La sala 10 del cinema Odeon di Milano è piccola. E non somiglia alle altre sale. È rossa. Ha uno schermo minuscolo… quasi un quadro, incastonato in una parete rivestita di legno. È una sala strana. E lì ho visto A casa con i suoi di Tom Dey.
Vedo già molti storcere il naso… e invece a me è piaciuto. A partire dal titolo. Quello originale. FAILURE TO LAUNCH (è il modo in cui nel film vengono definiti i figli che restano a casa con i genitori troppo a lungo). Purtroppo, per rientrare nella ben collaudata scia dei vari Ti presento i miei, Mi presenti i tuoi? e via dicendo, l'ammiccante titolo originale si è tramutato nel rassicurante A casa con i suoi. Pazienza.La trama è semplice: due genitori esasperati assumono una ragazza affinché 'convinca' il loro figlio trentenne ad andarsene di casa. Lo svolgimento è classico: lei e lui si incontrano 'casualmente'. Lei mente a lui, lui fa il cascamorto con lei. Poi lei si innamora, ma lui scopre l'inganno. I due litigano ferocemente e…
Vi ricorda qualcosa? Hitch per esempio? Oppure Come farsi lasciare in 10 giorni? Tutto normale. Il filone è quello.
I film che ho elencato non sono capolavori, ma hanno una curiosità. Promuovono senza vergogna delle stravaganti professioni. Come il life coach. Il date matcher. E, in quest'ultimo caso, la professional motivator.
Qualche tempo fa, girava anche un telefilm con Alicia Silverstone (la Reese Witherspoon degli anni '90). Si intitolava Miss Match e la protagonista si occupava appunto di procurare appuntamenti su commissione. Anche in un libro che ho letto di recente c'era qualcosa del genere. Non c'è 2 senza 3 di Melissa Senate. Parla di tre sorelle. E una di loro è una sorta di 'guru sentimentale'… ovvero, viene ingaggiata dalle persone per osservare a distanza i loro appuntamenti galanti, per poi spiegargli dove hanno sbagliato. E ora che ci penso, c'era una life coach anche nella scorsa stagione di Nip/Tuck.
Comunque, il punto è che A casa con i suoi è un film piacevole. Divertente. Si ride parecchio, senza battutacce. È ambientato in una solare New Orleans. E vanta una serie di attori di tutto rispetto (una menzione speciale a Kathy Bates).
I due protagonisti principali sono davvero azzeccati. Lei è Sarah Jessica Parker, l'indimenticabile Carrie di Sex and the City. Il suo look è sempre impeccabile, anche se lontano dai mirabolanti eccessi della serie tv. Lui è Matthew McConaughey, ormai totalmente a suo agio nei date movies. Qui interpreta Tripp (Hit the road, Tripp… and don’t you come back no more, no more, no more, no more…).
Se permettete, spenderei due parole su di lui. Il texano dagli occhi di ghiaccio. Matthew trascorre i tre quarti del film vestendo stropicciatissime camicie di lino, sbottonate quanto basta. Ha una perfetta abbronzatura biscottata e un sorriso che andrebbe tutelato dal wwf.
Non è Edward Norton… questo è poco ma sicuro. Però, in queste commedie spensierate, Matt funziona che è un piacere. Lui e i suoi due amici del cuore (interpretati da Bradley Cooper e Justin Bartha) compongono un terzetto irresistibile. Capace di strappare un sorriso anche nelle giornate peggiori.
Quindi, godetevi il texano mentre inforca la sua mountain bike. Fa surf con i delfini. Gioca a paintball. Si dedica al free climbing. Va in barca a vela. O si avventa su un piattone di granchi (stessa identica scena in Come farsi lasciare in 10 giorni…). Vi assicuro che lo spettacolo merita i soldi del biglietto.
PS: solo un consiglio per le signorine. Diffidate SEMPRE di un uomo che al primo appuntamento vi dice "Belle scarpe!" (Matthew lo fa!). Nella stragrande maggioranza dei casi (ah, beate eccezioni!), si tratta di uno che non si è perso nemmeno una puntata di Sex and the City… e sa perfettamente quanto ci tenete.
Parole sante!!
RispondiEliminaNancy
Confermo tutto e sottoscrivo.
RispondiEliminaPAROLE SANTE...