domenica 7 maggio 2006

AFFARI DI FAMIGLIA

Mercoledì scorso stavo presentando il mio libro a Roma. All'improvviso, tra gli scaffali della Feltrinelli, si è alzato il pianto disperato di un bambino. Non sono riuscita a vederlo… si sentivano solo i suoi potentissimi polmoni al lavoro!
Chiara, l'amica di Radio24 con la quale stavo chiacchierando, mi ha detto:

-Ecco Giorgia, per esempio, questo pianto non ti fa assalire da un bruciante desiderio?

Io, che avevo appena confessato di non udire il proverbiale ticchettio del mio cosiddetto 'orologio biologico', ho risposto sinceramente:

-No.

In effetti quel pianto inarrestabile mi infastidiva più che altro. Ma niente commozione. Né desiderio di maternità.

E invece oggi mi sono commossa. Per un bambino che non ho ancora visto, ma che ha raggiunto questo mondo soltanto ieri. Un bambino che immagino meraviglioso. Perché conosco il suo papà… perché abbiamo una manciata di geni in comune…
 Stamattina il telefono di casa ha suonato. È nato!, ci hanno detto. E io ho pianto…
Ma ancora niente ticchettio. Per quello immagino dovrò aspettare. Forse fare un salto dall'orologiaio. Dare una controllata agli ingranaggi.
Per il momento: benvenuto piccolo! Benvenuto in questo piccolo mondo! Benvenuto nella mia bellissima famiglia!

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