…a fare un impiccato.
Così diceva Sentenza ne "Il buono, il brutto e il cattivo" di Sergio Leone. E così ho pensato io ieri sera. Ma andiamo con ordine.Dopo i due consueti episodi di "CSI" del giovedì, Italia1 proponeva ben due telefilm in prima visione, entrambi a carattere investigativo: "Killer instinct" e "The inside". I responsabili della rete, visto il felice esperimento della "serata doc" nei mesi scorsi (ovvero quattro telefilm a sfondo medico trasmessi uno dopo l'altro), hanno deciso di replicare con la "serata killer". Dicono che così gli ascolti pagano. Dicono che il pubblico gradisce. Io onestamente, dopo il quarto serial killer fantasioso di fila, comincio a percepire un certo retrogusto stucchevole, ma lasciamo stare…
Prima lasciatemi dire due parole su "CSI". I due episodi di ieri sera sono stati fenomenali, soprattutto il primo. Non era mai capitato in precedenza: nel prologo si è visto l'assassino in faccia. Dunque, mentre la squadra di Grissom analizzava gli indizi, noi del pubblico già sapevamo chi era il colpevole. Un rapinatore di banche che, uscito di galera, diventa un killer scrupoloso, vendicandosi del tizio che l'ha tradito. Un professionista che non commette errori, ma che deve fare i conti con la dura legge del caso. Infatti, mentre si allontana in macchina dall'appartamento dove ha ucciso il suo vecchio "collega", viene tamponato da una ragazza svampita e mezza ubriaca. Lui tenta di minimizzare l'incidente, ma lei insiste per chiamare la polizia. Così lui si vede 'costretto' ad ucciderla… un danno collaterale. A quel punto, entrano in scena Grissom e soci. Indagano. Gli sono addosso, ma lui scappa. All'ultimo istante però l'assassino, per amore della sua famiglia, decide di costituirsi e si consegna. Scena finale: il killer sta di fronte a Gil e gli chiede: "Adesso mi dica: dov'è che ho sbagliato?". Risposta: "Ha ucciso due persone". Meraviglioso.
Nel secondo episodio invece torna una vecchia conoscenza di Grissom: Lady Heather, una squillo d'alto bordo. Un pazzoide le uccide la figlia ventenne e lei si vendica a modo suo.
Mi pare fin troppo chiaro che "CSI" non delude, non tradisce mai. Quindi, piazzare altri due telefilm DOPO la banda della scientifica di Las Vegas mi è parso un po' azzardato… ma come sempre ho concesso ai nuovi arrivati il beneficio del dubbio.
Purtroppo, per ribadire il concetto iniziale: non basta una corda a fare un impiccato. Ovvero, nel caso di "Killer instinct", non basta un detective ferito e incazzato, con broncio e tatuaggi d'ordinanza, scontroso e allergico alle regole, per fare un buon telefilm. Jack Hale (interpretato da Johnny Messner, attore dalla lunga carriera televisiva, partendo da "Sentieri" fino a "The O.C.") è un detective della polizia di San Francisco, sezione crimini efferati. Reduce da mesi di congedo per avere perso la sua collega (e forse anche più di una 'collega') in azione. Torna in servizio più incazzato che mai, e risolve in quattro e quattrotto un caso intricato, con ragni pelosi che spuntano dappertutto. Ovviamente gli hanno assegnato una nuova collega. Ovviamente la nuova collega è fuori di testa. Ovviamente lui si è già accorto che qualcosa non va… diamogli un altro episodio e sicuramente la smaschererà. Davvero niente di nuovo. L'unico brivido è l'ambientazione 'sanfrancischese'… mancavano da un po' i saliscendi della città della west coast e i panorami aranciati del Golden Gate. Per il resto, abbiamo la solita lista di "facce note"… fra tutti, spicca il colosso Chi McBride, già visto in "Boston public" e "Dr. House".
Mentre nel caso di "The inside": non basta una bionda dall'infanzia traumatizzante e dall'istinto fortemente empatico per farne un buon profiler dell'FBI. È dai tempi di "X-Files" (forse anche prima) che i migliori cacciatori di criminali sono persone con qualche trauma infantile (a Fox Mulder avevano rapito la sorella, ricordate?). Nel caso di questo telefilm, ci hanno rifilato la bionda Rebecca Locke (interpretata da Rachel Nichols, già vista in "Line of fire" e "Alias"), in forze all'Unità Crimini Violenti dell'FBI di Los Angeles. Rapita in tenera età e tenuta segregata per mesi da uno psicopatico, la ragazza ha poi cambiato nome e tentato la carriera di profiler. Ma chissà perchè, non le riesce mai di superare i test psicologici per diventare agente operativo! Nonostante ciò, un lungimirante Peter Coyote, ovvero l'agente speciale Webster, ne intuisce le potenzialità e la inserisce nella sua squadra. Ovviamente dopo che un'altra sua agente si è suicidata scuoiandosi la faccia e le mani. Ovviamente la suddetta agente era affetta da disturbi bipolari. Ovviamente nessuno dei membri della suddetta squadra pare totalmente sano di mente. Anche in questo caso: niente di nuovo. Anzi, si nota forse una certa approssimazione nel trattare il delicato soggetto dei serial killer. Un tocco di superficialità fastidiosa nel delineare la squadra operativa: c'è il capo malmostoso, c'è la bionda dall'occhio lucido, c'è il tenero di cuore, c'è il rambo e c'è la donna mascolina. Non vi sembra di conoscerli già?
In conclusione, mi sta bene il continuo fiorire di nuovi telefilm. Ma non basta una manciata di soliti noti del piccolo schermo, un paio di assassini stravaganti e poi nulla più. Ci vorrebbe, qua e là, anche qualche nuova idea. Almeno una buona trovata. Un espediente originale. Perché, come amava ripetere il profetico Sentenza: non basta una corda a fare un impiccato. Ci vuole ben altro. E soprattutto: bisogna che nessuno spari alla corda… non credete?
io li ho trovati un pò meno "da csi"..sembrava di vedere xfiles, soprattutto nel secondo episodio.
RispondiEliminaa me piace la "trama classica"
Certo! Ma "X-files" era esplicitamente e volutamente sopra le righe... insomma, si parlava di alieni e lupi mannari e stranezze varie. Al contrario questi nuovi telefilm ce li vendono come "investigativi", mentre hanno la tendenza a trascendere un po' nel paranormale o quanto meno nello "stravagante".
RispondiEliminaBisogna un po' decidere da che parte stare. O si fanno le cose per bene (vedi "CSI", "ER" eccetera), oppure si chiamano gli sceneggiatori di "Lost" e si accetta di fare un prodotto atipico...
Invece "Killer instinct" e "The inside" li ho trovati molto indecisi e parecchio déjà-vu...
no io gli altri non li ho visti..eccheccazzo io la mattina mi sveglio presto :)
RispondiEliminaIo invece, grazie all'insonnia di cui ho sofferto per anni, ho imparato a farmi bastare 4-5 ore di sonno a notte... così riesco a vedere molte più cose!
RispondiEliminaRiguardo a "CSI", a volte le trame sono un tantino fantasiose, ma c'è sempre un'imprescindibile base scientifica che le rende comunque credibili... non trovi?