Stamattina il termometro segnava 12°C. Per mesi ci hanno rotto le scatole, paventando l'estate più torrida degli ultimi 100 anni… ma a mia memoria, non ricordo di aver mai indossato un maglione di lana al mese di luglio!
Ieri pomeriggio qui si è scatenato una specie di inferno meteorologico, con tuoni, fulmini, grandine, vento sibilante e pioggia a secchiate. Un delirio. Seppure blindata in casa (i miei serramenti in genere non lasciano passare neppure un brusio…), sentivo la bufera fischiare all'esterno e l'atmosfera ricordava fin troppo dettagliatamente un film horror. Uno di quelli che ti restano dentro per sempre.La sporca faccenda meteo è andata avanti per ore. Quando finalmente gli elementi si sono placati, ho riaperto le finestre e sono uscita.
Da queste parti funziona così. Appena passata la tempesta, ci si riversa nei cortili e nelle strade, si contano i danni e si commenta il disastro con i vicini di casa. Tutti scuotono la testa, imprecano in almeno un paio di lingue e poi aggiustano l'aggiustabile.
L'aggettivo più adatto per l'occasione è "sbrindellato". Perché dà l'idea della condizione in cui versavano orti e giardini. Una devastazione. Le piante spogliate completamente. I rami spezzati. La frutta per terra. Idem dicasi per i frutti di bosco. Tutte le verdure segnate dalla tempesta… pomodori, peperoni, zucchine…
Insomma, avete capito.
E qui è andata ancora bene! Non lontano da Twin Peaks ci sono stati allagamenti e tetti scoperchiati. E sopra i 2000 metri è pure scesa la neve.
In serata il cielo si è rischiarato. Prima è apparso un grande arcobaleno e poi sono spuntate tutte le stelle immaginabili. Ma che gelo! Ho dormito con il pigiama invernale e ben due coperte di lana. Una roba che nemmeno a gennaio…
Infine stamattina, come vi ho anticipato, c'erano solo 12°C. Nonostante la temperatura infausta però, non ho rinunciato alla mia consueta passeggiata per le strade sterrate di Twin Peaks. E anche lì: uno sfacelo. Le coltivazioni di mais abbattute. Una marmellata sulla strada sotto ogni albero da frutto. Rami spezzati ovunque. Un tappeto di foglie a perdita d'occhio. Pure un paio di alberi abbattuti dalla furia dei venti che bloccavano il passaggio. Sono stata costretta a tagliare per i campi! In giro era tutto un ronzare di motoseghe… per sgombrare tronchi e frasche. Decine di persone armate di ramazza per ripulire le strade. E sopra ogni cosa, un cielo azzurro e terso… un'aria fresca e cristallina… una giornata luminosa. Solare. Frenetica.
No, qui non è posto da "quiete dopo la tempesta". Qui ci si lamenta per qualche minuto, si lancia uno sguardo all'arcobaleno e poi… proprio non si riesce a stare con le mani in mano.



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