Voi mi sapete spiegare come mai, quando non si ha niente da dire, si parla del tempo?
In questi caldi giorni di maggio è un delirio di banalità in linea con: "Eh, signora mia, non c'è più la mezza stagione!"
Ma davvero per me resta un mistero. Cosa spinge le persone a parlare del meteo? E poi perchè proprio il meteo? Perchè non la moda? O la cucina? O lo sport?
No. Alla gente piace la meteorologia. Non si scappa.
I luoghi prediletti per questo genere di conversazione sono gli ascensori. Le sale d'aspetto. I mezzi pubblici. Le fermate degli autobus...
Confessatelo: l'avete fatto anche voi! Piuttosto che stare in silenzio per 15 secondi, insieme ad uno sconosciuto nel chiuso dell'ascensore, ad osservare i numeri dei piani che scorrono... anche a voi è scappato di dire: "Ha sentito che caldo in questi giorni?"
Oggi, tanto per farvi un esempio, stavo aspettando il pullman. Ero in anticipo di una quindicina di minuti, così mi sono seduta su una panchina. Dopo trenta secondi netti, una signora di mezza età si è seduta accanto a me... e vi assicuro che nel giro di un quarto d'ora avevamo ampiamente disquisito sul caldo anomalo di questa fine di maggio, sulla composizione della sua famiglia, sul figlio single, sul lavoro di quando era giovane e sulla religione. E pensare che io volevo solo starmene lì a leggere il mio libro...
Ancora. Uno dei miei colleghi adora parlare del tempo. Ogni volta che prendiamo l'ascensore insieme dice sempre che fa caldo, ma non troppo... e che comunque Milano è una città bellissima. In questo momento siamo soli in ufficio e mi aspetto che da un momento all'altro mi dica per l'ennesima volta quanto sopra... è una questione di secondi. Non ce la fa proprio a restare in silenzio...
Io detesto andare dal dottore. Per ovvi motivi, certo. Ma soprattutto perchè le sale d'aspetto sono luoghi per me agghiaccianti. Spaventosi. Dove le persone amano raccontarvi le loro disgrazie nei più trucuenti dettagli. E dove, se vi mostrate restii alle confessioni "sanitarie", allora vi maciullano le parti basse con dissertazioni ragionate sull'andamento delle precipitazioni dal 1949 ad oggi. Con tutte le conseguenti implicazioni sulla salute pubblica. Anche in quel caso, porto sempre con me un libro, ma... come l'esperienza mi ha insegnato, non è una tattica vincente nel 100% dei casi! Anzi, tende a fallire miseramente. Più o meno quando qualcuno attacca a dire che ci sarebbe proprio bisogno di un bel temporale... e in men che non si dica, vi ritroverete invischiati in una discussione senza senso sulle tipologie di trapianto e sulle percentuali di rigetto. Senza neppure sapere come ci siete arrivati a parlare di chirurgia, partendo dalla carenza di precipitazioni! Non ridete... so che è capitato anche a voi.
Mi chiedo: esiste un modo per sottrarsi? Esiste qualcosa di brutale da dire, che zittisca il molestatore meteopatico di turno?
Si accettano suggerimenti.
A proposito di caldo:
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Io gestisco questo blog per il mio maestro Shiva.
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