giovedì 17 maggio 2007

NUMERO 3

Io faccio delle liste. Di continuo. Mi aiutano a non scordare le cose. Mi aiutano a fissare le idee. Mi aiutano a scremare l'utile dall'inutile. Ma soprattutto. Mi aiutano a mettere ordine nella testa… e non soltanto lì.
Io sono piena di liste. Sia del tipo "oggettivo", tipo la lista dei dvd che possiedo oppure la lista delle mie scarpe. Sia del tipo "propositivo", tipo la lista dei 5 obiettivi da raggiungere entro il 2007 oppure la lista dei 5 luoghi in cui mi piacerebbe vivere. Infine c'è anche il tipo "utopistico", tipo la lista delle 5 donne che vorrei essere per un giorno oppure la lista dei 5 uomini che vorrei sposare.
Ho un apposito quadernetto, dove appunto tutte le mie liste. Ogni tanto le aggiorno, quando un elemento fresco di shopping mi si materializza nell'armadio. Ogni tanto le correggo, quando un desiderio nuovo di zecca ne soppianta uno più compassato. Ogni tanto le spunto, quando raggiungo qualche proposito.
In generale, le liste oggettive tendono all'infinito. Mentre le liste propositive e quelle utopistiche si presentano con una struttura a cinque punti. Come le top five di nick-hornbiniana memoria. Avete presente "Alta fedeltà"? Cinque donne che, a quanto ne so, non vivono proprio dietro casa mia, ma che se decidessero di traslocare dalle mie parti sarebbero le benvenute… e via elencando.
 Tutto questo per dire che:
1_Ho dei comportamenti ossessivi di cui amo vantarmi
2_Ho delle fissazioni numeriche che a volte mi spaventano (…forse dovrei andare a vedere "Number 23" al cinema, ma ho paura che potrei peggiorare la situazione…)
3_Non vi confesserò mai la lista dei 5 uomini da sposare (…anche se un paio credo possiate immaginarli…)
4_Tutte le volte che qualcuno mi ha chiesto: "Quante paia di scarpe hai?" e io ho risposto: "Non lo so, non le ho mai contate", ho chiaramente mentito
5_Sto per spuntare un importante elemento da una delle mie liste

Anni fa, mentre seguivo un affascinante corso di Storia dell'Architettura, ho compilato una lista. Man mano che sfogliavo il libro di testo, ho annotato una serie di edifici. Tutte costruzioni moderne. Non le migliori, né le più rappresentative. Soltanto quelle che mi colpivano di più, per ragioni spesso insondabili.
Ebbene, sabato mattina partirò per un lungo weekend spagnolo, che mi permetterà di spuntare l'edificio numero tre dalla lista 5 costruzioni moderne che devo assolutamente vedere. Sarò con la mia storica compagna d'avventura, che curiosamente era con me anche quando ho spuntato il numero uno (edificio Lloyd's a Londra, Richard Rogers) e il numero due (Grande Arche a Parigi, Otto von Spreckelsen)… e dunque spero sarà con me anche per i due rimanenti…
Certo, il mio elenco non è aggiornatissimo (l'ho compilato parecchi anni fa… se dovessi scriverlo oggi, forse metterei altre cose!), ma resterà intatto finché non l'avrò esaurito del tutto. Sulle ultime due architetture ci dovrò lavorare parecchio (no, non ve le dico!), dato che sono le più lontane dall'Italia. Ma non dispero.
Per il momento si tratta solo di fare i bagagli e partire. Al mio ritorno, vi ragguaglierò sulla gita spagnola. E per chi si fosse incuriosito… questo è il mio numero tre e qui (ma anche qui) c'è il genio vivente che l'ha reso possibile.

5 commenti:

  1. Pronta a partire!!
    Si fa per dire..devo ancora fare tutto!!

    Non vedo l'ora di essere là..
    nancy

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  2. Beaaaate! E di' alla tua spettacolare compagna di viaggio e bisbocce e altro quali sono le due cose del post sotto, che te l'hai capito da un pezzo e se glielo dici te non si arrabbbia mica. Bon voyage, vous

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  3. Nancy... per essere pronta, sono pronta pure io. Ma il guaio è che non solo non ho ancora preparato nulla... devo ancora PENSARE a cosa portare! E per la cronaca: ho dato un occhio al meteo. Hai presente Londra 2006? Ecco... sarà una cosa così...

    gh7... beate noi, sì! In quanto alle due cose di cui al post precedente... saranno argomento di conversazione durante il volo!

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  4. Buon viaggio...e buon divertimento!

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  5. Grazie! Spero più che altro nella clemenza del meteo... perchè sarebbe un peccato non vedere i riflessi metallici provocati dal sole sulla superficie del museo...
    Comunque, sul divertimento non ci sono dubbi!

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