Vi lascio per un paio di giorni. Domani parto per Twin Peaks. Senza computer appresso.
Il meteo prevede pioggia a go-go. Ma chisseneimporta. Mi serve staccare dalla routine. Rompere il circolo vizioso della quotidianità. Sfuggire dal panorama milanese.Ma prima di andarmene e scollegarmi dalla rete globale… vi lascio con una domanda. Una di quelle da un milione di dollari.
Artisti si nasce o si diventa?
Mi spiego. L'estro creativo si può insegnare? La genialità artistica si apprende? Il guizzo viene con la pratica?
Io, neanche a dirlo, sono fermamente convinta che la creatività sia innata. Che possa essere migliorata, incanalata, domata, affinata… ma che di certo non possa essere imparata a suon di esercizi.
Vi dirò di più. Ero (e ancora sono) talmente convinta della mia posizione che la davo per scontata. Come il colore dei cachi. Insomma, i cachi sono arancioni. Lo sanno tutti. Non è che ci si possa discutere su.
Ebbene. Mentre ero in quel di Padova, una simpatica signora ha tentato (invano, ahimé) di farmi cambiare idea. Sostenendo che artisti si diventa. Con tanta pratica. Con un esercizio continuo e assiduo. Solo così si riesce a diventare grandi artisti. Un po' come avviene per gli atleti: solo facendo tanto esercizio si corrono i 100 metri con un tempo da record. Solo con tanta pratica si diventa bravi.
Io l'ho trovato un ragionamento agghiacciante. Nonostante la signora mi abbia fatto l'esempio di non-ricordo-quale-scrittore (forse Calvino) che si svegliava tutti i giorni prestissimo e attaccava a scrivere, scrivere, scrivere, fin dalle prime ore dell'alba…
Ma che vuol dire? Che per essere un bravo scrittore bisogna svegliarsi presto? Ci sono un numero minimo di ore di scrittura giornaliere che determinano la tua capacità creativa? E poi, siamo sicuri che correre in pista sia lo stesso che dipingere un quadro? Ciò che trasforma un artista in un Artista è solo l'esercizio pratico? Davvero non c'è dell'altro? Magari qualcosa di innato e imponderabile?
Mah… ditemi voi.
è una risposta che non si può dare questa.chi siamo noi, per non asserire che dentro di noi tutti c'è un artista inespresso.quali forme d'arte limitano il nostro cammino, le nostre conoscenze se non l'interesse che suscitiamo ai nostri simili ed essere compresi da loro.nella onesta della nostra natura d'essere umani.
RispondiEliminaCerto è bello pensare che dentro a ciascuno ci sia un artista inespresso...
RispondiEliminaCerto bisognerebbe intendersi su cosa significhi "artista"...
Ma rimane il fatto, per me cruciale, che sono pochi, pochissimi, quelli che hanno la stoffa (innata, continuo a ripeterlo) di saperti toccare l'anima. Pochi, davvero pochi. E non è cosa che si possa imparare con la teoria, altrimenti saremmo circondati di bellezza e di meraviglia, ma sappiamo fin troppo bene che non è così.
non voglio fare polemica,il mio intervento lo dice chiaramente.viviamo un periodo scuro ,dove le attitudini di ogni singolo individuo vengono soffocate da una mediocrità che dilaga sempre di più.ma proprio per questo la nostra sensibilità ci deve spingere a sentire con i nostri sensi ,utilizandoli tutti e 5 e magari inventarcene un'altro.ma questo è solo il mio parere di uomo, non artista.un saluto per te.
RispondiEliminaMa no, nessuna polemica.
RispondiEliminaCredo anch'io che la sensibilità di tutti vada affinata, che i sensi vadano allertati e amplificati. L'unico problema è che la sensibilità di molti mi pare piuttosto addormentata di recente, quasi anestetizzata. E poi non è mica detto che tutti debbano essere "artisti" in senso stretto... anche un idraulico che faccia il suo lavoro con passione e amore, a modo suo è un creativo! Se fossimo tutti scrittori, sarebbe una tragedia, per carità!
Hai ragione da vendere: bisogna solo combattere la mediocrità! Io tengo le dita incrociate...
Un abbraccio
concordo con te,in tutto.un abbraccio .anchio tengo le dita incrociate.ora siamo in due,non è male no?mancano solo qualche miliardo di persone.spero di averti fatto sorridere con questa stupida battuta,ma si sà le cose stupide fanno ridere,no.
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