domenica 9 marzo 2008

UN PAESE CATTIVO

Sono finalmente riuscita a vedere "Non è un paese per vecchi" dei fratelli Coen. È stato venerdì pomeriggio, nella sala 2 dell'Odeon. Ci sono circa 400 poltrone lì dentro e io sono andata a sedermi nelle prime file, nonostante il mio biglietto dicesse qualcosa di diverso. In genere al pomeriggio non c'è mai troppa gente e sono pochi quelli che rispettano i posti loro assegnati. E poi la sala 2 è strana… è larga e corta, con uno schermo alto e sghembo rispetto alle poltrone. Insomma, anni di frequentazione mi hanno resa capace di identificare IL posto migliore per vederci un film. Ovvero nelle prime file, spostata verso destra rispetto al centro.
Ve lo sto raccontando perché, a pochi minuti dall'inizio, due coppie di persone sono venute a mettersi nella mia stessa fila. Con mio estremo disappunto. Avevo due vecchiette over70 alla mia sinistra e una coppia annoiata di sessantenni alla mia destra. Dopo circa un'ora, entrambe le coppie se ne sono andate. Inorridite. Protestando a voce alta sul fatto che nessuno gli aveva detto che il film era così… così… brutto.
Due ore dopo, un gentile signore che mi ha tenuto la porta aperta mentre entrambi uscivamo dal cinema, stava dicendo ai suoi amici: "Per riprendere le parole del ragionier Fantozzi: questo film è una boiata pazzesca!". Poi mi ha sorriso, forse sperando che gli dessi ragione. Ma io non l'ho fatto.
Tutto questo preambolo, per dirvi che cosa? Che molte persone dovrebbero trovarsi occupazioni migliori per impegnare i loro pomeriggi e che dovrebbero informarsi meglio su ciò che vanno a vedere.
"No country for old men" (una volta tanto, una traduzione come Dio comanda) non è un film per passare in spensieratezza un paio d'ore. È un film dei fratelli Coen, innanzitutto. E già questo la dice lunga. La loro filmografia pullula di personaggi strambi e disadattati. Pazzi e svitati di vario genere. Inoltre, anche il titolo la dice lunga. O almeno dovrebbe. Si parla di un paese cattivo. Non di persone cattive, ma di un paese cattivo. Cattivo con tutti, soprattutto con gli indifesi.
La storia è un classico dei gangster movies: durante uno scambio 'droga per denaro' nel bel mezzo del nulla, qualcosa va storto. Muoiono tutti, tranne uno (last man standing), che si porta via i soldi. Ma a causa delle ferite il poveraccio fa poca strada e muore sotto un albero nel deserto. Poi arriva un tizio qualunque, per caso, che trova la valigia con i soldi (due milioni di dollari) e se la porta via. Ma chi si ritrova con due milioni di dollari in meno non ci sta e comincia a dargli la caccia. Senza nessuna pietà. Perché si dà il caso che costui sia anche un pazzo furioso, oltre che un serial killer per diletto.
Ormai lo sapete. Il film dei Coen ha fatto incetta di Oscar. Compresi quello per miglior film, miglior regia e miglior attore non protagonista. Quest'ultimo a uno spettacolare Javier Bardem, con la peggior pettinatura del mondo. Un killer psicopatico, Anton Chigurh, che uccide mescolando casualità e necessità. Che non viene risparmiato dalla cattiveria del mondo, ma che sa come ripagarlo. A fargli da contraltare c'è lo sceriffo Bell, Tommy Lee Jones. Uno sguardo malinconico e una faccia scolpita dal vento del deserto. E poi c'è Josh Brolin, ovvero Llewelyn Moss, un perfetto animale texano. Stivali, cappello e camicia a scacchi. E la remissiva e fragile moglie Carla Jean. E il cacciatore di taglie Carson Wells, interpretato da Woody Harrelson. E via dicendo. I Coen sono maledettamente bravi a scegliere i loro attori. I loro personaggi hanno sempre la faccia giusta, che poi viene spudoratamente deformata e maltrattata. Oppure ripresa di spalle, come i due amano moltissimo fare.
"Non è un paese per vecchi" è un film in cui la trama serve a raccontare la disillusione e il pessimismo di un intero paese. Ci sono i tratti tipici del western più malinconico. Ci sono la casualità e l'ineluttabilità del male. Ci sono battute folgoranti e dialoghi indimenticabili. Ma come in ogni pellicola che si rispetti, tutto il casino comincia da un piccolo, stupido errore. Corredato da una piccola e geniale battuta che esce dalla bocca assonnata di Llewelyn Moss: "I'm fixing to do something dumber than hell, but I'm going anyways". Che qui da noi suona all'incirca come: "Sto per fare una cazzata, ma la farò lo stesso". Perché quale texano che si rispetti potrebbe mai rifiutare un po' d'acqua a un messicano morente?
Andatelo a vedere, se ancora non l'avete fatto. Vi verrà una stretta allo stomaco nel sentire le ultime parole del film, pronunciate fuori campo dallo sceriffo: "…e poi mi sono svegliato". Sullo sfondo, incorniciato da una finestra, il deserto del Texas. Una meraviglia.

