…before the devil knows you're dead.
Quello che avete appena letto è un brindisi irlandese. Suona all'incirca come: "Che tu possa essere da 40 anni in paradiso, prima che il diavolo scopra che sei morto". Di qui è tratto il titolo dell'ultimo film di Sidney Lumet: "Before the devil knows you're dead", appunto. Stavolta mi rifiuto categoricamente di riportare il titolo italiano. Non chiedetemelo.L'ho visto questo pomeriggio al cinema Ducale. Sala 4. Ore 15.05. Vi specifico i dettagli perché mi piace parlar male di chi disturba la mia quiete cinematografica. Due vecchie e brutte megere della peggior specie erano sedute dietro di me… e non hanno taciuto per un solo secondo. Hanno commentato a sproposito il film dalla prima all'ultima battuta, scivolando anche nei primi titoli di coda. Hanno gracchiato stupidaggini per tutto il tempo, rovinandomi il pomeriggio. Ora. Suggerirei alle signore dalla parlantina incontinente che esistono altre occupazioni per un bel pomeriggio di primavera. Magari un tè… o una passeggiata al parco… qualunque cosa invece che andare a rompere le palle a chi va al cinema per vedere il film! Grazie.
Ecco. Detto questo, passiamo a "Before the devil knows you're dead". Devo fare una premessa: io non amo molto Lumet. Il più delle volte non riesco a farmelo piacere. Anche se tutti tendono ad osannarlo, qualunque cosa produca.
Vi racconto la storia. Ci sono due fratelli, Andy e Hank, che hanno un disperato bisogno di soldi. Vivono due vite incasinate e contorte, costantemente sull'orlo del baratro. Uno si droga, l'altro scommette. Uno aggiusta a suo vantaggio la contabilità della società per cui lavora, l'altro ha un'ex moglie carogna e una figlia da mantenere e nel frattempo si porta a letto la moglie del fratello. Per venire fuori da tutti i loro casini, il maggiore propone al minore un colpo "facile": rapinare la gioielleria dei genitori. Nessun rischio, nessuna fatica, nessuno si fa male… e la merce è assicurata. Ma come in tutte le trame che si rispettino, qualcosa va per il verso sbagliato. Il fratello minore non trova il coraggio e così coinvolge un amico delinquente da quattro soldi. Ma è una pessima idea: infatti la madre dei due fratelli e il compare sprovveduto rimangono uccisi durante la rapina. E lì cominciano i guai. Bisogna coprire le tracce, ma le tracce sono tante. E nel frattempo i debiti si accumulano. E in più bisogna fare i conti con un padre divenuto prematuramente vedovo e furibondo come pochi.
Posso dirvi quello che mi è piaciuto. Gli attori, innanzitutto. Il fratello maggiore, Andy Hanson, è interpretato da Philip Seymour Hoffman. Di una bravura eccelsa. Riesce a dare al suo personaggio delle sfumature inaspettate: il senso di inadeguatezza di tutta una vita, il complesso di inferiorità nei confronti del fratello minore, la freddezza del criminale, la fragilità per l'amore negato dal padre, l'indifferenza verso la moglie traditrice. Il fratello minore, Hank Hanson, è impersonato da Ethan Hawke. Anche lui eccezionale nel dare spessore al suo personaggio alla deriva. Cresciuto all'ombra del fratello, coccolato dai genitori. Ma in fondo incapace di dare una direzione sensata alla propria vita. La faccia, i capelli e i vestiti sono perennemente stropicciati. Il sorriso è ammaliante, ma ormai appannato dalle vicissitudini. La moglie di Andy (e l'amante di Hank) è una splendida Marisa Tomei. Una donna sola, ma contesa tra due uomini… lei ama quello sbagliato e si rifugia tra le lenzuola di uno ancora più sbagliato. L'unica soluzione sarà la fuga, un attimo prima di venire risucchiata nel vortice degli eventi. Il padre dei due fratelli, Charles Hanson, è un affaticato Albert Finney. Un uomo tradito dalla vita e incattivito dagli eventi. Mi ha ricordato moltissimo il Tom Wilkinson di "In the bedroom"… un altro splendido padre addolorato.
"Before the devil knows you're dead" è ambientato a New York. Nella periferia delle case con la tappezzeria a fiori e nei quartieri in centro degli arricchiti fasulli. Dove solo gli spacciatori d'alto bordo possono permettersi un appartamento con vista sul Chrysler Building. Tra città e sobborghi le dinamiche familiari si scompaginano, fino a trasfigurarsi nelle maschere della tragedia. In un crescendo di inarrestabile nefandezza, che può lavarsi solo con una pari dose di tremenda vendetta.
Anche nel film di Lumet ritorna il tema che lega tutte le pellicole che mi sono piaciute di recente: questo è un mondo cattivo, dove qualcuno sopravvive mentre altri soccombono… un mondo che non è per tutti, dove nessuno è davvero innocente e dove nessuno si salva.
In definitiva, non posso dire di averlo amato alla follia. Ma sicuramente "Before the devil knows you're dead" sa regalare qualche buon momento di cinema.
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