Data per assodata la mia naturale repulsione verso i telefoni cellulari, mi sento un tantino stupida a raccontarvi questa storia. Ma forse voi potete aiutarmi a capire…
Una decina di giorni fa, uscendo di casa, mi sono dimenticata il cellulare. La sera prima l'avevo messo in carica e al mattino mi è totalmente passato di mente. Così il telefono è rimasto sullo scaffale. Ovviamente io ero in un ritardo clamoroso, come sempre… e quando mi sono accorta della dimenticanza, ero già a metà strada fra casa mia e la fermata del pullman. Troppo tardi per tornare indietro.
…chissenefrega! Mi sono detta. In fondo, a cosa mi serve?
Ora, qui viene il bello della storia. Perché dal momento in cui mi sono seduta sul pullman, diretta verso Milano, un minuscolo pensiero si è formato in un angolino buio della mia testa… e dopo essersi animato di vita propria, ha iniziato a tormentarmi.
…e se per caso i miei genitori mi chiamassero per comunicarmi qualcosa di urgente? [In tutti questi anni in cui possiedo il telefonino non è MAI successo. MAI] E se per caso ci fosse un'emergenza e non riuscissero a contattarmi? [Mai successo] E se non trovandomi si preoccupassero a morte?…
Ossessionata per quasi un'ora da quel pensiero funesto, appena arrivata in ufficio ho subito telefonato a casa, avvisando dell'accaduto. E finalmente ho tirato un sospiro di sollievo. Tutto a posto, mi sono detta. Ora sono tranquilla.
Ma subito dopo, un altro pensierino mi si è affacciato nel cervello. E di nuovo si è autoalimentato fino a diventare gigantesco.
…e se per caso una delle mie amiche volesse dirmi qualcosa di importante? E se per caso mi mandasse un messaggio di vitale importanza e io non rispondessi? E se mi chiedesse un consiglio per una questione impellente [tipo, che so, meglio una cintura rossa oppure blu? Meglio una camicia bianca oppure viola?] e io rispondessi quando ormai è troppo tardi?…
Ancora una volta ossessionata dal nuovo pensiero, ho dovuto fare ricorso a tutto il mio sangue freddo… per convincermi che tutte le mie amiche erano al lavoro e non certo a fare shopping… e che qualunque altra questione avrebbe potuto aspettare fino a sera… e che comunque, tutte quante hanno il mio numero dell'ufficio, quindi…
Vi confesso però che, a fine giornata, ero più stremata del solito. A causa di tutte le suddette preoccupazioni. Ma ora viene il meglio…
Ormai avviata verso casa, ho iniziato la solita trafila: autobus, metropolitana, pullman. Ebbene, per tutta la durata del viaggio, non sono riuscita a pensare ad altro che a qualche catastrofe imminente.
…e se ci fosse uno sciopero selvaggio dei mezzi pubblici, come potrei chiamare qualcuno per venirmi a prendere? E se la metropolitana restasse bloccata per un guasto, come farei ad avvisare del ritardo? E se il pullman rimanesse intrappolato in un ingorgo in autostrada, come farei a comunicare l'accaduto? E se l'autista impazzisse improvvisamente e ci scaricasse tutti in mezzo alla carreggiata, come potrei mai chiedere aiuto?…
Credetemi. Mi mancavano solo terremoti, inondazioni e cavallette… e sarei stata pronta per fare la comparsa nel film dei "Blues Brothers"!
Cavolo! Voi non ci crederete, ma ho passato una giornata d'inferno! E pensare che, quando so di averlo nella borsa, neppure lo guardo il cellulare!
Così, una volta arrivata a casa sana e salva, mi sono ritrovata a riflettere… ma PRIMA come facevamo? Voglio dire, prima dell'avvento dei telefonini. Io viaggiavo tutti i giorni con i mezzi pubblici anche allora… ma non mi sono mai posta tutti questi problemi, né ho mai avuto tutti questi pensieri catastrofici ad ossessionarmi. Allora mi domando: sono io che sto invecchiando e mi faccio prendere dall'ansia più facilmente oppure sono le nuove tecnologie che sotto sotto riescono a renderci tutti un po' loro schiavi?
Spettacolo!
RispondiEliminaDavvero gustoso da leggere, grazie.
Forse l'ho apprezzato perché mi ritengo ASSOLUTAMENTE-SCHIAVO della tecnologia...
Buona giornata.
Fede
Grazie a te!
RispondiEliminaE io invece che pensavo di non essere schiava della tecnologia... mi sa che dovrò ricredermi. Quella senza cellulare è stata una giornata da incubo!
Un abbraccio