venerdì 13 aprile 2007

CITTA’ vs CAMPAGNA

Sono i miei ultimi giorni a Twin Peaks. Mentre ero qui mi sono concessa molte passeggiate. Mi sono abbronzata un pochino. Ho piantato verdure, ortaggi e tuberi. Ho comprato un paio di pantaloni e un paio di ciabatte di Betty Boop. Ho fatto molte foto. Ho visto qualche parente. Ho scritto qualche post. Ho riletto "Il diavolo veste Prada" (che non ricordavo TANTO diverso dal film omonimo…) e ora sono alle prese con dei racconti di David Foster Wallace.
…ma soprattutto ho pensato. Perché non c'è luogo come Twin Peaks per favorirmi il pensiero. Sarà che qui la televisione si vede davvero male. Sarà che qui ogni angolo è intriso di memorie. Sarà che qui il tempo scorre senza fretta. Sarà che qui tutti hanno voglia di raccontare…
Ieri ho incontrato una signora lamentosa. Spesso capita che qualcuno mi abbindoli per ore con la storia della sua vita… io sono un "personaggio" relativamente saltuario e dunque tendo a dare nell'occhio, come un elemento estraneo… di conseguenza le persone se ne approfittano e mi raccontano di tutto.
La signora di ieri si lagnava del fatto che molti giovani preferiscono lasciare il paese alla volta della città. Si trasferiscono. La sua spiegazione era che "qui non c'è niente"… oppure, in alternativa, che "si vuole essere più vicini al lavoro". La signora denunciava la medesima scelta anche da parte dei suoi figli e nipoti. Io l'ho lasciata parlare, senza intervenire. Ho notato che le persone preferiscono così. In realtà non cercano il confronto o il dialogo. Ma cercano semplicemente qualcuno con cui sfogarsi. Punto.
Però adesso posso dire la mia.
Se devo essere onesta, io osservo esattamente la tendenza opposta. Da qualche anno a questa parte, ho notato che molte persone scelgono di vivere in questo piccolo paese. Piuttosto che in città. Ma non è questo il punto.
Se devo dirla tutta, la storia della vicinanza al lavoro è una scemenza. Da Twin Peaks a Pordenone (la città più vicina) ci vogliono venti-venticinque minuti in macchina. La strada è scorrevole e senza semafori (ok, onestamente ce ne sono due o tre… ma cosa volete che siano?!). Non ci sono né traffico né code. Al contrario, conosco persone che vivono a Milano e che impiegano più di un'ora per raggiungere il posto di lavoro, sempre a Milano. Con in aggiunta lo stress da affollamento (per chi usa i mezzi) oppure quello da ingorgo (per chi usa la macchina).
E poi, per favore, la vogliamo finire con questa storia che nei paesi di campagna non c'è niente da fare? Non ci sono divertimenti, non ci sono comodità, non ci sono locali…
E allora? I modi per passare il tempo certo non mancano e poi, se si vuole un bar (un pub, un ristorante, una pizzeria o una discoteca), si prende la macchina e ci si va. Qual è il problema? Pensate forse che avere un locale sotto casa vi faccia venire voglia di frequentarlo ogni sera? Pensate che sia un beneficio? Provate a chiederlo a chi abita in zona Navigli a Milano…
Certo, siamo tutti d'accordo che la città garantisce una notevole molteplicità di offerte. Negozi, servizi e comodità a portata di autobus. Ma poi si devono pagare i conti dello smog e delle code ai semafori.
Bisogna scegliere. Perché secondo me, alla fine è tutta una questione di scelte. C'è chi ama il caos e la confusione… quindi vive in città ed è ben felice di farlo. Al contrario, c'è che predilige la tranquillità e la pace… quindi vive in campagna e non se ne lagna.
Ma infine c'è anche chi, come la signora di ieri, ama lamentarsi e nessun posto lo soddisfa. Perché è spaventato dalla solitudine e, abbandonato da figli e nipoti, cerca qualcuno con cui sfogarsi. Ecco perché non protesto mai. E ascolto. Così loro sono soddisfatti e a me non costa nulla.

