domenica 6 aprile 2008

27 DRESSES + 1

Non ve la prendete. Lo so che quando parlo di cinema finisco sempre col dire le stesse cose, ma…
Vorrei tanto capire. Immaginate che ci sia un film intitolato "27 dresses", dove si parla di una ragazza che fa per 27 volte la damigella ai matrimoni delle amiche. E che conserva nell'armadio 27 orribili vestiti che le suddette spose le hanno chiesto di indossare nel loro fatidico giorno… c'è un orrido vestito verde oliva lucido, c'è un kimono giapponese, c'è un completo maschile, c'è un abito ispirato a "Via col vento", c'è un completo da cow-girl, c'è un sari indiano, c'è un bruttissimo abito rosa di pizzo e via dicendo. Lei li conserva tutti. Perché adora i matrimoni. Perché adora fare la damigella. Perché sogna di essere un giorno lei la sposa designata.
Ora. Perché qui in Italia questo film deve intitolarsi "27 volte in bianco"? La protagonista non si veste di bianco per 27 volte! Il titolo vorrebbe forse fare riferimento ad un becero modo di dire? Ovvero, "andare in bianco" nel senso di "fallire", di "non sposarsi"? Non capisco…
Premesso questo. Il film, diretto da Anne Fletcher, è simpatico e piacevole. A tratti frizzante, a volte un po' ripetitivo. La trama ricorda moltissimo (troppo, a dire il vero) un film di qualche anno fa: "Come farsi lasciare in 10 giorni". Leggete un po'. Un lui e una lei si incontrano casualmente (qui a un matrimonio, là in un ristorante), si frequentano per motivi diversi (uno si invaghisce, l'altro lo fa per lavoro), poi uno scrive un articolo malevolo sull'altro (qui James Marsden è il giornalista mentitore, che pubblica un pezzo feroce sull'eterna damigella Katherine Heigl. Mentre là era Kate Hudson a scrivere male di Matthew McConaughey)… alla fine si scopre l'inganno, si litiga e poi si fa pace.
"27 dresses" può contare sugli stessi sceneggiatori de "Il diavolo veste Prada", ma non ha lo stesso charme. Certo, la presenza di Katherine Heigl è affascinante. Ma c'è poca alchimia con il protagonista maschile, James Marsden (già visto nella saga degli "X-Men")… che tra parentesi è vestito nello stesso identico modo dal principio alla fine del film. Forse per dare enfasi alla varietà di look della Heigl? Una varietà deliziosa (se si escludono i 27 abiti del titolo)… ci sono un paio di mise che mi hanno fatto girare la testa!
In definitiva, pensavo meglio. Mi aspettavo di più. Molto di più.

Dopodichè. Per uno strano percorso del destino ieri, subito dopo il film, sono andata a scegliere il mio vestito da damigella. Con la sposa. Sembrava quasi che l'atmosfera appena vista sullo schermo si fosse trasferita nella vita reale. È stato strano. Divertente. Intenso.
Certo, sarebbe andata molto meglio se le proprietarie del negozio di vestiti fossero state più gentili. Invece erano due povere stordite e cafone. Che non hanno certo contribuito alla doverosa spensieratezza della circostanza, né alla mia autostima. Che antipatiche!
Meno male che io e la sposa siamo le amiche migliori del mondo (concedetemi un pizzico di mielosità!). Inoltre, avevamo fatto la ricarica di buonumore davanti alle vetrine de La Rinascente. A proposito, se passate da quelle parti, non perdetevi i cartelloni della nuova pubblicità Dolce & Gabbana… vi cambieranno la giornata!

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