giovedì 15 novembre 2007

LA MIA GIORNATA (ANIMA?) DIVISA IN DUE

Ieri è stata una giornata strana. Anzi, è stata una giornata scissa. Una giornata fatta di due metà completamente distinte ed diametralmente opposte. Sarà per quello che stamattina mi sono svegliata con l'emicrania?
Comunque sia. Ieri mattina me ne sono andata a spasso per la campagna. A fare shopping tra le cascine della bassa lombarda. Prima ho comprato tre sacchetti di riso carnaroli. Direttamente dal produttore. Confezionato (si fa per dire) in graziosi e variopinti sacchetti di tela. Con l'etichetta cucita sul bordo. Una bellezza… Dopodichè, sono andata alla ricerca dei distributori di latte self service. Avevo sentito dire che alcune cascine della zona li avevano installati e volevo accertarmene. E, senza neppure fare troppa fatica, ne ho trovati un paio. Si tratta di macchinette del tutto simili a quelle cui siamo abituati, che spacciano bottigliette, snack, dolcetti o caffeina. Tranne che queste erogano latte. Il procedimento è semplice: si prende una bottiglia vuota (dove sono andata io, le fornivano in loco), la si stappa, la si posiziona sotto l'erogatore, si inserisce 1 euro, si preme START e… il latte fresco è bello che servito! Con tanto di schiuma! Alla fine, si recupera la bottiglia, la si tappa e la si porta a casa. Non vi sto a raccontare quanto mi si divertita a seguire l'intera procedura. Io adoro le macchinette! Il problema per me era un altro…
E qui va fatta una premessa. Io non bevo più latte da almeno un decennio. Il latte del supermercato, per capirci. Sono stata costretta a "convertirmi" al latte finto, quello senza lattosio… un latte che, stante una mia buona tolleranza, per contro non sa assolutamente di latte. Forse perché io sono cresciuta con quello che mia nonna mi mandava a prendere direttamente in latteria, con il pentolino di alluminio col coperchio. Quello sì che era latte! Faceva cinque centimetri di schiuma quando il casaro te lo versava! Ad ogni modo, mi sono dovuta accontentare del suo triste surrogato… fino a stamattina. Infatti, ho fatto colazione con il latte del distributore e… nessun problema digestivo, nessuna intolleranza, mo solo un sano gusto di latte! E ho anche risparmiato! Invidiatemi pure…

Nel pomeriggio, per contrasto, sono andata in città. Nella fattispecie, alla Triennale di Milano. In questo periodo ci sono diverse esposizioni interessanti. Io ne ho scelte due, agli antipodi. La prima (gratuita) è VENTI DI STRISCIA, la mostra che celebra i venti anni della trasmissione televisiva "Striscia la notizia". Si articola in due parti: la prima, all'interno della Triennale, dove sono esposti alcuni "reperti"… tapiri celebri, verbali di denunce, schizzi della scenografia originaria, microcamere nascoste. La seconda parte invece è allestita in un capannone nel giardino del museo… vi si trovano un bastimento con più di 4000 teleschermi che mandano ciascuno una puntata diversa del programma, ci sono spazi interattivi, ci sono i "tapiri d'autore" (ovvero tapiri re-interpretati da celebri designer, che saranno messi all'asta) e il Gabibbo (in carne e stoffa rossa) per le foto ricordo. La mostra è buffa ed irriverente, nel puro stile del suo creatore Antonio Ricci e soci. Purtroppo resterà aperta solo fino al 25 novembre, ma se vi capita fateci un salto.
La seconda mostra che ho visto è DAVID LYNCH-THE AIR IS ON FIRE. Si tratta di una serie di quadri, foto, schizzi, disegni, sculture e cortometraggi [una menzione speciale agli otto episodi di un cartone animato intitolato "Dumbland"… un dissacrante incrocio tra "Beavis e Butthead" e "I Simpson"], prodotti negli ultimi quarant'anni da quello che tutti conosciamo "solo" come regista. Io non sapevo di questa passione lynchiana per l'arte e ne sono rimasta molto colpita. Tutte le opere sono disposte senza ordine apparente, spesso senza data né titolo. Lynch stesso ha curato l'allestimento… che è una perfetta emanazione del suo stile. In sottofondo ci sono musiche inquietanti che ti spingono a guardarti con circospezione alle spalle e a controllare con attenzione ogni volta che svolti un angolo. C'è tutto il Lynch cui siamo abituati: incubi, deformità, freaks e simbolismi. Per non parlare dei cortometraggi… si tratta di due ore abbondanti di materiale. Dove, anche quando la telecamera è fissa su un verdeggiante paesaggio montano, ci si aspetta di vedere sbucare il diabolico Bob da dietro i cespugli. E se non lo fa, ci si chiede: perché non c'è nessuno dietro i cespugli? Cosa sarà capitato a tutti quanti?
Ecco, la mostra di David Lynch fa questo effetto. E piacerà da impazzire ai suoi ammiratori. Un po' meno agli altri… d'altronde, si sa, Lynch non è per tutti. Ma per chi lo volesse, resterà alla Triennale fino al 13 gennaio.
Qui alcune foto.

6 commenti:

  1. Per la mia trasferta di due giorni Milanesi questa mostra di Lynch è non d'obbligo,di più!!
    L'attendo da tempo immemore,e non avevo dubbi dopo quello che ho letto che non avrebbe deluso i fan,anche perchè da quello che ho potuto vedere da una reale panoramica a 360 gradi di un vero artista.
    Spero di poter tornare a lasciati un commento entusiasta della mostra!

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  2. Allora apetto il tuo commento.
    Sono sicura che non sarà entusiasta, ma DI PIU'!!!

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  3. una giornata per te stessa.....no lavoro no altri solo te stessa..... anche io ogni tanto mi prendo momenti di questo tipo

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  4. Purtroppo son giorni di corsa,senza l'internet e quindi risponderò successivamente e con tranquillità al test.
    La mostra,detto tra noi,"perdiana che spettacolo!!"
    Le opere erano veramente bellissime,poi il fatto che la disposizione fosse curata da lui ti faceva sembrare il tutto come un percorso dentro alla sua testa...Queste tende ovunque,pezzi di normalità dove ci sono minuscoli pezzettini fuori posto...geniale.E poi i corti e cartoni me li sono gustati tutti,veramente strepitosi.
    E alla fine ho deciso pure una cosa.Che visto il corto the boat,se anche mi ci invita,io nemmeno morto ci vado a fare un giro con Lynch in barca!

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  5. Sapevo che saresti impazzito per quella mostra! Come sempre, nel caso di Lynch, sono le piccole cose fuori posto che ti sconcertano di più.

    E se devo essere onesta, io insieme a Lynch non me ne starei neppure a guardare fuori da una finestra...

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