venerdì 5 maggio 2006

TURISMO DI MASSA

Per certi versi, Roma è un po' come Parigi [lo so che questa affermazione ti sta facendo rabbrividire, Nancy…]. Una di quelle città troppo belle per credere che qualcuno ci possa vivere e lavorare, come in qualunque altro posto. Ogni scorcio è talmente pieno di meraviglie che non ci si crede alla presenza degli 'abitanti' veri e propri.
Queste città hanno una dimensione storica strabordante, che però fa a botte con l'altrettanto ingombrante dimensione turistica. Qui sta l'inghippo.
Ieri, sotto al Colosseo, ho visto tre signori vestiti da centurioni… posavano per le foto. Così come a Montmartre avevo visto un tale bardato come un romantico cantastorie.
A Milano, il massimo del travestimento sono le statue umane che si muovono quando metti una moneta nei loro cappelli. Nient'altro. E quelle sono identiche in qualunque città del mondo!
A Roma e a Parigi devi fare la fila per fotografare i monumenti… e poi c'è immancabilmente qualcuno che si piazza nel tuo obbiettivo! E quel qualcuno starà per sempre nel tuo album dei ricordi!
Tempo fa, io e un'amica ci lamentavamo dell'invasione turistica a Milano in occasione del Salone del Mobile. Ma il paragone con gli eccessi di cui sopra non regge.
Per questo dicevo che mi riesce difficile pensare a qualcuno che conviva con il turismo di massa 365 giorni all'anno. Come si fa? Ci si limita ad evitare le 'zone calde' ad alta densità turistica? Ci si rifugia nelle proprie nicchie private? O si riesce col tempo a coesistere con l'invasione? Si è capaci di accettare che la città che si ama venga divorata lentamente?
Non so se esista una soluzione. Ma dispiace pensare che costruzioni sopravvissute centinaia di anni a guerre e invasioni distruttive, siano oggi messe a rischio da orde di individui dotati 'solo' di macchine fotografiche. Le città troppo a misura di turista non diventano anche troppo facili da maltrattare?

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