Woody Allen, dall'alto del suo inarrivabile cinismo, diceva in Harry a pezzi: "Le parole più belle del mondo non sono 'ti amo', ma 'è benigno' ". Io, dal basso del mio cinismo in erba, ho constatato un'orrenda verità: LE PERSONE SI ABITUANO A TUTTO.
Anche nel bellissimo Il manuale del contorsionista di Craig Clevenger si dice: "La gente sopporta qualunque cosa, quando ci si abitua". E in American psycho di Bret Easton Ellis: "Tutto si riduce a questo: o muori o ti adatti".Purtroppo è così. Per quanto una situazione sembri intollerabile, lo è solo sulla carta. In realtà, si trova sempre il modo di adattarsi. Di continuare a respirare. Di sopravvivere. È un istinto più potente di tutto il resto.
La circostanza con la quale è più difficile confrontarsi è sicuramente l'assenza. L'assenza di qualcuno che c'è sempre stato. La sua non-presenza. La sua mancanza.
Le frasi del tipo "non so cosa farei senza di te" oppure "morirei se tu non fossi qui"… sono sciocchezze! Le abbiamo dette tutti quanti, sull'onda dell'amore o dell'amicizia. Ma non sono vere. Alla fine, si sopravvive sempre. Questa è la tragedia. Magari ci si ubriaca più spesso. Magari si diventa più sfacciati. Maleducati. Arrabbiati. Ma si sopravvive. Perché non è facile dare addosso all'istinto di sopravvivenza.
Quando qualcuno che riempiva un angolo della nostra vita scompare, lascia un buco. Un vuoto nella parete. E per un po', resti lì a fissarlo e ti sembra quasi che ti risucchi nel muro. Ma poi, un giorno, succede qualcosa. Una sciocchezza. E quel giorno appendi un quadro sulla parete.
Ogni volta che ci poserai gli occhi sopra o che qualcuno lo noterà, tu non vedrai il quadro. Ma il vuoto che c'è dietro. Ricorderai quella persona. E ti renderai conto di essere ancora viva. Sopravvissuta. Continuerai a soffrire le pene dell'inferno, ma quel vuoto sul muro sarà sparito. Il tuo cuore continuerà a grondare, ma nessuno potrà vederlo. I tuoi occhi continueranno a lacrimare, ma tu darai la colpa alla polvere.
Ecco, questa è una delle più atroci verità che conosco.
A volte vorrei che quei buchi restassero, a perenne memoria delle assenze che rappresentano. Ma i buchi spaventano. Il vuoto spaventa. Bisognerebbe trovare un modo per conviverci. Per abituarsi alla vista dell'assenza. Per adattarsi agli spazi vuoti.
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