martedì 23 gennaio 2007

WHAT’S UP DOC?

Vi avevo promesso che avrei affrontato l'argomento… e qualcun'altro l'ha già fatto prima di me. Ma veniamo al dunque.
Sul piccolo schermo impazzano i telefilm a sfondo medico. Ormai non è più una semplice tendenza. Si tratta di una vera e propria infestazione. Un contagio diffuso.
Il venerdì sera non lascia tregua. Su Italia1, dalle nove all'una di notte, è tutto un pullulare di camici bianchi. Mascherine sterili e guanti di lattice. Anamnesi e analisi. Ovvero, nell'ordine: "Dr. House", "Grey's anatomy", "Nip/Tuck" e "Huff".
Il sabato sera concede un respiro di sollievo (sebbene, con "Bones" su Rete4, sia un respiro piuttosto relativo…). La domenica: riposo assoluto. E lunedì si torna in ospedale su Rai2, con un'ora e mezza di adrenalina targata "ER".
Trattasi in totale di cinque (ripeto: cinque) telefilm che hanno per protagonisti dottori e derivati. Viene quasi naturale porsi qualche domanda. Quali sono i motivi di questa invasione medica? Non c'è il rischio che, come dice il vecchio adagio, il troppo stroppi? La qualità dei prodotti non subisce un calo naturale quando la quantità aumenta a dismisura?
Quando un genere funziona bene, è ovvio che tutti cerchino di cavalcare l'onda del successo facile-facile. "ER" è stato il primo vero telefilm ad ambientazione ospedaliera (sì, d'accordo, ce n'erano anche altri. Prima. Tipo "Chicago Hope". Ma niente di così accurato), che da dodici stagioni spopola in ogni angolo del globo. Fino a qualche anno fa svettava imbattuto, al primo posto in classifica per dati di ascolto. Spodestato solo da "CSI". Eminenti esperti si sono scervellati per capire i motivi di tanta fortuna… la precisione dei casi trattati? La credibilità dei personaggi? Il ritmo incalzante? La qualità eccelsa della confezione? Probabilmente, la felice concomitanza di tutti questi fattori.
Comunque la vogliate mettere, "ER" ha fatto venire l'acquolina in bocca a molti produttori. I quali hanno tentato di replicarne i trionfi, introducendo variazioni di ogni sorta.
Ecco perciò apparire "Nip/Tuck". Ovvero la 'variante estetica' ambientata a Miami, con i chirurghi plastici Sean McNamara e Christian Troy.
Quindi "Dr. House". Ovvero la 'variante diagnostica' ambientata in un ospedale del New Jersey, con il cattivissimo ma geniale dottore omonimo.
Poi è stata la volta di "Grey's anatomy". Ovvero la 'variante sentimentale' ambientata a Seattle, con un cospicuo gruppo di dottori più impegnati in scaramucce amorose che non in casi clinici.
Infine l'ultimo arrivato "Huff" (la prima puntata della prima serie è andata in onda venerdì scorso). Ovvero la 'variante psicanalitica' ambientata a Los Angeles, con uno strampalato psichiatra che si ritrova un giovane paziente morto suicida nello studio (ma non è così che cominciava anche "Il sesto senso"???).

Per quanto mi riguarda.
Continuo imperterrita ad andare in deliquio per la scontrosità e l'insana cattiveria del "Dr. House". Il ritrovato uso della gamba poteva far pensare ad un suo ammorbidimento, ma non è stato così. Venerdì scorso ha, come di consueto, torturato i pazienti. Maltrattato le colleghe. Insultato i colleghi. Falsificato una prescrizione di Vicodin per sé stesso. E nel contempo, risolto un caso impossibile con il solito colpo di genio. Impareggiabile.
Continuo a non amare particolarmente "Grey's anatomy". Mi limito a guardarlo per ammirare il dottor Alex (il biondino Justin Chambers). Niente di più. La protagonista mi è antipatica. E le questioni private sono spesso predominanti rispetto ai casi trattati. Allora perchè non ambientarlo in un grande magazzino? Così, tanto per fare qualcosa di diverso…
Continuo a credere che, al suo esordio, "Nip/Tuck" fosse superlativo. L'apoteosi della fragilità, in una città ossessionata dall'apparenza. Due chirurghi fragilissimi (per motivi diversi), che ostentano (in modi diversi) una sicurezza che non possiedono. E che campano sfruttando le insicurezze e le fragilità altrui. L'ho sempre trovato spietatamente acuto. Ma devo anche aggiungere che questa quarta stagione non mi entusiasma. Gli concederò il beneficio del dubbio ancora per un po'. Ma vedere il dottor Troy farsi convincere da Brooke Shields di essere gay (nonché segretamente attratto dal dottor McNamara), onestamente mi sembra azzardato. Per non parlare del cambio di arredo nel suo appartamento: siamo sicuri che una scultura a forma di fallo in salotto, delle dimensioni di una cabina telefonica, possa considerarsi 'virile'?
Continuo a sospettare che "Huff" mi ricordi qualcos'altro. Qualcun'altro. Un film già visto. Un telefilm poco fortunato. E se devo dirla tutta, non sentivo per niente la necessità di uno psichiatra schizzato e stressato, oppresso da una madre onnipresente (il complesso di Edipo? Woody Allen ci ha costruito sopra una carriera…), con un figlio adolescente e una moglie isterica che gli creeranno un mucchio di problemi e uno studio in perenne penombra arredato su toni ambrati. Ma anche qui, sono opinioni personali.
Continuo ad avere una sola certezza. Sono passati dodici anni. Nessuno dei personaggi degli inizi è sopravvissuto alle vicissitudini della sceneggiatura. Ma "ER" mi fa impazzire. Letteralmente.

