Venerdì sera: serata ballerina sulla spiaggia di Milano. Erano almeno un paio di millenni che non andavo a ballare. Mi mancava tanto…
Una delle mie mille e più contraddizioni. Perché io detesto il luoghi affollati. Non mi piace la ressa, nemmeno al supermercato. Ma allo stesso tempo non ho mai saputo resistere al fascino della pista da ballo. Superando anche il fastidio di chi si scatena accanto a me, venendomi regolarmente addosso.Ho sempre pensato che non esistesse nulla che una mano di trucco, qualche paillettes, musica spaccatimpani a volontà e un buon cocktail non potessero aggiustare. Andare a ballare mi ha sempre messo di buonumore. Con qualche distinguo.
Innanzitutto. Niente grosse discoteche per techno-dipendenti sotto i vent'anni. Non le amavo neppure quando vent'anni li avevo io. Figuriamoci adesso. Meglio i locali più piccoli, dove si ha la sensazione di conoscere tutti… e non quella di essersi perduti all'inferno.
Poi. Ben venga il revival anni '70-'80. Ben vengano il rock e il pop. Ben venga il rap. Il soul. I classici italiani. Qualunque cosa. Tranne la musica latino-americana. Non me ne vogliano gli amanti del genere, ma io proprio non la reggo. E decisamente non la ballo.
Infine. Sono banditi i discorsi seri. Per una manciata di ore, nessuno spazio alle menate quotidiane. Niente paranoie. Niente di niente. Bisogna svuotare la testa e abbandonarla ai decibel in eccesso. Solo chiacchiere frivole. Condite da qualche bevanda abilmente "corretta", a mascherare il sapore della frutta. E poi si sa che le dissertazioni sui massimi sistemi non stanno bene con le luci intermittenti!
Ecco, seguendo queste semplici regole, la serata rischia di essere perfettamente luccicante e piacevolmente anestetica. Sottilmente euforica.
Ma veniamo al mio venerdì sera. Io e la mia amica, da un po' di tempo fuori dal giro danzereccio milanese, ci siamo affidate alla rete per trovare il posto adatto a noi. Dopo un'attenta analisi delle opzioni, si è scelto questo locale. Uno dei tanti compresi nei confini del parco dell'Idroscalo.
Una volta presa la decisione, la parte complessa della sua realizzazione è stata imbroccare l'entrata giusta. I cartelli stradali lasciavano parecchio a desiderare. Ma la nostra perseveranza è stata premiata e siamo giunte incolumi a destinazione.
Il posto è molto carino. L'ingresso è un lungo viale alberato pieno di luci e di candele. Poi si arriva in uno slargo, con la pista da un lato e un piccolo palco dall'altro. E tutto intorno: sabbia, chioschetti, enormi divani con cuscini bianchi, tavolini e piccole panche in legno, alberi a perdita d'occhio. La sensazione è di essere in una qualche località balneare… dopo un paio di minuti ci si dimentica completamente di trovarsi a Milano. Ok, in un angolino c'è anche una piccola pista per i balli latino-americani, ma si riesce tranquillamente ad evitarla… senza nemmeno averne sentore. I cocktail vengono serviti in bicchieri di plastica, ma sono ottimi. Il mio mojito, per esempio, era delizioso…
L'atmosfera è rilassata e piacevole. I frequentatori sono assortiti. E le nostre chiacchiere si sono adeguate, ovviamente. Si è parlato di maschi, di sogni e di desideri. E a questo proposito, una piccola nota personale. Tra mille volti ne ho notato uno, in particolare. Capelli corti e scuri, sorriso abbagliante. Alto quanto basta. Camicia bianca di lino, jeans e scarpe sportive chiare. Un anello d'argento sul dito medio. Si accompagnava con altri due amici, vestiti all'incirca allo stesso modo. Ecco, se qualcuno si riconoscesse… non esiti a farmi un fischio. Sempre che sappia fischiare…
In conclusione. Una gran bella serata. Talmente bella che non si sono viste neppure le zanzare! Ce ne vorrebbero di più, miei cari. Per sopravvivere meglio. Per sorridere. Per lasciarsi andare.
..ma sai che a me sembrava biondo? e poi aggiungerei nu dettaglio inmerito all'età, in modo che qualcuno si possa meglio riconoscere.. però anche qui, per me ne aveva 38, per te molti meno.... certo che quelle luci erano ingannevoli... ma una cosa è certa: era veramente un "topolone" :)))
RispondiEliminaGià... le luci ingannevoli! Diciamo che era castano scuro e "trentenne", così ci stanno dentro sia la mia opinione che la tua! E sul "topolone" non si discute!!!
RispondiEliminaMa ancora nessuna segnalazione... forse era "impegnato" con uno dei suoi compari... tutto è possibile...
Bello. Mi ricorda certi localini sulla spiaggia della mia amata Riccione. Oasi in cui rifugiarsi le sere in cui viene voglia di lasciarsi andare alle danze e alla spensieratezza, come dici tu. Evitando le discoteche affollate dagli under 20. Però a me i latini divertono. Ma non ne abuso perché sono come la Nutella: un po' va bene, ma troppa dà la nausea e non se ne gode. E non ne abuso anche perché mi fermo ai passi base...
RispondiEliminaSì, era davvero un locale molto piacevole. La cosa migliore è che ti faceva dimenticare di essere in città... con il caldo infernale, il traffico congestionato e l'afa soffocante. Dopo dieci minuti lì dentro, tra sabbia e chioschetti, ti sembrava di essere in vacanza!
RispondiEliminaSui latini... io li reggo al massimo per cinque minuti... un paio di passi, ma nulla più... poi devo cambiare aria...