Se non siete estimatori del mago occhialuto con la cicatrice a saetta sulla fronte, lasciate pure perdere questo post. Qui si parla di lui.
Ieri sono andata a vedere "Harry Potter e l'Ordine della Fenice". In via del tutto eccezionale, mi sono infilata in un cinema a pochi giorni dall'uscita nelle sale. E già sapevo che me ne sarei pentita… troppa gente, troppi ragazzini schiamazzanti, troppo rosicchiare di popcorn, troppo risucchiare di cannucce… un piccolo incubo per la sottoscritta. Ma non sono riuscita a trattenermi.La pottermania mi ha contagiata ormai da anni. Da prima che diventasse un prodotto per il cinema, da prima che avesse la faccia di Daniel Radcliffe. Quindi ammetto di essere un po' di parte nell'elogiare questo quinto capitolo della saga. A questo punto sono talmente priva di senso critico nei confronti della brigata di Hogwarts, che la troverei meravigliosa anche se la dirigesse il mio vicino di casa. Con tutto il rispetto.
Detto questo, veniamo al film. Il regista è di nuovo cambiato, stavolta si tratta di David Yates… ma ai fini pratici l'avvicendamento influisce poco sul risultato. Il grosso della faccenda è già nelle incantevoli parole di J.K. Rowling (se non avete mai visto il suo sito, andateci adesso!), nella scelta degli attori (vecchi e nuovi) e nei genietti degli effetti speciali (opera della ILM di George Lucas). Anche lo sceneggiatore (Michael Goldenberg, a sostituire lo storico Steve Kloves) ha compiuto la sua piccola magia: ridurre un libro di 800 pagine a una pellicola di poco meno di due ore e mezza è senza dubbio un lavoraccio. E mi sono sempre chiesta se coloro che non hanno letto il romanzo riescano comunque ad apprezzare certe sfumature.
In questo quinto capitolo si perpetua l'atmosfera tesa e drammatica con cui si era concluso il quarto. Lo spazio per i sorrisi e la spensieratezza è davvero risicato. Lord Voldemort è tornato in carne ed ossa e sta radunando proseliti. I maghi schierati dalla parte del Bene si stringono attorno al loro capo carismatico, Albus Silente, e ricostituiscono l'Ordine della Fenice. E per Harry Potter il rientro a scuola è più duro del solito… dopo aver usato la magia di fronte al cugino babbano, per contrastare l'attacco di due dissennatori, viene espulso da Hogwarts e sottoposto ad una ridicola udienza disciplinare. Una volta scampata l'espulsione per il rotto della cuffia, Harry deve però affrontare la diffidenza e l'astio dei compagni di scuola. Nessuno crede al ritorno del Signore Oscuro e dunque il maghetto occhialuto (l'unico che l'abbia visto e affrontato) viene additato come bugiardo e paranoico. Oltretutto, la nuova insegnante di Difesa Contro Le Arti Oscure, Dolores Umbridge (interpretata da Imelda Staunton), è un'odiosa emissaria del Ministero della Magia, che tortura gli studenti e stronca sul nascere ogni loro iniziativa. In poche parole: un inferno!
Le novità introdotte in "Harry Potter e L'Ordine della Fenice" sono parecchie: nuovi insegnanti, nuovi mangiamorte (tra cui una splendidamente isterica Helena Bonham Carter, nei panni cenciosi di Bellatrix Lestrange), nuovi compagni (la strambissima Luna Lovegood), nuovi personaggi (il gigante Grop, fratello di Hagrid), nuove ambientazioni (Grimmauld Place a Londra e il Ministero della Magia) e nuove magie. Ma soprattutto la frustrazione e la ribellione dei ragazzi, che si riuniscono segretamente fondando l'Esercito di Silente, che urlano contro gli insegnanti e che fuggono da scuola. Sì, d'accordo c'è anche il sospirato e sbandierato bacio tra Harry e la sua amica Cho Chang, ma… credetemi… non è niente di speciale. La vera forza del film è la rabbia giovanile, il desiderio di crescere e la voglia di ribellarsi alle ingiustizie. La vera sorpresa è il tormento di Harry per un destino che non ha potuto scegliere, il suo ribollire di ormoni e il suo divenire leader per caso.
Infine, una menzione particolare alla scena più memorabile. La lotta tra l'Ordine della Fenice e i Mangiamorte, all'interno del Ministero della Magia. Gli effetti speciali sono spettacolari ed emozionanti. E tutto culmina nello scontro diretto tra Albus Silente e Lord Voldemort, in un crescendo di magie ai massimi livelli… dove ogni piccolo gesto corrisponde ad una baraonda distruttiva, ma al tempo stesso affascinante. Non ve lo so spiegare meglio di così… dovreste vederlo.
Alla fine, Harry perde un'altra persona a lui molto cara. Ma può sempre e comunque contare sull'amore e sull'amicizia. Perché in fondo è solo questo che conta per vincere il Male.
Anche io ho scoperto Harry prima che diventasse un "prodotto", ricordo ancora l'estate in cui il vicino di ombrellone mi presto il primo libro...cominciò una lunga catena e il 15 di agosto non si parlava d'altro in tutto lo stabilimento balneare.
RispondiEliminaIl film sono stata a vederlo il giorno dell'uscita...proiezione da ben 6 applausi e non voglio aggiungere altro.
Come scrive bene tu, le amozioni sono state descritte bene e il dissidio interiore di Harry mi è arrivato allo stomaco. Le lotte a suon di incantesimi sono state trasportate come descritte nel libro...a differenze di altri romani trasformati in film, la "magia" nn si è persa.
Quanto è vero!
RispondiEliminaLa magia è rimasta intatta, nonostante i necessari tagli rispetto al libro... una volta "entrata" in quel mondo magico, ho iniziato a considerare plausibile qualunque cosa... e credo che la vera magia di Harry Potter sia proprio questa: rendere "realistico" un mondo in effetti fantastico, attraverso i sentimenti, i conflitti, l'amore, l'amicizia, i conflitti...
hola! come stai? mmm... vedo che i tuoi post assomigliano sempre di più al racconto (come lunghezza)...
RispondiElimina^_^
che mi racconti scrittrice?
o forse sono io che dovrei raccontare qualcosa?... boh...
Carissimo! Che piacere riaverti qui...
RispondiEliminaA dire il vero, sei tu quello che ha grosse novità in arrivo! Io al momento sono in attesa perenne e oltretutto mi sciolgo dal caldo! Una pessima combinazione di fattori!
PS: i miei post sono sempre lunghi... mi faccio prendere la mano facilmente...