A volte mi viene il sospetto che sia tutta colpa del posto in cui sono cresciuta. La pianura padana è un luogo umido e appiccicoso. In inverno ci sono nebbie così fitte e biancastre da sembrare batuffoli di cotone. In estate ci sono risaie paludose e puzzolenti, che alimentano colonie di zanzare cattivissime. Il cielo è quasi sempre velato da uno strato di umidità, che con il caldo ti rende impossibile qualunque movimento, mentre con il freddo si trasforma in una nebbiolina sottile che inzuppa ogni cosa.
Sì, a volte penso di amare un certo tipo di letteratura proprio per questo motivo. Perché la capisco. Perché mi è facile comprendere cosa significhi vivere nella morsa di un clima tanto spiacevole. Perché l'ambiente diventa qualcosa da cui non si può prescindere.Per questo (e per un milione di altri motivi) adoro Joe R. Lansdale. Se non l'avete mai fatto, leggete uno dei suoi libri. Uno a caso. Uno qualsiasi. Non potete sbagliare. Sono tutti meravigliosi. Io ho appena finito "In fondo alla palude" (titolo originale "The bottoms") e ne sono estasiata. La storia è ambientata negli anni '30 ed è raccontata in flashback da Harry, all'epoca dodicenne. Un giorno, lui e la sorella Tommasina (detta Tom) trovano il cadavere di una donna di colore. Insieme al padre (barbiere di professione e tutore della legge a tempo perso) e alla nonna (una femminista ante litteram, che dice fiumi di parolacce e guida spavaldamente la macchina) decidono di indagare sulla faccenda, ma non avranno vita facile. Tra segreti inconfessabili, minacce razziste e mostri dei boschi, alla fine riusciranno a risolvere il caso. Ma quell'esperienza li segnerà per sempre.
Lansdale è nato in Texas e le storie che racconta hanno tutte come sfondo il suo stato d'origine. Paludi e siccità, sudore e insetti, tornado e umidità, sole cocente e nebbia fitta, coccodrilli e serpenti. Sentite cosa dice in "Freddo a luglio": "Il luglio nel Texas orientale è questo. Gli alberi prima trattengono il calore, poi lo usano per asfissiarti. Certe volte il clima è così soffocante che l'umidità sembra dotata di massa propria, e quando cammini ti sembra di guadare della gelatina". Oppure in un passaggio di "In fondo alla palude": "L'estate avanzava, il caldo diventava sempre più soffocante e l'aria ci dava l'impressione di avere un lenzuolo avvolto due volte intorno alla testa, e a volte sembrava che il lenzuolo fosse andato a fuoco e fosse tutto pieno di fumo". E ancora: "In quella voce c'era tutto il buio e l'umidità e la melma delle paludi del fiume, la decomposizione del pesce morto e dei serpenti e della spazzatura che gli gettavano dentro, il liquame dei gabinetti costruiti sulle sue rive".
Forse il luogo in cui sono cresciuta non c'entra nulla, ma resta il fatto che, quando un clima è così preponderante, diventa esso stesso un personaggio. È qualcosa da cui uno scrittore non può sfuggire. Lansdale intinge ogni parola nel profondo della palude e poi la sbatte sulle pagine dei suoi libri. Quando tu le leggi, ti ritrovi con le mani sporche e la faccia piena di schizzi. La gola arsa e piccole gocce di sudore che ti imperlano il collo. Ti ritrovi ad invocare un po' d'aria fresca, ma quando arriva non fa altro che sibilare sinistramente e farti accapponare la pelle.
Sbirciando tra gli scrittori che amo di più, questa è una caratteristica ricorrente. Essere nati e raccontare storie ambientate in luoghi paludosi e sudaticci, dove la nebbia nasconde segreti e misteri, dove laceranti contraddizioni trasudano da ogni parola.
Ve ne dico alcuni. I primi che mi vengono in mente. Jim Thompson. Flannery O'Connor. Erskine P. Caldwell. William Faulkner. Carson McCullers. Tom Robbins. Henry Crews. Mark Twain. Donna Tartt.
Bè, questo Lansdale (che non conosco) è proprio fortunato ad averti come commentatrice!
RispondiEliminaNon credo sia tanto il mio genere, io sono più per le letture naif alla Pennac o assurde alla Tom Robbins, ma mi hai messo addosso una curiosità pazzesca, mi hai fatto rivivere i tuoi stati d'animo mentre leggevi, insomma...alla prossima sortita alla Feltrinelli ci butterò senz'altro un occhio!!
Accipicchia! Spero che anche Lansdale la pensi così! Io mi sono incuriosita al personaggio perchè anni fa ho letto questo commento di Ammaniti (che mi piace molto) su di lui: "Io consiglierei a un analfabeta di imparare a leggere solo per poter conoscere Lansdale". E così ho preso il suo libro forse più famoso: "La notte del drive-in"... bè, geniale è dire poco! Un storia surreale: un gruppo di amici rimane bloccato in un drive-in... costretti a vedere continuamente gli stessi 5 film, intrappolati in una specie di dimensione parallela da cui è impossibile fuggire...
RispondiEliminaAd ogni modo, sei fortunata perchè Lansdale ha scritto molte cose, tutte di generi molto diversi tra loro. Ci sono raccolte di racconti bellissime... una uscita da poco che si intitola "In un tempo freddo e oscuro"... Quindi sono sicura che troverai qualcosa che ti aggrada.
Fammi sapere!
Grazie!!Seguirò i tuoi consigli...
RispondiEliminaHai incuriosito anke me...ho già messo in agenda il nome di lansdale così dopo Foscolo, Manzoni e Nievo (su cui devo preparare un esame)toccherà a lui!
RispondiEliminaBene, bene! Sono felice di avervi convinte! Ora attendo di sapere come sarà il vostro impatto con Lansdale!
RispondiEliminaPS: Francesca, in bocca al lupo per il tuo esame su Foscolo & soci!