sabato 11 novembre 2006

T. T.

Howard Donald
Jason Orange
Mark Owen
Gary Barlow
Se questi nomi non vi dicono nulla, lasciate stare. È tutta una mia fissazione. Una mesta passeggiata lungo il viale dei ricordi. Memorie di una trentenne. Ok, trentatreenne… il concetto non cambia.

Tempo fa, ci scherzavo sopra. Così, per fare della facile ironia. Poi, un paio di settimane or sono, sfoglio una rivista e scopro che Terence Trent D'Arby gode di ottima salute. Anzi, di più. È sposato dal 2003 con un'italiana e vive a Milano (!). Continua a fare musica, con un'etichetta indipendente. Solo che adesso si chiama Sananda Maitreya. Si è cambiato legalmente il nome nel 2001.
Caspita! Dopo la recente uscita dalla naftalina di Kim Wilde e Dan Harrow, adesso anche Terence Trent… pardon… Sananda Maitreya! A questo punto, credevo che il revival targato 2006 fosse esaurito. E invece…

Da parecchio si vociferava di un loro ritorno sulle scene. 'Stanno preparando un nuovo disco', si diceva. Ma poi non arrivava mai niente di concreto. Ebbene, l'attesa è finita! Sono tornati i Take That. Da qualche giorno gira il loro nuovo video, legato al singolo "Patience". Mi ha fatto impressione rivederli. Orfani di Robbie Williams, ma identici a dieci anni fa. Anche la musica è identica. E il video è discretamente triste a guardarsi. Ambientato in una landa desolata e costellata di geiger naturali, dove i quattro cantano rivolti al mare, portandosi i microfoni (con tanto di filo lunghissimo e asta sulle spalle) direttamente da casa.
Nostalgia a parte, i Take That sono stati il mio primo e più intenso amore post-adolescenziale. La passione per i Duran Duran, risalente a qualche anno prima, al confronto era acerba e inconsapevole. Mentre per quei cinque bei ragazzoni inglesi ho fatto letteralmente follie… tipo inseguirli per gli alberghi di Milano e Como, aspettarli fuori dai cancelli delle tv e tutto il corollario.
All'inizio, il mio preferito era Jason. Ma quando ho intuito che il ragazzo non sapeva far altro che sculettare (divinamente, concediamoglielo), mi sono buttata su Robbie. Il più giovane e scapestrato del gruppo. Il più talentuoso. Quello che ne ha causato la rottura nel 1997 (se non ricordo male…).
Dopo il doloroso scioglimento dei Take That, sappiamo tutti come sono andate le cose. Due di loro sono scomparsi all'orizzonte. Gli altri tre hanno tentato la carriera solista. Solo uno è sopravvissuto alle dure leggi del mercato e della critica.
Gary Barlow e Mark Owen, dopo aver pubblicato un album piuttosto deludente, si sono dati alle droghe pesanti. Poi la solita trafila: confessione pubblica dei loro problemi, richiesta di perdono da parte dei fans e disintossicazioni multiple. Quindi, di nuovo il silenzio.
Mi ricordo che anni fa (nel 2003), durante una mia gita a Londra, avevo notato le locandine che pubblicizzavano l'esibizione di Mark Owen in un locale gay della città. Ne ero stata felice, l'avevo preso come un segnale di rinascita…
E adesso eccoli qui, in forma smagliante. Precisi identici a dieci anni fa. Gary Barlow che canta e gli altri tre che fanno i coretti. Come prima. Come allora. Non sono cambiati di una virgola. L'unico davvero cambiato è Robbie. L'unico a non fare più parte dei Take That.

A questo punto, pretendo il ritorno anche dei New Kids on The Block e degli East17.

4 commenti:

  1. Bè, il bel Terence/Sananda l'avevo incontrato a Brera circa 5 anni fa...ed ero rimasta abbastanza colpita 1) dal figo che era 2) del trovarlo a Milano apparentemente a suo agio come fosse a casa sua.
    Ora i fatti confermano la mia impressione! Però, questa Francesca che se l'è accalappiato...brava, brava! :-)
    Rigurado ai Take That ammetto di averli beatamente ignorati fino a quando Robbie Williams si è dato al solismo, ma facendo due conti...ai loro tempi d'oro...non eri già un po' troppo grandicella, per fare gli appostamenti davanti agli alberghi???????!!????
    :-)

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  2. ...sì! E' proprio quella la cosa grave! Io e un'amica (queste situazioni fanno sentire meno idiote, se c'è con te qualcun'altro...) abbiamo fatto appostamenti assurdi, in luoghi dimenticati da dio, con un freddo pazzesco (perchè, ovviamente era novembre!)... e avevamo entrambe... 22 anni!!! Che momenti gloriosi! Sai, alla fine sono contenta di averla fatta 'da grande' questa esperienza... me la sono vissuta più intensamente!
    Certo, a ripensarci ora... ero davvero fuori di testa!

    E per il bel Terence... bè, come dici tu: beata Francesca!

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  3. a questo punto ci manca solo che i Guns'n'Roses pubblichino l'album tanto atteso da generazioni e poi moriremo tutti felici..

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  4. Sai, in questo clima di riesumazioni, non mi stupirebbe se accadesse! L'unica mia domanda è: si recuperano gli artisti del passato prossimo per reali e impareggiabili capacità artistiche o solo per una triste e sconsolante mancanza di nuove leve?

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