Vi è mai capitato di andare totalmente in crisi nella compilazione di un questionario? Per me sono un incubo! E non sto parlando delle classiche informazioni personali che ti chiedono in automatico… nome, età, sesso, professione… No, no, fin lì ci arrivo. Il bello viene dopo.
Avete presenti le cosiddette 'schede conoscitive' in cui ci si imbatte almeno una volta a settimana?! Quando apri un blog, quando ti iscrivi a una newsletter, quando aderisci a un sito specializzato, quando rispondi a un sondaggio di opinione… Ecco, anche lì si richiedono i dati anagrafici, ma poi, subito sotto, si passa alla parte complicata. Perché a quel punto, a seconda delle finalità del business in oggetto, si pretendono informazioni più specifiche. Che mi mandano di filato nel panico!La prima cosa che faccio. Sempre. È controllare se, casomai, compaia l'asteriscata dicitura: *campo NON obbligatorio. In quel caso, non mi soffermo neppure a leggere. Vado oltre. Felice. In caso contrario, qualche volta, provo a svicolare: non rispondo alle domande indigeste e premo comunque invio. Ma immancabilmente il computer mi rimanda punto e a capo, evidenziando le mie omissioni e puntualizzando: *CAMPO OBBLIGATORIO. Simpatico. Perciò mi devo arrendere. Devo inventarmi qualcosa.
I miei quesiti prediletti sono quelli che finiscono con la parola 'preferito':
-colore preferito?
-cibo preferito?
-film preferito?
-libro preferito?
…ma come si fa a rispondere? Vuoi sapere il mio colore preferito… ma 'preferito' rispetto a che cosa? Stiamo parlando di biancheria intima o delle pareti della cucina? Voglio dire, io amo il viola, ma non mi ci comprerei una macchina! E poi: cibo preferito. Come faccio a scegliere? A me il cibo piace tutto! Faccio prima a dirti quello che NON mi piace! Ancora peggio: film preferito. Stiamo scherzando? È già tanto che riesca a farti una lista di 20-30 film… dai quali non sarei capace di eliminarne alcuno! E ancora: libro preferito. Ma che significa? Quello che ho letto più volte? Quello che mi ha cambiato la vita? Quello che ho paura a rileggere? Io ne ho una lista… come faccio a menzionarne solo uno?
Ecco, è qui che entro in crisi. E dopo un panico di cinque minuti, solitamente scrivo la prima cosa che mi viene in mente. Improvviso, in sostanza.
Ora. Sebbene mi renda conto di non essere il massimo della sanità mentale, tuttavia escludo di essere l'unica ad avere questo tipo di problema. Immagino che esistano altre persone come me,. Là fuori. Quindi, eccoci al punto della questione: quale potrà mai essere l'utilità ultima di quel questionario??? A chi o a cosa serve, se molti (come me) 'barano' un tantino??? Non sarebbe maggiormente efficace fare domande più specifiche? Che ne so…
-qual è il colore predominante nel tuo guardaroba?
-se fossi costretto a mangiare la stessa cosa per un mese intero, cosa sceglieresti?
-qual è l'ultimo film che hai visto al cinema?
-qual è l'ultimo dvd che hai acquistato?
-qual è il libro che ti ha più colpito nel corso dell'ultimo anno?
…non sarebbe più facile per tutti in questo modo? Non lo so, magari sono io che sono fatta strana. Ma rispondere a queste ultime domande per me è meno stressante… e oltretutto mi permetterebbe di non 'improvvisare'.
Suppongo che le domande più generiche abbiano comunque una loro valenza, dato che compaiono praticamente dappertutto. Forse gli esperti di marketing hanno solo bisogno di dati per decidere quale colore dare al prossimo flacone di crema per le mani. O forse hanno necessità di conoscere quale film va per la maggiore nella fascia d'età tra i 25 e i 35, per poi esortarne una stratosferica edizione in dvd.
Chi lo sa. Spero solo che non facciano troppo affidamento sulle mie risposte.
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