Sono in una dimensione parallela. E me ne sono accorta solo ieri sera…
Ma andiamo con ordine.L'happy hour.
Trattasi di una meravigliosa pensata milanese che ti consente di bere cocktail e mangiare stuzzichini ad oltranza. Ad un prezzo fisso. In un orario prestabilito.
Molti anni fa, agli albori di codesta tradizione, era prevista una finestra di solo un'ora (da cui 'happy hour', appunto) per consumare a volontà, pagando poche lire.
Adesso i limiti orari si sono dilatati. La scelta di locali si è diffusa a macchia d'olio. L'offerta di cibarie si è raffinata (…non ovunque, ahimé…). Ma anche i costi si sono gonfiati… si va da un minimo di 5-6 € (piuttosto rari, ad essere sinceri) ad un massimo di 10€. E oltre… sì, qualcuno va anche oltre.
Molto dipende dalla zona, dalla notorietà del locale, dal successo di pubblico…
Poi, chiaramente, ognuno ha i suoi luoghi del cuore. I miei sono due: questo e questo. Si paga poco, si beve ottimamente e si mangia così bene che vien voglia di baciare il cuoco!
Quassù a Twin Peaks avevo messo in conto di rinunciare ai cocktail per un po'. Perché qui si preferiscono il buon vino e la grappa. Magari una birretta. In fondo, niente di più che un cambio di prospettiva…
E invece.
Ieri sera mi portano in un localino nuovo nuovo. Di quelli senza neppure una macchia, con i divanetti che sanno ancora di buono. Il posto era delizioso… nei colori rosso fragola, blu psichedelico e argento scintillante.
Il cameriere arriva e fa la mia domanda preferita: "Vi porto la lista?"
Ovviamente sì.
Apro il libretto, ancora lucente e rigido. Con le pagine plastificate di fresco. La scelta è delle migliori. Sposto lo sguardo verso la destra della pagina, seguendo i puntini.
………………………………………4,00 €
Guardo meglio. Tutti i cocktail costano 4 euro. Alcuni addirittura 3,50!
Faranno schifo, mi dico. Ok, facciamogliela complicata. Chiedo un COSMOPOLITAN. A Milano faccio fatica a trovarlo, non lo fanno proprio ovunque.
Il giovanotto torna dopo qualche minuto. Il bicchiere è giusto. Il colore è rosa pallido. Il sapore è perfetto.
Ho pagato 4,00 € per un Cosmopolitan da svenimento. O sarebbe meglio dire: l'ha pagato il sublime cavaliere che era con me. Comunque sia, sempre di quattro (QUATTRO) euro si trattava. (E tra parentesi, roba semplice come il Bellini o il Martini venivano TRE euro e CINQUANTA centesimi).
Bè, mi sono detta da impenitente san Tommasa, sarà un caso. Negli altri posti si pagherà di più.
Il cavaliere mi transita in altro luogo. Locale di memoria anni '50. Pieno di gente.
Arriva il cameriere: "Vi lascio la nostra lista?"
Ovvio.
Pagine consunte e appiccicose, come di rigore nei locali di una certa età. Lista sconfinata. Seguo i puntini.
………………………………………4,50 €
Non posso crederci. A questo punto mi assale un'inspiegabile desiderio di rhum. E io tendo a non sottovalutare mai i desideri. Prendo un CUBA LIBRE. Cocktail relativamente semplice, ma se fatto male… te ne ricordi per sempre!
Il tipo mi fa aspettare una decina di minuti, ma perdindirindina li valeva tutti quanti! Non so quanti siano i sinonimi di 'superlativo', ma non starei ad elencarli, se non vi spiace…
Eccomi qui dunque, nella mia dimensione parallela. Dove i cocktail costano la metà. Anche meno. E dove oggi splende un sole bollente.
Ieri sera ero così felice che mi sono addormentata come un sasso. E stamattina non avevo neppure un filo di postumo alcolico. In compenso avevo ancora addosso il trucco… nell'euforia mi ero dimenticata di struccarmi… non mi capitava più da quando avevo quattordici anni e lasciavo indelebili impronte di mascara sulla federa!!!
Effetti collaterali della dimensione parallela, immagino.
A Cesenatico i cocktails costano di media 5 euro. a Milano marittima (raduno prolifico di zucche vuote da evitare come la peste) arrivano a 9. Io di solito prendo il mojito o la caipiroska alla fragola. Non perchè sono di moda, ma perchè tolgono la sete. Il mojito più schifoso in assoluto (un solido nr.1 in una eventuale tp ten del disgusto) l'ho bevuto a Riccione, in un posto che si chiama (guarda caso) mojito: ghiacco a cubetti, zero zucchero, una - dico 1 - foglia di menta e neanche pestato. Gliel'avrei tirato in faccia.
RispondiEliminaIl mio preferito è il gin fizz. E' squisito, ma non lo sa fare più nessuno: cannano il bicchiere, tanto per cominciare (va servito nel calice, asini!), non ci mettono lo zucchero sul bordo e insomma alla fine di ritrovi con una lemonsoda appena appena alcolica. Immondo.
Prova a chiederlo, un gin fizz: se lì lo sanno fare come nostro signor comanda, ti vengo a trovare :)
Anonima - Ste
PS Il gatto l'ho recuperato! Dorme in cucina, now...
Cara Ste.
RispondiEliminaAmmetto di non aver mai provato il gin fizz... ma lo cercherò senz'altro! In compenso, di pessimi cocktail ne ho bevuti a iosa... l'ultimo che ricordo è stata una caipiroska con il ghiaccio a cubetti. Ecco, se c'è una cosa che non sopporto è il ghiaccio a cubetti quando invece dovrebbe essere tritato... (quindi mi immagino quel tuo povero mojito!!). Ecco, in quel caso, l'ho bevuta solo perchè avevo una gran sete...
Anzi, ti dirò di più: ero in un locale che si chiama Leopardi13... consigliato da tutte le guide milanesi...
Bleah!!!
PS: hai poi deciso il nome per il micio?