Non ho intenzione di paragonare la storia, l'architettura o le tradizioni di queste due città. Non avrebbe senso… e ci sarebbe il rischio di non essere imparziale.
Quindi.Poiché la sorte mi ha voluta negli studi della Rai di Milano e di Roma a sole 72 ore di distanza… non posso far altro che metterli a confronto.
INGRESSO. L'ingresso milanese (Corso Sempione) è trionfale, con un'ampia scalinata e un paio di graziose receptionists che provvedono ai pass. L'ingresso romano (via Teulada) è invece minuscolo e defilato… ma appena varcata la soglia, trovi uno schieramento di omaccioni in divisa. La sensazione è quella di entrare alla CIA!
CORRIDOI. I lunghissimi, infiniti e disorientanti corridoi sono molto simili in entrambe le sedi. Dipinti di un tristissimo verdolino… modello ospedale. Anche se, a ben pensare, quelli romani sembrano più stretti. Almeno a vista d'occhio.
ASSISTENTI & HOSTESS. Questa tipologia umana è composta da individui di entrambi i sessi, di età medio-bassa, con la medesima voce calma e rassicurante. Sono persone precise e puntuali. Non si agitano né si innervosiscono. Cinque minuti con loro e ti senti in pace con il cosmo. Che tu sia a Milano o a Roma è del tutto irrilevante.
TRUCCO & PARRUCCO. Il gruppo di truccatrici e parrucchiere romane è molto più numeroso ed eterogeneo. Ma il risultato finale sulla sottoscritta è stato molto più efficace a Milano. Lì la truccatrice ha usato un fondotinta in crema che ha generato una libidinosa frescura sulla pelle. Invece a Roma ha utilizzato un sorpassato fondotinta in polvere. Sul fronte capelli, a Milano erano perfettamente raccolti in una coda riccioluta. A Roma erano sciolti e gonfi. Morale della favola: nella trasmissione milanese ero me stessa con un trucco da favola e una pelle senza imperfezioni. Mentre in quella romana stentavo a riconoscermi e sembravo una peripatetica con la fissa per l'eye-liner. Oppure una cantante anni '70… tipo Diana Ross.
MICROFONI. I microfonisti non ti guardano mai in faccia. Scrutano con attenzione il tuo vestito per capire quale sia il posto migliore per piazzarti la scatoletta del microfono. Poi ti chiedono di infilare il filo sotto gli abiti e infine lo bloccano sulla scollatura (o sul bavero della giacca). In genere sono buffi personaggi che vagano per lo studio con manciate di microfoni in mano e fili che pendono da tutte le parti. Sia a Milano che a Roma. Alla fine della registrazione, si avventano su di te per recuperare i loro preziosi marchingegni. Nessuno di loro però ti dice mai che quelle terribili scatolette tendono a fondersi con la tua pelle, tatuandosi sulla zona lombare.
AUTISTI. Dalla mia piccola esperienza, ho dedotto che gli autisti sono la sublimazione dei tassisti. Eleganti e discreti, a prescindere dalla latitudine. La loro consegna del silenzio fa da contraltare alla simpatica chiassosità e parlantina dei tassisti. Molto spesso è piacevole lasciarsi trasportare in quei silenziosi abitacoli climatizzati… ma due chiacchiere ogni tanto non sarebbero male. L'unica vera differenza tra Milano e Roma è la marca delle automobili: Mercedes contro Audi. Ma questa è solo una questione di gusto personale.
Dunque, chi vince la sfida della televisione pubblica? A chi legge l'ardua sentenza…
Vince il pubblico! :)
RispondiEliminaE per la seconda volta mi metti di fronte a una scelta tra Roma e Milano!! :)
RispondiEliminaNon potendo scegliere..posso solo commentare che da fuori entrambe le sedi Rai non mi piacciono anche se quella di Milano sembra un pochino più moderna!!
Nancy
Nancy...non sono brutte solo fuori! Questo è il guaio!
RispondiEliminaE forse avrei dovuto scrivere: 'a chi guarda l'ardua sentenza'...in effetti, alla fine, è sempre il pubblico che decide.