11 commenti:

  1. ER...ER...sono passati 12 anni ed è ancora li in prima serata a farci compagnia. Passo ore a discutere in un forum se sia meglio che finisca o che piano piano cada nell'ovvi. forse vorrei che chiudessero in maniera degna, con una grande puntata che possa riunire cast passato a quello attuale. Poi provo ad immaginare una stagione senza nuovi amorazzi e sangue sparato in alto da un'arteria mal clampata...e non credo che sarebbe la stessa stagione.
    ER ha insegnato a circa 10 milioni di italiani cosa sia una intubazione e ha fatto sognare a molti di chiudere una ferita con la colla a presa rapida.
    Adesso i medici trattano male i pazienti e non ne fanno morire uno, hanno intrallazzi con i superiori e cercano di spiegarci come va la vita. I sensi di colpa non esistono quasi più...ER ha cambiato la tv. House e soci, ancora no!

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  2. Quanto hai ragioine!!!
    ER davvero non ha eguali! Me ne sono accorta nella puntata di ieri sera... la bambina rapita dal pedofilo, l'aereo che precipita... non ci si annoia mai e tutto sembra sempre così... reale, così possibile. I dottori hanno le loro debolezze e le loro crisi, che però nulla tolgono alla loro dedizione totale per il lavoro che fanno.
    Sì, ER ha insegnato tanto a tutti noi. E non riesco a pensare ad una sua conclusione. Ma se fossi costretta a scegliere, vorrei che l'ultima puntata mostrasse "che fine hanno fatto" tutti i personaggi, dal primo all'ultimo. Ma sarebbe comunque doloroso non vederli più...

    House e gli altri ne hanno di strada da fare...

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  3. Nel forum dove vado più spesso(per non dire dove virtualmente vivo) qualche anno fa fa pensando ad una fine qualcuno scrisse:"Mi piacerebbe che si concludesse con una giovane tirocinante che si aggira per le sale del policlinico, ma è un po' meno spaesate di tutti...il suo nome è Rachel Greene!" Penso che sarebbe la fine più giusta...un simil ritorno al passato!

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  4. Bè, complimenti a chi l'ha pensato! Sarebbe davvero un bellissimo finale. Emozionante.
    Però detto fra noi: non potrebbe fare un salto al Policlinico anche il dottor Ross??? Così, giusto una visita veloce...

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  5. A me anche lento andrebbe bene! Quado a Clooney hanno dato l'American Cinematique a rendergli omaggio c'erano anche J.Margulies(carol) e N.Wyle(carter) e la prima ha detto che ci sarà un film sul dopo di Doug&Carol perchè i due non sono mai andati oltre baci e carezze ;) Ho da subito pensato che fosse una bufala...ma mai dire mai!

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  6. Mai dire mai.
    In fondo, hanno pur sempre fatto un film su "X-fles"... e ora si parla sempre più spesso di un film con le ragazze di "Sex and the city"... perciò non disperiamo!!!

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  7. ehm.. io mi sento un po' "avulsa" dal contesto... non guardando mai questi telefilm... non esiste più "un detective in corsia"?!?! ahaha..c'era quello di happy days, di cui non ricordo il nome, azz...

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  8. Di "un detective in corsia" hanno girato serie fino al 2001 e fino a poco tempo fa canale5 lo mandava in onda la mattina.
    Non c'era anche quello di Mary Poppins, il mitico Bert!

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  9. Zurika, non ti preoccupare se non vedi i telefilm di dottori... almeno ti eviti di sapere il nome di un sacco di malattie tremende!!! Io, con la cultura che mi sto facendo, appena mi vengono due linee di febbre, penso sempre di avere qualche strano parassita o peggio...

    "Un detective in corsia" non l'ho mai visto, ma so che c'era Chakie (o come cavolo si scrive), lo storico fidanzato di Joannie in "Happy days" (a proposito, l'altra sera c'era Henry Winkler (Fonzie) da Fabio Fazio... che flash!!! Parlava dei tempi in cui girava il telefilm e ha raccontato storielle curiose su tutti i personaggi).
    Invece su "Mary Poppins" non sono preparata... ma il tizio con i capelli bianchi era dunque il protagonista maschile del musical???

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  10. Si...si!
    Da fan di Julie ANdrews conosco quel film quasi a memoria e tutte le volte che lo vedo alla fine ho la lacrimuccia che scende. Ma il musical che mi piace più di tutti è "tutti insieme appassionatamente!"

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  11. Anche una mia amica adora "Tutti insieme appassionatamente"!!! Io invece confesso di non essere affatto ferrata sull'argomento...

    In compenso, non vedo l'ora che sia lunedì... per il prossimo appuntamento con "ER"...

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