sabato 24 marzo 2007

INTERVALLI DI 5

Quando andavo al liceo, l'intera popolazione scolastica era stata sottoposta a dei test psicologici. Li organizzava la neonata facoltà di psicologia dell'Università di Pavia… e noi eravamo le loro cavie, fresche di adolescenza. C'erano domande su parecchi argomenti, dal sesso alla moda, dalla famiglia al gergo giovanile. Credo che lo scopo fosse quello di tracciare un profilo dei teenagers dei primi anni '90.
Mi ricordo che, in un secondo tempo, un piccolo gruppo di studenti era stato selezionato per degli ulteriori test… una decina di persone, forse anche meno… tra cui la sottoscritta. Mi avevano chiesto di presentarmi in un'aula dell'ateneo, per sottopormi a quest'altra 'analisi'. Mi avevano detto che le mie risposte ai test preliminari erano risultate 'interessanti'. Non ho mai capito cosa intendessero. Forse davo già segni di squilibrio mentale? O magari avevo una personalità borderline? Chi lo sa…
Comunque sia, alla fine, ci sono andata. Si trattava di bigiare una mattinata di scuola… non sembrava una cattiva idea.
Ora. Non rammento con esattezza come si sia svolta l'intera sessione. Ricordo che avevo di fronte un paio di ragazze poco più che ventenni (che allora mi sembravano 'adulte'). All'inizio abbiamo riesaminato tutte le risposte che avevo dato ai test fatti a scuola (perchè, in barba alla privacy, ci avevano fatto scrivere nome e cognome sui fogli!). Dopodichè c'è stata una serie di problemi scientifici… con contenitori pieni d'acqua, pendoli, calamite, palline di vari materiali. E successivamente una serie di domande personali… soprattutto sull'infanzia.
A quel tempo, confesso che mi era sfuggita l'impostazione rigidamente freudiana dell'intera baracca. Ma ripensandoci adesso, mi fa sorridere. Era proprio come nei film… si è parlato di figura materna, figura paterna, fratelli, sorelle, sogni ricorrenti, ricordi infantili, pulsioni sessuali, associazioni di idee, eccetera. Se all'epoca fossi stata un po' più preparata sulla filmografia di Woody Allen, avrei dato risposte migliori. Senza dubbio. Soprattutto nella sezione io ti dico una parola e tu mi dici la prima cosa che ti viene in mente.

Un giochino divertente che mi hanno sottoposto era il seguente. Avevano diviso la mia vita in intervalli di cinque anni e poi mi avevano chiesto di scrivere quale fosse il mio ricordo più vivido legato a quel periodo. Ecco come ho risposto.
0-5 anni. Avevo quattro anni… correndo all'impazzata in casa mia sono andata a sbattere contro un termosifone. Mi hanno portata all'ospedale e mi hanno dato tre punti di sutura sulla fronte. È ridicolo, ma ricordo ogni particolare… compresa la balla che mi hanno raccontato i miei genitori per convincermi a salire in macchina piangente e sanguinante.
5-10 anni. Le mie estati a Twin Peaks, a casa dei nonni. A metà giugno, mia nonna veniva a prendermi e poi andavamo insieme in treno a Twin Peaks. Ci rimanevo fino a settembre, quando ricominciava la scuola. Ecco, di quelle estati ricordo tutto.
10-15 anni. Il primo bacio… il primo fidanzatino… i primi brividi. Avevo tredici anni. Poi ci siamo lasciati, ma siamo ancora buoni amici. Per inciso, è l'unico dei miei ex a cui rivolgo la parola. Buffo, no?

Adesso, volendo, potrei aggiungere altri intervalli. Parecchi intervalli.
15-20 anni. La maturità. Un passaggio importante, un capitolo che si chiudeva per sempre. Una scuola che non avrei più rivisto. Un futuro aperto.
20-25 anni. L'amore della mia vita. Ci sono un giorno e un anno precisi, in cui ne ho avuto la certezza. Ma preferisco non entrare nel dettaglio. Brucia ancora, accidenti!
25-30 anni. La malattia e la morte di mia nonna. Lunga, estenuante, disarmante. Forse l'ho già detto altre volte… ma mia nonna è una delle pochissime persone che nella vita mi abbia insegnato qualcosa che valesse la pena di conoscere. Non è poca cosa.
30-35 anni. Bè, su questo intervallo ci sto ancora lavorando.

Ora sta a voi.

14 commenti:

  1. Ciùmbia, ma una fashion come te non può raccontare in giro all'universo'immemore d'avere ancora un amore della vita. Ogni nuovo amore lo è, santa la polenta!

    RispondiElimina
  2. Un attimo di debolezza...
    Ma ogni nuovo amore è solo NUOVO, non è MEMORABILE. Quello 'della vita' è uno solo, con gli altri ci si accontenta.
    ...e molto spesso è un gran bel accontentarsi!

    RispondiElimina
  3. Sono sloggato ma contrario a quest'ulteriore asserzione. Ogni volta che si decide d'imbarcarsi in un nuovo amore, quello diventa non soltanto memorabile, ma il più grande e l'unico, anzi direi proprio il primo (pure se fosse, e a volte è, il 36esimo). Altrimenti, non ne vale la pena, no?

