mercoledì 16 agosto 2006

RAVE PARTY vs SAGRA TRENDY

Sono giorni che sento dire al telegiornale che sulle rive del Po, nei pressi di Pavia, è in corso il più apocalittico rave party del decennio. Gente che arriva da tutta Europa. Traffico costantemente intasato. Campagne assediate. Musica a ciclo continuo.
E in tutto questo, io sono a Twin Peaks. Uffa.
Bloccata in una cinque giorni di sagra. Uffa.
Per un attimo mi sono sentita tagliata fuori. Una volta che dalle mie parti succede qualcosa di curioso, io sono altrove! E me lo perdo! Diamine!

Ma. A giochi ormai conclusi, devo dire che non sono dispiaciuta più di tanto.
Perché quest'anno, alla sagra di T.P. hanno davvero superato sé stessi. Quest'anno abbiamo avuto una sagra super trendy!
Il programma:
Venerdì 11. Concerto tributo a Vasco Rossi. Suonato e cantato dalla Bollicine Band. Con contorno di birra (spillata con maestria nel chiosco preposto) e porchetta.
Sabato 12. Serata danzereccia con il complesso Alto Gradimento. Esibizione di ballo. Con contorno di grigliata mista e vini assortiti.
Domenica 13. Spettacolo teatrale in dialetto friulano. La compagnia La Loggia si è esibita nella commedia (tutta femminile… e molto femminista) CINC PAR UNE (Cinque per una).
Lunedì 14. Serata swing con gli Ensemble Vinaccia di Vigevano (pure loro si sono persi il rave…): bravissimi! Con contorno di calamari fritti, formaggio cotto e polenta. E in più, degustazione di vini bianchi e rossi, con tanto di sommelier.
Martedì 15. Pranzo di ferragosto con mille leccornie. Nel pomeriggio, esibizione di un gruppo folkloristico spagnolo (in collaborazione con il Festival del Folklore di Aviano). Infine, serata di liscio tradizionale (ad opera degli Evergreen) con gara di ballo annessa. Più torneo di briscola (vinto da una coppia di signori del mio quartiere… uno dei due abita addirittura nella mia via… quindi, un motivo di orgoglio in più per la sottoscritta!). Il tutto condito come sempre da primi piatti, carne alla griglia, polenta, formaggio montasio (semplice o cotto), verdure grigliate, patatine fritte e sgroppino.

E non è tutto. Durante l'intera cinque giorni di sagra, è stata aperta la consueta mostra fotografica a cura del Circolo Culturale Gahagi (applausi a scena aperta per le foto d'epoca sempre bellissime e cariche di memorie! Quest'anno c'erano anche un paio di scatti di un mio giovanissimo papà!). Con annessa vendita del bollettino cittadino LA VOUS DE GIAIS (La Voce di Giais) e del libretto ALTAROI DE GIAIS (Altari di Giais). Entrambi estremamente accurati, interessanti e sprizzanti amore per questo minuscolo paese.

Ecco dunque spiegato da cosa sono reduce… con qualche chilo in più, ma molto più felice di prima. Chissà se il rave pavese, con le sue pasticchette colorate mi avrebbe fatto lo stesso effetto?! Ne dubito. E chi sostiene il contrario, è ovvio che non si è mai bevuto uno sgroppino fatto come Iddio comanda!

6 commenti:

  1. Ma ci sei andata anche alla sagra di Giais o hai solo riportato il programma dal depliant?? :)
    Vabbè avercela con le trentenni maritate...ma parlare di uomini...no?

    "Sit. Feast on your life" (D.Walcott)

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  2. Certo che ci sono andata, o mio sospettoso anonimo!
    E non c'era alcun depliant... ho riportato a memoria la locandina (vivendoci a Giais, in questa operazione sono stata facilitata...)!!!
    Inoltre, che noia parlare sempre di uomini!!! Ne parlo fin troppo, credimi, anche qui sopra...
    E molto spesso, parlare di cibo è assai meglio!

