mercoledì 24 maggio 2006

HOME SWEET HOME

Non è facile spiegare perché si ama qualcosa. O qualcuno.
Si rischia sempre di essere fraintesi. O peggio, derisi. Se chi ti ascolta (o ti legge) non condivide ciò che stai tentando di trasmettere, si annoierà a morte. E se la prenderà con le tue parole. Avrà voglia di demolirle. Sillaba dopo sillaba.
Ecco perché non ho scritto questo post di getto, due sere fa. Appena sbarcata in quel di Orio al Serio. Di ritorno dalla città che amo, ma che fatico a trovare le parole per descrivere.

Come si fa a raccontare l'amore?
Ci penso da due giorni e temo di non avere una risposta. Ho solo un sensazione.
La sensazione di casa.
Quando si ama qualcosa, ci si sente a casa. Se mi trovo in un luogo che amo, mi sento automaticamente rilassata, protetta, coccolata. So che andrà tutto bene. So che avrò sempre un gran sorriso sulle labbra. So che troverò ancora il modo di sorprendermi. So che non mi mancherà niente. So che mi sentirò al caldo. So che il cuore mi batterà forte. So che non dovrò preoccuparmi di nulla. So che tutto mi sembrerà meraviglioso.
D'altronde, se si ha accanto qualcuno che si ama, non è forse lo stesso?

Potrei elencare almeno dieci valide ragioni per considerare questa mia ultima vacanza un fallimento.
Ha piovuto ininterrottamente per quattro giorni. Tirava anche un vento gelido. Avevo le scarpe inzuppate e i pantaloni fradici fino al ginocchio. Ho visto la metà delle cose che volevo vedere. Ero costantemente infreddolita. Non ho comprato neppure un paio di scarpe. Eccetera eccetera.
Ma il punto è che tutte queste cose sono irrilevanti. Non contano nulla. Sono il banale contorno di quattro giorni da favola. Perché in realtà io ero a casa. Mi sentivo a casa. Tutto il resto… sono stupidi dettagli.

Io e la mia migliore amica siamo state coccolate dalla nostra città preferita. L'abbiamo girata in lungo e in largo, sotto la pioggia. Abbiamo camminato tanto da sentire le ginocchia cedere. Ma sapevamo che c'era sempre un posto caldo in cui entrare. Proprio dietro l'angolo.
Abbiamo scoperto nuovi angoli inesplorati. E ritrovato vecchie conoscenze. Abbiamo gustato nuovi sapori. E riapprezzato quelli tradizionali. Abbiamo trovato il modo di stupirci. E sopra ogni altra cosa, ci siamo sentite a casa.

Ecco, non saprei proprio in quale altro modo descrivere Londra.

6 commenti:

  1. Fai in modo di sentirti a casa anche qui... ciao ciao

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  2. Ciao ciao gasta...
    Io mi sento a casa anche qui. Dicevo solo che non è usuale sentirsi 'a casa' anche in un paese straniero, lontano da quella che abitualmente chiamiamo 'casa'.

    Certo che non me ne fai passare una, eh? Cos'è? La tua nuova missione?

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  3. Intendevo su questo blog...
    Tu scrivi: "O peggio, derisi. Se chi ti ascolta (o ti legge) non condivide ciò che stai tentando di trasmettere, si annoierà a morte. E se la prenderà con le tue parole. Avrà voglia di demolirle. Sillaba dopo sillaba."
    Per quello ti ho detto di sentirti a casa, qui...

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  4. Ah, capisco...ma io mi sento MOLTO a casa sul mio blog. Altrimenti non ci scriverei nulla.
    Solo che a volte farsi intendere non è tanto facile.

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  5. Casa dolce casa!!
    Come ti capisco..ho provato le stesse sensazioni dal primo momento che siamo arrivate all'ultimo prima di prendere l'aereo!!
    E' una città magica, unica, incantata..è casa!!
    Nancy

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  6. Ma la domanda è: quando torniamo A CASA???

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