mercoledì 12 novembre 2008

LA FINE SENZA FINALE DEI DONNELLY

Spero sempre che "inconvenienti" del genere non capitino, ma immancabilmente accadono.
Immaginate. Una persona scopre un serial televisivo, si appassiona episodio dopo episodio, si lascia coinvolgere dai personaggi, dalla trama, dall'evolversi degli eventi…
E poi, senza preavviso, il serial finisce. O meglio, si blocca a metà stagione. Senza possibilità di conclusione. Senza prospettive future.
I motivi sono tanti. Calo di ascolti. Insufficienza di pubblico. Taglio dei finanziamenti. Insomma, chiamatelo come vi pare. Resta il fatto che qualche volta i serial non finiscono, ma hanno comunque una fine. Ovvero finiscono prima di finire finire. E ti lasciano lì, come un baccalà, a domandarti cosa sarebbe potuto accadere.

A farvela breve. L'altra sera scopro che sto guardando l'episodio "finale" de "The Black Donnellys". Ma quello che sto guardando è solo il dodicesimo episodio… e di solito una stagione prevede almeno una ventina di episodi. Qualcosa non torna. Non sembra anche a voi?
Forse vi avevo già parlato di questo bellissimo telefilm, a metà tra "The departed" e "C'era una volta in America". Prodotto e scritto da Paul Haggis (mica il primo che passa per strada…). Si parla di New York, vista dalla parte degli irlandesi. La criminalità, i loschi piccoli traffici di quartiere, i quattro fratelli Donnelly e il loro amico d'infanzia. Quest'ultimo è anche il narratore dell'intera vicenda. Dalla sua cella del carcere racconta infatti agli avvocati che lo rappresentano la storia dei fratelli Donnelly… di come sono finiti a fare i criminali e a scontrarsi con gli italiani.
Una storia intensa e cupa. Impregnata di birra e cazzotti. Dove il dramma di uno solo diventa la tragedia di tutti. Dove le speranze tendono a morire giovani. Dove la sorte viene indirizzata a suon di sprangate. Dove la famiglia è tutto ciò che ti resta alla fine della giornata. Dove non puoi contare su nessuno, né amici né nemici.
Ebbene, domenica sera è andata in onda l'ultima puntata del serial. Ma, essendo solo la dodicesima, nulla è stato spiegato. Nulla si è capito. Tutto è rimasto sospeso per sempre nella dimensione della sceneggiatura.
Perciò me ne resterò con il dubbio. Mi inventerò un mio finale. Che altro posso fare, dopo essere rimasta "orfana" di uno dei telefilm più affascinanti visti di recente?
Mi domando se coloro che lavorano nel campo dei serial se ne rendano conto. Il loro lavoro entra nelle vite delle persone, attraverso lo schermo. E le persone si appassionano. Si lasciano intrappolare dall'emozione. E qualche volta. Non troppo spesso, grazie al cielo. Restano lì, a bocca aperta. A chiedersi come mai nessuno gli racconti la storia fino alla fine. A chiedersi come mai non ci sia un finale degno di questo nome. Ma solo una fine, messa lì a tappare un buco. Una mancanza.

2 commenti:

  1. l'hanno interrotto perche' c'era un unico spettatore...tu!!!

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  2. ...eh, magari dipendesse solo da me! Purtroppo non è così
    Le scelte dei produttori di serial televisivi avvengono a monte della mia televisione...

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