Oggi si è svolta la mia tradizionale gita estiva a Barcis.
Un ameno e caratteristico paesello montano a una manciata di chilometri dalla mia Twin Peaks. Situato nella Val Cellina, così detta perché attraversata dal torrente Cellina (o viceversa… chi può mai dire se sia nato prima l'uovo o la gallina?!). Resta il fatto che il Cellina si apre nella vallata a formare il celeberrimo Lago di Barcis.La cosa intrigante è che l'acqua del torrente e del lago, oltre a favorire il subitaneo congelamento se anche solo sfiorata con un piedino, è di una densa tonalità di verde. Come il gelato al pistacchio. Ecco, quel tipo di verde lattiginoso e fresco. Quello che ti ispira fiducia e poi ti provoca una congestione (mi è successo vent'anni fa ma me la ricordo ancora adesso). Ecco, quel verde lì. E non c'è altro modo di descriverlo… l'acqua è proprio verde.
A Barcis ci sono case di legno e sasso, che sembrano uscite da una favola. C'è un albergo che sembra un castello incantato. Ci sono fiori variopinti a tutte le finestre. C'è una chiesa che pare una bomboniera. Ci sono strade ripidissime che sembrano scomparire nelle pieghe della montagna. C'è un negozio che fa cappelli talmente belli che neppure Philip Treacy. C'è sempre qualcuno che ti sorride. Ci sono piazzole di sosta attrezzate, con servizi igienici, acqua potabile, aree pic-nic, parco giochi per bambini, barbecue e panchine panoramiche… ti chiedono un contributo di 3,00 € per l'intera giornata… li devi mettere in una cassettina… chiaramente nessuno controlla.
Soggiornare a Barcis, anche solo per qualche ora, significa liberare la mente da tutto quanto la intasa. Un po' come fare le pulizie di primavera negli armadi. Le cose non necessarie scivolano via alla velocità di scorrimento dell'acqua del torrente.
E dopo la ripulitura, inizia la meditazione. Ovvero, ti metti a pensare a tutto quello che prima credevi dimenticato. E a quel punto, ciascuno ha i propri pensieri a cui dedicarsi. I propri fantasmi da esorcizzare. I propri demoni da scacciare dalla soffitta.
Stamattina, dopo aver spazzato via i rifiuti mentali di tutto un anno, la sottoscritta si è addentrata nel periglioso e insidioso pianeta degli ex. Forse perché Barcis si presta a ricordarmi un paio di situazioni curiose. Legate a un paio di abitanti del succitato pianeta.
Il più recente è un piacevole ricordo di un giovanotto che, per fare colpo, mi portava a Barcis di sera… il lago, le luci, il silenzio, il riflesso dell'acqua verde… devo dire che sortiva (e sortisce ancora) un certo effetto!
La seconda circostanza risale invece a moltissimi anni fa. Io e il mio ragazzo eravamo andati a farci un giro in moto da quelle parti. E abbiamo bucato. Nel bel mezzo del nulla. Tra Barcis e un minuscolo paese chiamato Cellino di Sotto. Dopo una breve consultazione, si decide in questo modo: io rimango lì ferma, comodamente ad aspettare (e chi dice che la cavalleria è morta negli anni ottanta… ha dannatamente ragione!) e lui spinge la moto fino a Cellino, che a occhio e croce ci sembrava il paese più vicino. Ovviamente si parla della meravigliosa e avventurosa epoca pre-cellulari! Ebbene, dopo CHILOMETRI a piedi, il mio sfinito ragazzo raggiunge il luogo di cui sopra. Cellino di Sotto.
(E di qui in avanti mi baso su ciò che lui mi ha raccontato in seguito).
Niente negozi, niente telefoni pubblici, niente di niente. Non me ne vogliano gli abitanti di Cellino di Sotto, ma il paese fa in tutto una decina di case… e basta. Ma la fortuna vuole che il mio fidanzato incontri un ragazzo cortese. Il quale, senza fare troppe questioni, concede ospitalità alla moto nel suo cortile e poi si offre di accompagnarlo a Barcis. Il posto più vicino dove comprare una camera d'aria nuova. I due partono in macchina, mi recuperano lungo la strada e insieme raggiungiamo l'agognato carrozziere. Il quale, non solo ci vende ciò di cui necessitiamo, ma ci fornisce anche gli attrezzi utili per il cambio della gomma ("Poi, quando ripassate, me li restituite!"). A quel punto, il ragazzo di Cellino ci riaccompagna al suo paese. Quindi, ci aiuta a cambiare la camera d'aria, ci offre da bere e da mangiare. Nel frattempo, siamo diventati una coppia 'famosa'… e tutto il contado si è riunito nel cortile dove ci troviamo! Chiaramente, tutti ci offrono supporto tecnico, nel qual caso il mio fidanzato non fosse stato in grado.
Alla fine, ripartiamo con l'intero paese di Cellino che ci fa ciao ciao con la mano. Ripassiamo da Barcis, restituiamo gli attrezzi al carrozziere (che tra parentesi non vuole un soldo) e torniamo sani e salvi a casa.
Tutto questo per spiegarvi che cosa significa farsi un giretto dalle parti di Barcis. Che vi piaccia o meno, quel che è certo è che non si dimentica. Il ricordo resta vivido e denso, come l'acqua del torrente Cellina. E sbuca fuori, improvvisamente, appena si fa un po' di pulizia mentale.
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