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  3. Il Rave... Da casa mia a Pavia si sentiva la loro musica (?...musica?). Di notte, ma anche di giorno con i rumori consueti. C'è un lato positivo: per emigrare in Oltrepò sono stata costretta ad un percorso alternativo che adoro. L'adora di meno il malcapitato di turno che sperimenta la mia guida in versione tornante.
    Non sono molto in vena di scrittura in questo periodo. Però leggo con gusto i tuoi post e trovo tante anologie tra le nostre Twin Peaks (a proposito, perché Twin Peaks? Qualche misterioso assassinio? Nella mia sì) .

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  4. Carissima Pietrasopra,
    è un piacere risentirti. Sai, credo che ciascuno abbia la sua Twin Peaks... e si somigliano un po' tutte! Sono luoghi in cui andiamo per fuggire, riposare, dimenticare, ricordare, perderci...
    Sul perchè del nome, la storia è semplice: nessuno strano delitto... non ancora, almeno. Semplicemente, un carissimo amico ha cominciato a chiamare così questo mio rifugio occasionale. Io ne parlo continuamente e lui, per ragioni insondabili, l'ha ribattezzato in quel modo. E io l'ho subito adottato...
    Ma ti assicuro che qui, l'unico 'mistero' è perchè mi piaccia così tanto un paese di mille anime, con poco e niente da vedere...
    Un abbraccio.

    PS: e la tua Twin Peaks???

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  5. La mia Twin Peaks "sarebbe" un paesino di 20 residenti, più o meno. Sarebbe, perché ormai non lo frequento quasi più. Ci sono tornata recentemente dopo 3 anni. Addirittura sono state costruite nuove case nel frattempo. Per la villeggiatura ovviamente. Anche perché quasi ogni anno almeno uno dei residenti muore. Purtroppo la nostra casa è poco abitabile ed è impossibile convincere la mia novantunenne nonna a qualsiasi intervento. Non c'è l'acqua calda, il riscaldamento, il cellulare non prende, la tv non si vede... Nel raggio di 7 (tortuosi) chilometri non c'è un negozio. Un paradiso d'altri tempi.
    Ricordo quando frequentavo un ragazzo della zona, una vecchia del paese mi ha fermato per farmi i "complimenti" (!). "L'è d'i noster", è dei nostri, delle nostre parti. Per la serie mogli e buoi dei paesi tuoi. Poco importa se io facevo settanta chilometri in corriera per passare due giorni con lui, dormivo al freddo, sopportavo le chiacchiere, le prediche di mia madre, i commenti di mia nonna... e lui preferiva andare per funghi. Se ci penso ora sorrido!
    Nonostante non ci vada quasi più, la gente del paese sa di me più cose di quanto ne sappia io stessa. E non solo gli anziani, beninteso, l'unica mia coetanea, ricordo, correva ala finestra ad ogni passaggio di auto, moto o trattore. E non per vedere chi fosse, dato che riconosceva i rumori dei mezzi di ogni residente, villeggiante o relativo parente della frazione e delle sei frazioni limitrofe. Per vedere chi altro fosse a bordo. Perché salire in auto con qualcuno è molto compromettente.
    Questa ragazza faceva le pulizie a casa di un villeggiante anziano. In paese circolavano storie a luci rosse dettagliate nei minimi particolari.
    Eppure quando l'afa di Pavia è lontana, quando c'è qualcosa o qualcuno che dovresti dimenticare, ma vuoi tenacemente ricordare, quando lo sguardo si appaga tra le colline, il vento tra le piante mi scompiglia i capelli, grilli ed uccellini (ma anche galli, galline, mucche, cavalli, cani) sono un piacere per l'orecchio, le mie dita scivolano nel soffice pelo di un opportunista gatto vagabondo... non vorrei essere in nessun altro posto.
    Sì, ognuno ha la sua Twin Peaks.

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