lunedì 20 agosto 2007

UNA DOMENICA AFFILATA ED ELETTRICA

Oggi è un lunedì gelido e piovoso (leggi "burrascoso") qui a Twin Peaks, mentre ieri è stata una calda domenica di sole. E dopo le fatiche culinarie dei giorni passati (venerdì trascorso a fare salsa di pomodoro e sabato a fare marmellata di fichi), ieri ho deciso che mi ci voleva un po' di relax. E siccome non sono il tipo da "pisolino sul divano per tutto il pomeriggio"… me ne sono andata in due paesi qui vicino.
Prima a Maniago, in occasione della manifestazione "Coltello in festa". Qui trovate i dettagli.
Forse non tutti sanno che Maniago (una manciata di chilometri da Twin Peaks) è nota come la "città delle coltellerie", dal momento che da secoli vi si forgiano coltelli di altissima qualità. Le lame maniaghesi sono famose in tutto il mondo e spaziano dalle forbicine per la manicure, ai coltelli da caccia, ai coltelli da cucina, agli strumenti chirurgici e chi più ne ha…
Le coltellerie hanno lunghissime tradizioni familiari ed ognuna ha la sua specializzazione. C'è chi produce coltelli da collezione e chi effettua lavorazioni speciali sulle lame. E una volta all'anno (ormai da 4 anni a questa parte) le aziende mettono in mostra le loro creazioni per le vie di Maniago. Non solo. Si aprono le porte dei laboratori e delle fabbriche, per consentire visite guidate a chi è interessato agli aspetti più tecnici.
Quindi nel pomeriggio di domenica sono andata a passeggiare tra le bancarelle, a curiosare tra centinaia di coltelli, ad osservare la magica arte di fare il filo (o se preferite: arrotare) alla lama… e quella di battere il ferro (finché è caldo… letteralmente!)…
Ho scoperto che la filiera completa per un coltello di media grandezza è di 15-20 giorni… l'avreste mai detto? Ho visto coltelli per tranciare il tonno, per affettare la carne e per tagliare i pomodori. Ho visto spade e mannaie. Ho visto un signore sborsare con tutta calma 900 euro per acquistare un coltello enorme, di cui onestamente ignoro la funzione. E quando dico "enorme", intendo dire gigantesco… voi non avete idea…
Comunque, io mi sono accontentata di aggeggi un po' più economici. Quelli qui sotto sono i miei acquisti: (dall'alto) un coltello per radicchio, un coltello per funghi e un coltello per castagne.

Dopo Maniago, sono passata per Malnisio. E ne ho approfittato per visitare il nuovissimo Museo della Centrale. Anche qui bisogna spiegare l'antefatto. In queste zone la natura è impervia e poco generosa… bisogna sfruttare quello che c'è. Nei primissimi anni del '900 si è pensato di impiegare l'acqua proveniente dalle montagne, con il suo naturale e significativo dislivello. E si sono costruite due modernissime (per quei tempi) centrali idroelettriche, una a Malnisio e una nelle campagne di Giais (che voi conoscete come la mia amata Twin Peaks). Ormai da molti anni entrambe le sedi sono chiuse, a favore di sistemi produttivi più avanzati. Ma per tutto il '900 hanno svolto una funzione basilare per l'economia locale. L'argomento mi vede particolarmente interessata, dato che mio nonno ha lavorato per tutta la vita come guarda-fili nella centrale di Giais.
Le due centrali in questione si sono sempre fatte la "guerra" su chi produceva più potenza… e quella di Giais la faceva da padrone. Ma la centrale di Malnisio forniva l'energia per illuminare Piazza San Marco a Venezia… dunque risultava più "importante" sulla carta. Comunque sia, da qualche anno si è pensato di riattivare lo stabile di Malnisio (quello di Giais, ahimé, giace in abbandono da decenni) con funzione di museo e finalmente all'inizio dell'estate ha avuto luogo l'inaugurazione ufficiale.
Ieri ci sono passata. Da fuori, la costruzione in sasso dedicata all'ing. Pitter è imponente. All'interno si possono vedere le enormi turbine, i pannelli di comando e alcune gigantografie di foto dell'epoca (davvero bellissime). Adiacente all'enorme salone delle macchine, si è allestito anche un piccolo Museo della Scienza, con aggeggi e giochi interattivi sul tema della corrente elettrica e delle scoperte scientifiche in generale.
L'allestimento è arioso e piacevole. Il personale è giovane e dinamico. Il museo è davvero una bella esperienza, che insegna quanto lavoro e quanta fatica siano occorsi per portare in tutte le nostre case l'elettricità. Qualcosa che oggi diamo per scontata e senza la quale sarebbe impensabile vivere.

4 commenti:

  1. io sono talmente imbranato che con i coltelli con lunghezza di lama superiore ai 6 centimetri rischio di tranciarmi due dita !
    epperò passa dal mio blog !!!!!!!
    Buone vacanze friuliane.

    RispondiElimina
  2. Le vacanze friulane sono una garanzia...

    RispondiElimina
  3. Ero giustappunto da quelle parti ne week end...Ottimo posto Maniago,un pò come tutti i posti del Friuli a mio avviso.Posti dove fanno tutte queste feste paesane e spiegano i lavori di una volta,i lavori dei nonni,per i quali oggi nipoti e figli quasi si vergognano..
    Chiedo scusa per la malinconia,ma è sera e piove..e la metereopatia è un male orribile.
    Buon proseguimento di vacanze friulane!

    RispondiElimina
  4. Da buona mezza friulana, ne so qualcosa di malinconia...
    Io adoro i lavori di un tempo... resterei ore ad osservare il mio vicino di casa che intreccia ceste oppure una mia vecchia zia che cuce gli "sciapins", ovvero le pantofole di velluto... una meraviglia! Detesto che tutte queste cose possano perdersi...

    RispondiElimina