7 commenti:

  1. come mai vai all'Odeon quando ci sono multisale più belle, tipo l'europlex di Viale Sarca ? Io so che abiti fuori Milano, ma non so dove, ma lì ci spuò arrivare facilmente.....

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  2. ...perchè sono più comoda. E perchè ci sono affezionata...

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  3. guarda, io odiavo le multisala, le trovavo delle autentiche tombe del cinema.....poi ho scoperto Viale Sarca e me ne sono innamorato......
    purtroppo oggi faccio molta fatica ad andare al cinema perchè è difficile trovare persone che abbiano i miei stessi gusti e faccio altrettanta fatica ad andarci da solo....
    vado con mia figlia al sabato pomeriggio, e spesso riusciamo a conciliare film per entrambi i gusti, dieci giorni fa abbiamo visto "Jumper" e non mi è dispiaciuto !!!

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  4. NON TI E' DISPIACIUTO "JUMPER"???? Credo che noi due abbiamo gusti molto diversi...

    E poi io non odio i multisala. Anche l'Odeon è un multisala... ho semplicemente detto che per me è molto più comodo. Soprattutto se consideri che non amo andare al cinema nel weekend...

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  5. Giorgia, Jumper è il massimo del film impegnato che puoi vedere con una bambina di 9 anni !!!!!!!!!!
    E giustamente, se porti una figlia al cinema il titolo lo sceglie lei !
    Credo che non abbiamo gusti dissimili, invece.....

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  6. Mi rendo perfettamente conto che la scelta è limitata se a scegliere è una bambina... ma sei tu che hai detto che non ti è dispiaciuto. Io l'ho trovato terribilmente brutto. A prescindere dal fatto che la sala fosse piena zeppa di adolescenti entusiasti...

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  7. Sappiamo già benissimo come la pensavo su questo film.Soppeseremo le parole se no poi arriva l'anonimo a dire che questo film incita la violenza.
    Io lessi a suo tempo il libro,e una delle cose che più mi è piaciuta del film è che trasmette la stessa identica cosa del film.Questa sensazione di buio che avanza,già nella scena iniziale quando lui caccia,di un male nuovo che non si può fermare,nella fattispecie Bardem che a mio avviso altri non è che un Beatles uscito dall'inferno,dove l'unica cosa che si salva è appunto la natura,unica cosa perfetta ed incontaminata.
    Alla tua perfetta,come sempre,recensione aggiungo solo che i Coen sono maestri nel creare personaggi da due minuti.Io credo che ad oggi Jesus sia il mio personaggio preferito in un film,ma qui il poliziotto di confine è impagabile secondo me.

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