L'altra sera ho visto un filmetto su Rai1: "In good company" di Paul Weitz. Una commedia del 2005, leggerissima e prevedibile. Comunque piacevole. Insomma, un film senza grosse pretese ma con un cast di tutto rispetto. Deliziose le due protagoniste femminili: Scarlett Johansson e Marg Helgenberger (la Catherine Willows di "CSI"). Un po' insipido il giovane maschietto, Topher Grace. Ma soprattutto spiccava lui, Dennis Quaid, classe 1954… sorriso che uccide e sguardo che incanta. Ancora oggi, nonostante i cinquanta suonati, davvero niente male!
Ho rivisto la sua filmografia. Dennis Quaid era senza dubbio uno dei sex symbol più quotati degli anni '80. Nell'epoca in cui i vari Brad Pitt, Orlando Bloom, Jake Gyllenhaal e compagnia bella non erano ancora entrati nell'immaginario femminile. Nel periodo felice in cui il nostro Dennis era sposato con la "fidanzatina d'America" Meg Ryan. Ma voi ve lo ricordate in "Salto nel buio"? E meglio ancora in "The big easy"? E poi in "Suspect", ne "Lo squalo 3" o ancora in "Great balls of fire!"…I personaggi dei suoi film erano tutti dei rubacuori seducenti, con la faccia costantemente stropicciata e il fascino indiscreto del bastardo senza scrupoli. Avete presente il professore morente di "D.O.A."?
Poi arrivano gli anni '90: una lunga sfilza di film minori… alcuni davvero brutti, altri soltanto dimenticabili. Non sto nemmeno a farvi l'elenco. Metterebbe tristezza.
Ma ecco il cambio di millennio. Dennis esce dalla naftalina e azzecca due film solo nel 2000: "Ogni maledetta domenica" di Oliver Stone e "Traffic" di Steven Soderbergh. Ok, c'è anche il mini flop di "Frequency", ma non si può avere tutto, no?
A seguire, il bellissimo ruolo di "Lontano dal paradiso" di Todd Haynes nel 2002. Mentre due anni dopo il nostro eroe salva il mondo in "The day after tomorrow" di Roland Emmerich (in programma martedì prossimo su Canale 5) e fa da padre a Scarlett nel già citato "In good company". E di qui al 2009 ci sono ben cinque suoi film in uscita.
Evidentemente un decennio a macerare nella naftalina gli ha giovato. Non ha perduto un grammo del suo smalto da "bad boy", anche se ora i personaggi che gli affidano sono sempre il 'marito di qualcuno' o il 'padre di qualcuno' o entrambe le cose. Sorriso e sguardo ipnotico sono rimasti intatti, e non lasciano scampo.
Ma cosa è successo agli altri "sex symbol" degli anni '80? Alcuni si sono dati con successo alla televisione, come Kiefer Sutherland, Rob Lowe e Thomas C. Howell. Altri non riescono a decidersi tra cinema e tivù… o tra dipendenza e disintossicazione… fate voi, come James Spader, Robert Downey Jr. e Charlie Sheen. Molti si sono rigettati a capofitto nella spietata concorrenza hollywoodiana, come Kevin Bacon e Patrick Swayze. Certi hanno optato per la regia… chi con successo, come Matt Dillon e chi con scarsi risultati, come Kevin Costner. Almeno un paio sono entrati in un insano delirio religioso, ma Mel Gibson solo in qualità di regista, mentre Tom Cruise lo ha fatto nella vita di tutti i giorni. Alcuni sono scomparsi (grazie al cielo!), come Christopher Lambert. E infine c'è chi si è fatto un gran lifting ed è tornato alla ribalta, come Mickey Rourke (me se ne sospettano molti molti altri…).
Insomma, pare che il nuovo millennio, oltre che al revival delle gonne a palloncino e dei fuseaux (ops… leggings!), abbia riesumato dalla naftalina anche un bel po' di attori. Certo, ad alcuni la "cura antitarme" ha fatto meglio che ad altri, ma comunque è sempre un piacere vederseli spuntare sullo schermo. Anche in versione stagionata…
PS: Richard Gere non l'ho dimenticato. È che proprio non mi piace… né allora né oggi.
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