Ieri pomeriggio sono andata a vedere "Michael Clayton" di Tony Gilroy. In sala avevo accanto un trio di vecchietti terribili, che non ci hanno capito molto e che non si preoccupavano di nasconderlo. Ad ogni colpo di scena, imprecavano in perfetto milanese e si consultavano tra loro per trovare il bandolo. Erano meravigliosi, nei loro tailleurs vecchio stile, con le cravatte sottili e le camicie bianche.
Vecchietti a parte, il film è una meraviglia. Pensate di mettere insieme "Erin Brockovich", "The insider" e "Il socio", poi mescolate il tutto, posizionatevi a New York e il gioco è fatto. Non dimenticandovi che avete in mano anche un bel poker d'assi: George Clooney, Sydney Pollack, Tom Wilkinson e Tilda Swinton.Ecco qualche dettaglio sulla trama. Michael Clayton è un avvocato, lavora da 17 anni per uno degli studi legali più importanti di New York, ma non è mai diventato socio… e non va mai in aula. Questo perché il suo lavoro è "fare le pulizie", ovvero sistemare i casini altrui, intrallazzando e mescolando le carte. Facendo telefonate, sciacquando fedine penali e coscienze. Occultando segreti e rigirando frittate. Insomma, Michael Clayton arriva e risolve i problemi, come il signor Wolf di "Pulp fiction". Ma quando il suo amico e collega Arthur (uno stratosferico Tom Wilkinson) si ribella al sistema, rifiutandosi di continuare a difendere un'azienda produttrice di diserbanti cancerogeni, per Michael sarà molto difficile riuscire a metterci una pezza. Infatti, si dà una guardata intorno e scopre che la sua vita è al collasso: i debiti lo stanno divorando, il lavoro lo sta consumando, la sua famiglia non è d'aiuto (un fratello poliziotto integerrimo, un altro fratello drogato e alcolizzato, un figlioletto geniale che si appassiona alle saghe fantasy a otto anni)… e ora ci si mettono anche i problemi di coscienza. Che fare? Aiutare lo studio legale ad architettare il ricovero psichiatrico coatto dell'amico Arthur oppure combattere insieme a lui contro la multinazionale capitanata dalla feroce Karen Crowder (alias Tilda Swinton)?
Il cast è stellare. George Clooney è un Michael Clayton perfetto: look sfatto e dilaniato, infilato in completi impeccabili. La sua faccia è un incrocio costante tra disgusto e prostrazione. Gli occhi sono stanchi, ma vigili. Le parole gli escono di bocca doloranti e amare. Non ci regala mezzo sorriso in tutto il film… forse uno, appena accennato che facilmente si confonde con una smorfia di sollievo. Finalmente George recita alla grande in una parte che non ricalca la sua bella vita hollywoodiana in trasferta sul lago di Como. Accanto a lui c'è l'inossidabile coppia Sydney Pollack-Tom Wilkinson. Il primo nei panni scomodi di Marty Bach, il boss dell'ufficio legale, che ama delegare e non sapere mai troppo. Pollack è da decenni una garanzia sia come regista che come attore, senza discussioni. Tom Wilkinson (molti di voi lo ricorderanno in "Full monty", ma io l'ho amato alla follia in "In the bedroom") è Arthur Edens, l'avvocato che prende coscienza di avere una coscienza (scusate il gioco di parole). Per anni ha rappresentato legalmente un'azienda che credeva senza macchia, ma all'improvviso realizza che non solo produce sostanze dannose alla salute, ma lo fa consapevolmente. E si ribella. Raccoglie prove, si schiera dalla parte dei querelanti (un gruppo di persone malate a causa dei suddetti prodotti chimici), si appassiona alla giustizia forse per la prima volta nella sua vita. Infine, la protagonista femminile: Tilda Swinton (io la ricordo eterea ed androgina in "Orlando" e poi inflessibile e spaventosa in "The beach"). Qui è una donna spietata e disposta a tutto. Cosciente degli ingranaggi aziendali e di come farli funzionare. Impeccabile e granitica all'esterno, con qualche crepa all'interno, ma ben nascosta sotto i severi tailleurs e le camicette di seta chiara.
"Michael Clayton" è davvero un bel film. Asciutto e senza fronzoli. Essenziale anche nelle spiegazioni della trama (a volte non di immediata comprensione). Le scene si riversano nelle mille sfaccettature della città che non dorme mai: gli uffici dei grattacieli di Manhattan, i loft costosi dei quartieri alla moda, Times Square, le case di mattoni a due piani della upper class, le bische clandestine dei bassifondi, le villette in legno bianco della periferia, i distretti di polizia alla NYPD, le ville extra lusso delle campagne.
Se amate gli attori e le trame di sostanza, se amate New York e le Mercedes, se amate i legal thriller e gli uomini che fanno la cosa giusta… allora ripetete con me: "Sono Shiva, il dio della morte" e poi andatevi a vedere "Michael Clayton". Alla fine vi sarà tutto chiaro.
Mi hai fatto venire voglia di andrlo a vedere... (però voglio pure i vecchietti!!! Che spasso)
RispondiEliminaUn saluto
Giulio
Guarda Giulio, per me vedere i film con accanto i vecchietti è ormai un classico! Ci sono sempre... e si siedono sempre accanto a me! E mi chiedono le cose DURANTE il film! Uno spasso davvero!
RispondiEliminaVabbè, a parte i vecchietti. Quando mi appassiono a un film, cerco di spingere gli altri ad andarlo a vedere... quindi, sono felice di averti ispirato! Spero ti piaccia quanto è piaciuto a me!
Un abbraccio
Sono corsa a vedero il giorno dell'uscita, andare a vedere subito i film d George è una delle poche cose che non rimando.
RispondiEliminaDevo dire che all'inzio non mi avevo preso poi così bene, lo reputavo abbastanza lento e come i vecchietti accanto a te non ci capivo niente. Il bello, a parte Mister Clooney, è che arrivi in fondo e la trama l'hai compresa senza perdere troppi neuroni, cosa che può avvenire nel legal-thriller.
Altro punto a favore del film...la regia, l'insistere ripetutamente su dettagli che sembrano estranei alla storia mi è piaciuta!
Vero! Ci sono qua e là molti piccoli particolari all'apparenza insignificanti che poi ritornano quando meno te lo aspetti... come i cavalli oppure il libro con la copertina rossa...
RispondiEliminaTante le scene memorabili. A me è piaciuta moltissimo quella in cui Tom e George si incontrano nel vicolo e il primo ha in mano un enorme sacchetto pieno di filoncini di pane e ne regala uno a George... sembra una follia, ma in realtà sta solo cercando di riappropriarsi della sua vita, "sprecata" fino ad allora in cose poco onorevoli...
Insomma, un gran bel film!
PS: ah! Ho dimenticato di dire che alla fine anche i tre vecchietti accanto a me hanno capito la trama!
fortuna che ci sono recensioni come la tua a rendere giustizia al film!
RispondiEliminaGrazie!
RispondiEliminaCome ho già detto, se un film mi piace, non riesco a trattenermi e cerco di fare in modo che anche gli altri lo amino...
Non sempre ci riesco, ma per me l'importante è provarci...
Grazie ancora.
Gestisco questo blog per il mio maestro spirituale SHIVA
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