8 commenti:

  1. ..ho delle amiche che ogni volta (e ci scommetto, lo faranno anche stasera!) mi decantano i vantaggi di milano rispetto al mio paese "chiuso", mi prendono quasi in giro perchè abito lì e soprattutto perchè a me piace lì!!! non l'hanno ancora capito, che se non me ne vado un motivo ci sarà? io resterò lì!! Ieri sera alle 22.30 tornavo in bicicletta dalla lezione di yoga, vedevo la notte stellata e sentivo profumo di primavera, gli alberi fioriti nei giardini, e qualcuno che portava a spasso il cane. Perchè dovrei andare a Milano!!?!
    W le twin peaks del mondo :)))
    zurika

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  2. Sì! Evviva!
    Hai proprio ragione! Vuoi mettere la possibilità di vedere le stelle... di annusare qualcosa che non siano "polveri sottili"... di ascoltare qualcosa che non siano i motori delle macchine!!
    Come dicevo nel post: è una questione di scelte. Ma non capisco per quale motivo si senta il bisogno di denigrare continuamente le Twin Peaks a favore delle città...

    Oggi pomeriggio mi sono seduta in giardino a prendere il sole... e sentivo le api ronzare attorno al ciliegio in fiore del mio vicino...
    Non capisco cosa ci sia di meglio di questo...
    Bacio

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  3. Cose che ci sono a Milano e nelle varie Twin Peaks no:
    1) l'avv. Vincenzo S. che conosce tutti i meglio ristoranti regionali del circondario
    1.1) i meglio ristoranti del circondario
    2) certe gallerie fuori dal centro con giovini artisti valenti e volenterosi
    2.1) certe artiste giovini valenti e volenterose che costà espongono
    3) molti cìnemi (a Roma assai di più, ma Roma è una città, il che difficile si dice de Milàn)
    4) le cascine
    5) S. Maria delle Grazie
    6) la gelateria dietro le Colonne, alla fine di v. Caminadella
    7) la possibilità remotissima d'incontrare vuoi la Girlonboard vuoi la di lei editor, la Diva Giulia B.

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  4. Qui, mio caro, ti devo purtroppo contraddire.
    1) sarà un caso che tutti i milanesi vanno a mangiare fuori città, nelle varie Twin Peaks del circondario?
    2) nelle Twin Peaks ci sono delle "gallerie" en plein air create dalla Natura... e se proprio proprio voglio vedere un quadro... prendo la macchina e vado in città.
    3) i cinemi ci sono anche nei piccoli paesi. Pochi ma buoni. E non c'è da fare la fila!!!
    4) le cascine sono qui dove abito io, non in città
    5) S. Maria delle Grazie te la concedo
    6) il miglior gelato che io conosca lo fanno da Marcello... vicino alla mia Twin Peaks sui monti. Ma è una questione di gusti. Anche la gelateria in piazza a Binasco fa un gran gelato...
    7) la possibilità di incontrarmi a Twin Peaks è forse maggiore di quella di incontrarmi a Milano. Per Giulia invece, credo che le possibilità aumentino avvicinandosi a Padova..

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  5. 1) i milanesi che ignorano i ristoranti della loro città si meritano 1, 10, 1000mila cinesi
    2) le gallerie en plein air et pieds dans l'eau cosa c'entrano coi capolavori avvenire dell'arte contemporanea, per esempio?
    3) i cinemi dei paesi piccoli sono piccoli e paesani
    4) Cascina Gobba sarà bèn Milàn e quante altre, p.es. dalle parti di Niguarda (che ricordi, con l'Annina, 15 e più anni or sono!)
    5) la possibilità d'incontrarti sarebbe notevole domani sera, allo Spazio Tadini, per la prima presentazione pop della stagione (con G. Cederna, S. Formisano, F. Tadini, la Buba, la Nina, Poppy, Dede, gh7, Sissa, Bebel e Ambrogio). Inizio spettacolo 9:30pm, fine a esaurimento liquori e superalcolici di marca mediterramericana

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  6. 1) vero! abbasso i ristoranti cinesi!
    2) non c'entrano. Ma sempre di Arte si tratta, no?
    3) ...ma sono così caldi e pieni di vita!!!
    4) le VERE cascine non sono quelle "cittadinizzate" che nomini tu, ma quelle con le mucche e le risaie tutto intorno!!!

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  7. E quindi mi dài buca pure domani sera. Cioè, con te è impossibile, oramai. Vedremo, magari col libro avvenire le cose cambiano, chi lo sa.

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