Ogni volta la stessa storia. Torno a casa da Londra e tutto mi sembra fuori moda. Vecchio e sorpassato. Come se non ci fosse solo un'ora di fuso orario a separarci, ma almeno sei mesi di tempo.
Dunque, ecco qualche piccola 'anticipazione' sulle scarpe che verranno.
Per la gioia di molte (e il dispiacere di altrettanti), la ballerina mantiene il suo status di 'scarpa di tendenza'. Soprattutto nella sua versione super trendy, con suola e bordino di gomma (tipo All-Star). Ma in grandissima rimonta si attesta la zeppa (nelle versioni corda o legno). Il tanto paventato sorpasso della scarpa arrotondata su quella a punta torturante, non c'è ancora stato. Il dorato è in rimonta sull'argentato. Il rosa non molla, ma il rosso e il verde sono in recupero. Il pois è il must have della stagione.
Le marche londinesi di culto sono sempre le stesse. Kurt Geiger. Aldo. L.K. Bennett. Jigsaw. Patrick Cox. Manolo Blahnik.
Ma, mentre i primi ti stuzzicano la vista ad ogni angolo, gli ultimi due li devi andare a scovare. E non è così facile come sembra.
Patrick Cox, il mitico inventore delle Wannabe, me lo sono perso. Evidentemente avevo un vecchio indirizzo… al suo posto c'era un negozio di vestiti. Pazienza. In compenso, mi sono concessa un gran giro a Chelsea… ho visto il Bibendum. Il Wedding Shop. Paul Smith. Lì le strade sono concessionarie di lusso a cielo aperto. Mercedes come se piovesse. Lotus. Porche. Hammer.
Manolo Blahnik, invece, è una storia a parte. Il suo negozio non è per niente a portata di mano. Te lo devi sudare. Si trova in una stradina residenziale, che normalmente non imboccheresti mai. Tante casette di mattoni rossi… la solita viuzza inglese.
Invece. Ti incammini, con un occhio ai numeri civici. Cerchi il 49 e per poco non te lo perdi. Nascosto in un angolino. Una porta bianca. Quattro piccolissime vetrine. La scritta quasi invisibile. Dietro il vetro, una rete metallica. In alto, una targa dipinta a mano. MANOLO BLAHNIK. Piccolo piccolo. Mezzo nascosto da una pianta che si abbarbica sul muro.
Appiccichi il naso sul vetro e intravedi le scarpe. L'interno, un mondo a parte. C'è una signorina elegante che spolvera tacchi e tomaie. Se vuoi entrare, devi suonare il campanello. Accanto alla porta bianca. Ti guardi attorno e non c'è nessuno. Nessuno lungo la strada. Nessuno che si ferma sulle vetrine. Nessuno.
Resti ferma lì, nell'angolino, per secoli. Scatti qualche foto, ipnotizzata da un paio di sandali violetti. Bellissimi. Sembrano fluttuare dietro il vetro, dietro la rete metallica.
Poi, la signorina all'interno prende in mano il telefono. Chiama qualcuno. Per sicurezza ti allontani.
A Londra c'è una catena di cartolerie che si chiama CARDS GALORE. Io ci ho comprato un cartoncino coloratissimo che dice: TOO MANY SHOES? NEVER!
In attesa di quei sandali violetti…
L'emozione di vedere dal vivo la scritta Manolo Blahnik su quei sandali violetti è indimenticabile!!
RispondiEliminaNancy
E l'emozione di andare alla ricerca del negozio...come due Indiana Jones...per le vie di Chelsea...
RispondiEliminaPerò Patrick Cox mi è rimasto qui...dobbiamo rimediare...al più presto!
ciao Giorgia! come stai? avrei bisogno di parlarti a proposito di una questione editoriale e non vorrei "pubblicarla" sul blog... ho visto che si possono mandare ai blogger msg privati ma non riesco a farlo con te... come posso fare? grazie!
RispondiEliminaCiao Carlo!
RispondiEliminaIo tutto bene...anche tu spero.
Ti ho scritto io un messaggio privato. Spero che tu riesca a leggerlo.
Ci sentiamo.
Bacio.