La televisione ha un grosso difetto. Neppure le modernissime versioni al plasma, a cristalli liquidi, widescreen e quant'altro sono riuscite ad eliminarlo. Il difetto è ancora lì. Insito nel concetto stesso di elettrodomestico.
La televisione è troppo piccola. Troppo piccola per tutto ciò che deve contenere. E il risultato è che deforma le cose. Le persone. Le idee. Le parole.Fortunatamente, quasi nessuno se ne accorge. Lo schermo ti ipnotizza… pigi qualche tasto sul telecomando… e subito ti vanno in malora le sinapsi. Tutto ti appare… impeccabile. Normale. Quasi familiare.
Il dramma comincia quando scavalchi le barriere di protezione e passi dall'altra parte. Entri nella mischia. Mentre il resto del mondo sta fuori. E ti guarda.
Improvvisamente, tutto ciò che credevi di conoscere ti sembra estraneo. L'hai visto mille volte alla tv, ma adesso è… diverso.
Le persone famose che incontri sono lontane dall'idea che avevi di loro. Sono più alte o più basse. Più magre o più grasse. Più simpatiche o più odiose.
Gli studi di registrazione sono sempre più piccoli di quello che immaginavi. Più caotici e frenetici. Più affollati dietro le telecamere che davanti. Pieni di rumori e voci che a casa non senti. Eppure, stando seduti sul proprio divano, sembravano così… ordinati.
E poi, chi si aspetterebbe di dover macinare dei chilometri a piedi? Nessuno ti dice che ingresso, amministrazione, trucco, guardaroba e studio sono situati agli antipodi! Per ore non vedi altro che lunghi corridoi, scale e ascensori. All'improvviso qualcuno spalanca una porta e vieni trascinato dentro. Dentro la televisione.
Spesso ti assalgono anche pesanti crisi di identità. Infatti, la tua voce viene distorta dai microfoni… e ti sembra di essere posseduta da uno spirito maligno. Il tuo aspetto viene modificato dal trucco… e se ti specchi da qualche parte, ti ritrovi a dire: ma chi è quella?
Mentre sei lì che cerchi di sopravvivere, qualcuno urla un conto alla rovescia. Si accende una luce rossa e partono gli applausi.
I conduttori ti chiedono opinioni. Improvvisamente, diventi un'esperta di questo o quell'argomento. Ancora qualche comparsata, e verrai promossa opinionista.
A quel punto, sarai talmente abituata a stare dentro la tv, che non riuscirai mai più a guardarla da fuori. Perlomeno, non come facevi prima. La tua idea romantica di televisione sarà ormai morta e sepolta. Comincerà davvero a sembrarti troppo deformante. Ristretta. Affollata.
Io ho solo scritto un libro. E nel giro di qualche settimana mi sono ritrovata al Maurizio Costanzo Show e poi a L'Italia sul 2 (giusto ieri). E domani sarò di nuovo a Roma, negli studi della Rai… ma questa è un'altra storia.
Adesso, quando lo sguardo mi cade sull'apparecchio tv, ogni volta mi sembra più piccolo. Possibile che si stia rimpicciolendo a vista d'occhio?
Comunque, per ogni evenienza, basta tenere a mente che: "Se vuoi avere successo in televisione, devi perlomeno saper simulare un sorriso. Perlomeno fare finta che la gente ti stia simpatica" (da Cavie di Chuck Palahniuk)
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