Brutto fine settimana. Ho avuto uno dei miei attacchi di emicrania… è cominciato ieri pomeriggio ed è finito stamattina. Nel frattempo, non ho dormito. Né mangiato.
Colpa della primavera? E chi lo sa! Ho smesso di farmi domande più meno alle quattro di stanotte. Mi sono arresa. Ho alzato le mani.Adesso che ho riconquistato un minimo di parvenza umana e una debole consapevolezza del mio posto nell'universo… eccomi qua. Pimpante più che mai. (Si fa per dire…)
Già diverse volte vi avevo accennato all'esistenza di un mio secondo blog. Ci lavoro senza affanno da circa un mese. Mi serviva un posto dove mettere brevi racconti e citazioni letterarie. Qualche foto buffa. Insomma, avevo bisogno di spazio. Altro spazio. Oltre a questo, che avete sott'occhio.
Ed è divertente pensare che solo un anno fa, conoscevo a malapena il significato della parola blog. Avevo sempre un po' snobbato la rete, perché mancante di un paio di requisiti (per me) essenziali. La tangibilità e il profumo. Figurarsi che non ho mai comprato niente su internet, perché non lo posso toccare e annusare. Prima. Dunque, anche nel campo della scrittura, ho sempre prediletto carta e penna. Anni fa, mi sono (a malincuore) dovuta adattare al computer, però con l'ausilio fondamentale della stampante.
Ma poi, viste le molteplici insistenze da parte di svariate persone, mi sono arresa. Ho alzato le mani. Sono partita con questo blog il 1° marzo 2006 (happy birthday!). E adesso, chissà come, me ne serve un altro. Mi è necessario.
…sarà che con il primo ci ho preso gusto.
…sarà che con l'età divento sempre più grafomane (seppur virtualmente, grafomane).
…sarà che mi tocca stare al passo con i tempi.
…sarà che adoro leggere i commenti.
…sarà che sono rimasta ammaliata dal contatore dei visitatori.
…sarà che non ci sono più le mezze stagioni.
Chi lo sa!
Ve lo ricordate (parlo a chi è thirty-something, ovvio) come funzionava ai tempi delle scuole superiori? Ognuno aveva un diario (il mio occupava circa mezzo zaino, soprattutto alla fine dell'anno. Sì, perché aveva l'abitudine di aumentare di volume!), che veniva fatto passare di mano in mano, per ottenere dediche o disegni. Per accaparrarsi il lavoro di certi compagni c'era addirittura la lista d'attesa! Magari perché erano bravi a disegnare… dunque tutti volevamo una loro creazione. Quindi, spesso e volentieri, ci si ritrovava in possesso dei diari di altre persone… e bisognava farsi venire una buona idea. Magari si riportava il testo di una canzone. Una citazione cinematografica. Un disegno. Un pensiero.
Funzionavano così i commenti, all'epoca. E a me piaceva moltissimo. Perché tutte quelle parole, quei disegni o altro, alla fine ti restavano. Li potevi toccare e annusare. Io ho conservato tutti i miei vecchi diari… ogni tanto li sfoglio ed è una gioia!
Il blog è l'evoluzione di quanto sopra. È più rapido, ma non profuma di inchiostro. È più democratico, ma anche parecchio invasivo. È versatile, ma intangibile. È multiforme, ma incorporeo. Io l'ho a lungo osteggiato e criticato… e adesso ne ho due. Mi sono dovuta arrendere. Ho alzato le mani. E non me ne dispiace.
Ebbene. Fateci un salto, se vi va. Dategli uno sguardo, se vi avanza un minuto. Toccate con mano e annusate, per quanto possibile. Ma anche no. Non è mica obbligatorio. Io sarò sempre e comunque qui. A bordo di questo blog.
Però adesso sapete che sarò anche là. Di quando in quando. Arrendetevi. Mani in alto.
.. a proposito di frasi sui diari... ieri ho ritrovato fra i vecchi libri un biglietto scritto da te e da una tua compaesana diretto a mia sorella... :)) Ora vado a leggere il neonato blog
RispondiEliminaPure io ogni tanto ritrovo dei bigliettini in giro (l'ultima volta tra le pagine di Huxley)! La prossima volta che usciamo, mi porto appresso una delle vecchie Smemo con i tuoi disegni!!!
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