    RispondiElimina
  4. Certo non è una novità che siamo in disaccordo... amorevolmente in disaccordo, ovvio.
    Bè, per me non è come dici tu. Ogni nuovo amore è entusiasmante e avvolgente. Ma nel mio caso, deve sempre venire a patti con il mio 'grande amore'... perchè fa parte di me e mi ha resa quella che sono oggi.
    Ma sia chiaro... potrebbe anche essere che quell'amore non fosse così grande... e che domani ce ne sarà uno che andrà a superarlo. Per questo continuo a cercare... per questo ne vale sempre la pena.
    Si accettano volontari... pregasi lasciare cv corredato di foto.
    Grazie.

    RispondiElimina
  5. Oddio, i test dell'università di Pavia!!!Li ho fatti anch'io!!!!
    Ma il mio era un test per l'orientamento agli studi.
    Della mia classe delle medie siamo andate a farlo in tre, e abbiamo raccontato ai nostri compagni che era un esame per saltare il liceo ed essere ammessi direttamente all'università. E loro...CI SONO CASCATI TUTTI!!!!AH AH AH!!!
    Però non mi ricordo cosa avevo risposto, chissà, forse da qualche parte i miei ne avranno traccia, ma tant'è, rifaccio:
    0-5 La mia infanzia a Barcellona, io che corro nel cortile dell'asilo della scuola per italiani all'estero cercando di volare, con le braccia aperte al massimo spicco dei lunghi salti, e mi sembra di riuscirci davvero!
    5-10 la partenza da Barcellona, io che piangendo in macchina guardo fuori dal lunotto posteriore, mio fratello e i miei zitti, e in sottofondo la canzone più triste della cassetta de "Los Pitufos" (i nostri Puffi).
    10-15 il conservatorio, la musica dappertutto, e contemporaneamente l'infernale adolescenza passata in un liceo privato di Milano, frequentato solo da ricchi figli di papà tristi e vuoti, che mi trattano malissimo!Blah!
    15-20 sempre al conservatorio, il primo fidanzato, i primi concerti in giro, le prime uscite con gli amici la sera, la prima vacanza da sola con i miei amici torinesi, in Grecia.
    20-25 Concerti, concerti, concerti dappertutto. Poco tempo libero e molta stanchezza fisica, ma tanta soddisfazione professionale.
    25-30 il grande passo, vado a vivere da sola! il dirlo ai miei è stata la cosa più difficile, ancora più di accendere il mutuo! Anche se poi mi hanno aiutata parecchio! E poi, beh, dopo solo 2 anni lascio la mia casetta appena comprata per trasferirmi a Roma, e qui...ricomincio praticamente da capo!
    30-35 ci sto lavorando anch'io!!!

    :-)

    RispondiElimina
  6. Quei test hanno segnato parecchie persone!!!

    Che belli i tuoi ricordi! Intensi. Come è giusto che siano... Mi piacciono soprattutto i 'punti di svolta'... sai, quando hai la sensazione di andare punto e a capo e di ricominciare da zero. Fanno paura, ma allo stesso tempo ti mettono addosso una grande carica!

    Grazie per il tuo contributo!
    Bacio

    RispondiElimina
  7. ...sarà perchè non sono stata tra le cavie "finaliste" di quei questionari e non ho potuto vedere da vicino com'era quella facoltà, che poi l'ho scelta?!?!
    :)))

    RispondiElimina
  8. Possibile.
    ...ma sarà perchè io invece ci sono stata, che poi me ne sono andata a Milano?
    Comunque sia, mi resta il dubbio che 'loro' avessero capito qualcosa di me... ad esempio una qualche leggera schizofrenia...

    RispondiElimina
  9. ...io mi ricordo che una delle domande era inerente alle "nuove parole" e che il T. aveva scritto "shiftare".. o forse ha scritto anche "catch the furrins"?!?!? :)))
    comunque la nostra compagna S.P. è stata tra i finalisti, e anche lei ha scelto quella facoltà!! farmaci non ne ineittavano, vero??

    RispondiElimina
  10. Sì, sì! E poi quando ci avevano comunicato i risultati dei test, avevano detto che la sezione "nuove parole" non aveva fornito risultati apprezzabili, perchè avevamo segnalato solo parole legate a gruppi ristretti di persone e prive di valenza 'universale'...
    Uff! Che scemenza! Chi è che non sa cosa vuol dire "catch the furrins"??!!

    PS: io iniezioni non me ne ricordo, ma forse mi hanno dato da bere un bicchiere d'acqua...

    RispondiElimina
  11. Non era lui che faceva i test, ma vagava qua e là, controllando tutto e tutti.
    Credo fosse lui l'ideatore, o almeno uno dei promotori dei fatidici test...

    ...ogni tanto mi chiedo se saranno serviti a qualcosa o a qualcuno...

    RispondiElimina
  12. ..non ne ho idea.. cmq pensa che io mi sono laureata con lui...

    RispondiElimina
  13. ...io me lo ricordo quando era venuto al nostro liceo a parlare di... scimmie??? Può essere???

    RispondiElimina