domenica 30 dicembre 2007

QUESTA E' LA FINE...

Da qualche anno a questa parte, quando penso al 31 dicembre, sento nelle orecchie la voce di Jim Morrison ("This is the end… beautiful friend…") e vedo negli occhi elicotteri militari che bombardano la foresta vietnamita. Capita anche a voi? Immagino di no.
Quindi, data l'immagine che mi circola in testa, non mi pare neppure una grande idea scrivere un post proprio oggi… la vigilia della vigilia. Ma ormai ho cominciato, tanto vale arrivare fino in fondo.

Questo periodo di festività in serrata successione mi rendono molto malinconica. Oddio, forse "malinconica" non è la parola esatta. Diciamo che mi tornano alla mente episodi del passato, quando Natale non voleva dire correre affannosamente da un negozio all'altro per comprare regali, ma significava apparecchiare latte e biscotti per Babbo Natale, trovando in cambio una serie di pacchetti colorati.
Dovete sapere che, quando ero piccola, avevo un po' la fobia che Babbo Natale non mi trovasse. Già. Perché io vivevo nei pressi di Milano, ma poi mi trasferivo qui a Twin Peaks per le feste. Quindi temevo che si scordasse di me. Per questo motivo dovevo essere continuamente rassicurata sul fatto che Babbo Natale era stato avvisato per tempo del mio spostamento. Nei giorni che precedevano la partenza, telefonavo ai miei nonni (che vivevano qui sui monti) per sincerarmi della situazione… mio nonno non mancava mai di raccontarmi che il vegliardo dalla barba bianca era già passato di là per un giretto preliminare. Aveva lasciato un piccolo dono per me e al contempo aveva domandato quanti bambini abitassero in quella casa. "Io gli ho detto che ho due nipoti!" [io e mia cugina]. "Ma sei sicuro di averglielo spiegato bene?" chiedevo. Lui mi assicurava di averglielo ripetuto almeno un paio di volte. E finalmente io mi sentivo tranquilla.
Appena arrivata Twin Peaks, in genere alla vigilia di Natale, mio nonno mi dava il regalo anticipato: una scatola di latta decorata, piena zeppa di caramelle.
Mi chiedo: ma le fanno ancora? Esistono ancora quelle meravigliose scatolette? Che poi non andavano buttate, ma servivano per metterci i vestiti della Barbie, oppure i pennarelli, o magari mollette e elastici per capelli…
Ad ogni modo, la sera della vigilia preparavo un piatto di biscotti e un bicchiere di latte. Ma anche lì sorgeva un problema: dove metterli? La casa dei miei nonni non aveva il camino! Da dove poteva entrare Babbo Natale? Allora mia nonna mi garantiva che avrebbe lasciato la porta aperta (ovvero, non chiusa a chiave) e che l'uomo in rosso era stato avvisato del contrattempo. Io, che non ero una bambina facile da convincere, andavo a controllare che la porta fosse davvero aperta, almeno una decina di volte… prima che mi si convincesse ad andare a letto.
E anche lì, ogni anno, si ripeteva lo stesso identico dramma: sarei finalmente riuscita a vedere Babbo Natale? Niente di più semplice, mi dicevo: basta non addormentarsi! Dunque, mi infilavo sotto le coperte e restavo all'erta… a volte per ore… ma poi, stremata, finivo per cedere. E quando riaprivo gli occhi, accidenti, era già mattina inoltrata! Scendevo di corsa le scale e… la magia si era compiuta: biscotti e latte spariti (nel senso che il bicchiere era vuoto e i biscotti mezzi mangiucchiati) e al loro posto c'erano i regali! L'arrabbiatura per avere mancato Babbo Natale si faceva bruciante quando mio nonno mi assicurava di avergli parlato personalmente, al momento di ritirare i pacchetti per le sue nipoti. Ma subito dopo mi lanciavo all'attacco della carta da pacchi e dimenticavo il resto.
Adesso tutta quella magia si appanna nel correre a destra e a manca… e soprattutto nel ricevere l'estratto conto di dicembre. Vabbè…
E il Capodanno? Bè, quello lo passavo a casa degli altri nonni. Dato che quelli di Twin Peaks se ne andavano a dormire, anche quella sera, alle nove precise.
Per me era l'unica sera dell'anno in cui potevo stare alzata oltre la mezzanotte. Si giocava a tombola con i fagioli borlotti a coprire i numeri che uscivano… e c'era sempre qualcuno che dava uno scossone (involontario?) al tavolo, spostando tutti i legumi di una casella… non si capiva mai chi aveva vinto, ma era bello così.
Capite perché adesso mi viene da pensare a Jim Morrison e al napalm?


