quando mi spinge ad interessarmi ad argomenti che non mi avevano mai sfiorata. Quando mi fa incuriosire riguardo a qualcosa che ignoravo. Tutto qui. Questa è la differenza tra un plico di piacevoli pagine e una lettura che non scorderai per il resto dei tuoi giorni.
Per esempio. Io non ho mai pensato all'Alaska. Né in qualità di stato vero e proprio, né tanto meno in termini di meta turistica. Sapevo a malapena dove fosse… e che ci si patisse un gran freddo. E non mi importava di sapere altro. Questo fino al 2003. Da allora l'Alaska ossessiona le mie fantasie di fuga, mi intriga come pochi altri luoghi al mondo.
Il motivo? Un libro, ovviamente. Uno di quelli che mi ha cambiato la vita.
Ve ne parlo adesso perché tra poco lo faranno tutti. E io detesto consigliare un libro quando diventa "di moda". Il motivo è presto detto: ne hanno tratto un film. Sean Penn ha lavorato all'adattamento per più di dieci anni e finalmente le parole sono diventate immagini. Il film, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, uscirà nelle sale italiane il prossimo febbraio.
Il libro invece si intitola "Nelle terre estreme" (qui trovate i dettagli sull'edizione originale, dato che al momento non è più disponibile in italiano… immagino si stia preparando una ristampa in contemporanea con l'uscita del film) e lo ha scritto un tale Jon Krakauer.
Il libro è nato dalla curiosità del suo autore riguardo un fatto di cronaca accaduto nel 1992. Krakauer, alpinista prima che scrittore, aveva ricevuto l'incarico di scrivere (per una rivista specializzata) un articolo su Alex McCandless, un ventiquattrenne trovato morto di fame nei boschi inospitali dell'Alaska. Una volta scritto il pezzo, la redazione della rivista era stata inondata di lettere che commentavano l'oscura vicenda, che ne davano interpretazioni contrastanti o che fornivano informazioni su Alex. A quel punto, Krakauer aveva deciso di indagare più approfonditamente e tre anni più tardi aveva pubblicato "Into the wild", ovvero la storia (vera) di McCandless.
In breve: Alex è un ragazzo nato in una famiglia benestante della Virginia. Nel 1990, subito dopo la laurea in storia e antropologia, sparisce letteralmente dalla circolazione. Dà in beneficenza tutti i suoi risparmi, brucia il suo portafoglio, abbandona la sua auto e si inventa un nuovo nome. Inizia così il suo viaggio attraverso gli Stati Uniti, da est a ovest, con mezzi di fortuna e senza fermarsi mai troppo nello stesso luogo. Nel 1992 decide di avventurarsi nei territori dell'Alaska. Ma, dopo soli quattro mesi, il suo corpo senza vita viene ritrovato nella carcassa di un vecchio autobus abbandonato nei boschi. Senza più cibo, all'interno di un logoro sacco a pelo, con una manciata di libri, qualche foto, molti appunti e un ultimo messaggio: "Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio e che Dio vi benedica!".
Krakauer ha parlato con tutti coloro che conoscevano Alex e con coloro che l'hanno incontrato durante le sue peregrinazioni. Ha tentato di trovare risposte. Ha cercato di spiegare la (breve) vita e la (dolorosa) morte di Alex McCandless.
Qui un breve estratto.
Ok lo so...non si dovrebbe fare..Il libro a me non è che mi era piaciuto,di più(per usare un giudizio serio,coerente ed efficace)...
RispondiEliminaQuindi in preda a spasmi perchè non posso muovermi da questa dannata sedia me lo sono scaricato........
A parte che a me,piccino cresciuto a pane e Pearl Jam,i film dove c'è la colonna sonora di Eddie Vedder mi piacciono per contratto,ma questo diamine,è veramente un bel film.
Giuro lo vedrò almeno 3 volte al cinema per scontare il mio piratare in allegria
Dimenticavo,se no sembra schizofrenia incontrollabile,ci tenevo a fare il commento prima che esca il film così da fugare qualsiasi dubbio riguardo al mio gradimento quando il film e il libro torneranno effettivamente di moda!!
RispondiEliminaLo sapevo! Sì, sapevo che sarebbe stato un gran film! A questo punto, dopo la tua conferma, attenderò pazientemente che esca nei cinema (anche volendo, non saprei scaricare alcunchè da internet...)!
RispondiEliminaSono felice che qualcuno la pensi come me, cha abbia già letto (e amato) il libro e che ci tenga a dirlo adesso... e non quando tutti si metteranno in fila per osannare l'ottima prova registica di Sean Penn (che osannare Sean Penn è così... facile...)
Bene, bene. Grazie davvero per il tuo commento...