Questa è davvero troppo bella per non raccontarla.
Stamattina salgo sul pullman diretta a Milano, come sempre. Io abito a circa 20 km dal centro della città. In campagna. Ve lo dico perchè tra poco vi servirà saperlo.
Mi siedo in fondo... nell'ultima fila. Accanto a me c'è un ragazzo che sta parlando al telefono. Anche non volendo, ascolto ogni sillaba di quello che dice.
"Amore, adesso sono alle Colonne [le Colonne di San Lorenzo... si trovano nel centro di Milano... 5 minuti a piedi dal Duomo. ndr]. Mi sa che tra poco vado in Duomo a mangiare qualcosa"
Intanto il pullman è partito. Siamo a 19 km dal centro della città.
"Amore! Te l'ho appena detto: SONO ALLE COLONNE. Perchè dovrei raccontarti una balla, scusa?"
Istintivamente mi volto verso di lui. Mi sorride. Indossa occhiali da sole, ma giurerei che mi abbia fatto l'occhiolino. Intanto il pullman è entrato in autostrada. Siamo a 15 km dal centro.
"Amore... senti, non so cosa dirti... se non mi vuoi credere, io davvero non so cosa fare. Sono sempre stato onesto con te e tu mi devi trattare così? Sono in centro e tra poco vado a mangiare. No, il casino che senti è il tram che sta passando qui davanti a me. Amore, non ti sento benissimo... ok, adesso è passato"
Vorrei leggere il libro che mi sono portata, ma questo è più interessante. Siamo al casello di Assago, 10 km dal centro.
"Amore. Sul serio. Mi devi credere. Io più che dirti sempre dove sono e cosa faccio, non so cos'altro fare. Te lo giuro, amore. Sono alle Colonne. Vuoi che ti faccia parlare con qualcuno?"
Per un attimo temo che mi allunghi il cellulare. Ma è tutto un bluff, ovviamente. Ora siamo alle porte della città.
"Dai, amore. Ci vediamo dopo. Ok? Adesso mi alzo e vado a mangiarmi un panino.Tu hai già mangiato? Lo sai che mi preoccupo per te... lo sai, amore. Non ci pensare più. Ok? Sai che non ti racconto storie. A dopo. Ciao"
Raccolgo le mie cose e scendo. Siamo alla fermata di Famagosta, periferia sud-ovest di Milano. Il tizio scende dal pullman insieme a me e sono quasi tentata di chiedergli l'autografo.
Meraviglioso.
Le menzogne sono una risorsa. Pensa al potere che hanno dato a Papi, Sovrani e Presidenti del Consiglio....
RispondiEliminaFingeva bene, non c'è che dire: però è una cosa proprio triste...
RispondiEliminaOra anche la tecnologia viene in aiuto.. nella nuova generazione di telefonia basta un'app (come dicono loro) e nel telefono puoi sentire il sottofondo che vuoi per mentire meglio.. complimentoni..
RispondiEliminaVero, vero, verissimo.Questi tempi non aiutano le relazioni interpersonali... però temo che gli "artisti" della menzogna avessero buoni metodi anche senza il supporto della tecnologia......e sì, è stata davvero una tristezza. Ma il tipo era un vero genio della recitazione! Un maestro.
RispondiEliminaLa capicità di mentire sta nell'essere tremendamente sicuri e decisi con il tono della voce...Non so se mentire sia un arte, o un pregio o un difetto o una "tristezza"......per quanto mi riguarda è patologico.Yeti
RispondiEliminae tu stimi una persona così?
RispondiEliminasei forse peggio di lui a sentirti priva delle capacità di mentire serenamente..
Pol
polhallen@fuckaround.org