Ma per tutti voi che non avete pensieri funesti: BUON 2008!

17 commenti:

  1. Buon Anno anche a te Giorgia...anche per me la fine dell'anno è sempre un po' malinconica!

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  2. Grazie! Buon Anno anche a te...
    Non so tu, ma io cercherò di far passare il 31 il più velocemente possibile, pensando al giorno dopo... quando ci sarà un numero tutto nuovo da scrivere in fondo alle date e un'agenda nuova nuova da inaugurare...
    Un abbraccio

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  3. Chissà perchè pure per me da qualche anno a sta parte viene in mente solamente il Vietfottutonam come immagine di capodanno,con napal e cavalcate delle Valchirie annesse.
    Anche per me l'ultimo era tombola(con tombolone finale con ricchi premi,ma seri,no soldi),e magari Natale era un pochino prima,il 13,quando arrivava Santa Lucia,ma l'attesa era la medesima.
    Certo potremmo dire che basta restare bimbi dentro,ma quella magia sostituita dai preparativi frenetici ora per una schifo festa dell'ultimo(dove tra l'altro litigo sempre perchè ci sono le persone progressiste che non festeggiano Natale perchè è una festa finta e consumista mentre spendersi 100 euro di cenone per una sera uguale dell'anno non è consumista..)a me prorpio mi esaspera e mi fa guardare indietro,ai soldi delle mancette che mettevo via per comprarmi più cartelle,con un velo di nostalgia.
    Quindi concordo,speriamo sia rapida ed indolore le faccenda,anche quest'anno.
    In compenso un augurio di Buon Anno in anticipo!

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  4. Eh sì: rapida e indolore. Concordo in pieno. Ho passato moltissimi capodanni a organizzare, cucinare, addobbare e correre come una pazza... per feste nelle quali poi non mi divertivo mai. E l'idea di spendere dei soldi (in genere il doppio o il triplo del dovuto) per una serata assolutamente identica alle altre mi fa davvero sorridere.
    La tombola... quella sì che era vera trasgressione!
    In quanto a oggi, mi ripeto: speriamo che domani arrivi presto!

    In ogni caso, Buon Anno anche a te!

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  5. Causa frattura hòmero sx, passerò il 31 sera su msn, nella compagnia della mia autista e autoproclamata segretaria. Ottèmpero così al brocardo: siate realisti, esigete tutto! E tanto ed/od più alla charmantissima tenutaria di questo blog, vero

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  6. gh7: Oh cielo! Mi dispiace! Come ti sei rotto l'omero, se posso chiederlo?! Spero che tu sia riuscito comunque a chiudere in bellezza l'anno passato e che il 2008 possa essere sfolgorante! Frattura a parte, s'intende...
    Io per il 2008 "esigo" un po' meno arrabbiature e un po' più scintillii...

    Francesco: Felice 2008 anche a te! E che il nuovo anno sia ricco di piacevolezze...

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  7. Oh, fratturina occorsa durante un'amichevole di palla al guanciale su nevi locali fresche perché artificiali (il mio direttore, sciando, s'è rotto l'osso sacro e credo stia vedendo le pene dell'inferno).
    Il 2007 fu ottimo: mi basterebbe che il 2008 fosse un pochino peggiore. A te non c'è bisogno d'augurar niente: brilli da tempo di luce tua, santa la polenta

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  8. Allora, mio caro, ti auguro che la fratturina si rinsaldi presto e che il 2008 sia... diciamo che brilli almeno quanto il 2007!

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  9. Ecco: diciamo che nel 2007 non ti ho incrociata mai, pur avendo percorso più chilometri che il Siddharta Gauthama Buddha ai suoi bei tempi. Nell'anno appena iniziato, non mi spiacerebbe offrirti un Bacardi da qualche parte, su nel profondo Nord (Padova esclusa)

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  10. ...direi che si può fare. Appena mi sgancio da Twin Peaks... e dalla voglia di neve!

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  11. Capì. Quando torna a comandare il Silvio (possibilmente senza sciarpetta blu a pois bianchi dell'Oviesse, vero)

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  12. In realtà credo tornerò prima io...

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  13. Perchè (con l'accento lumbàrd)? Ce l'hai su anche te con lui perché marpiòna le pupe? Maddài che non vedon l'ora, su

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  14. Ma figurati (sempre con accento)! So bene che le signorine non vedono l'ora... ma lui... alla sua età! Potrebbe essere il nonno! Mah... non ci sono più i nonni di una volta...

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  15. Lo zio, non il nonno! Ed è nel cuore di tutti noialtri sciansonié, veh. Ma te, a proposito (non so di che): un libro tipo nuovo no, eh?

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