lunedì 19 febbraio 2007

THE REAL WORLD

Io sono l'ultima persona che dovrebbe affrontare l'argomento "reality show". Non per snobbaggine o altro, ma semplicemente perché non li frequento. Ad onore del vero, devo ammettere di avere dato un'occhiata fugace alla prima puntata (della prima edizione) di tutti i vari reality. Ma poi non sono mai riuscita ad appassionarmi a nessuno.
Lungi da me l'idea di stroncare un fenomeno che coinvolge tenacemente milioni di spettatori. Ma il (mio) problema è che non ne capisco il senso intrinseco. Innanzitutto, quei programmi hanno il nome sbagliato. Perché sullo "show" siamo tutti d'accordo, ma di "reality" hanno veramente poco. Anche facendo finta di ignorare le vere o presunte 'imbeccate' degli autori ai partecipanti, il punto cruciale è un altro. Ovvero: come può definirsi 'realistica' una situazione di segregazione? Se un gruppo di persone normali (anche se ci sarebbe da discutere…) viene forzatamente costretto in un luogo isolato, come potrà avere un comportamento normale? Se viene collocato in un contesto estremo, come potrà mai rispecchiare la quotidianità?
Allora, preferirei che si chiamassero 'esperimenti scientifici'. E non reality show. Perché onestamente quei poveri concorrenti somigliano tanto a cavie di laboratorio… e starle a guardare tutto il santo giorno non ha davvero niente di interessante. A meno di non essere un biologo…
Personalmente, darei di matto nel giro di ventiquattro ore. Se fossi costretta a condividere lo spazio vitale con perfetti sconosciuti (e quando dico 'spazio vitale', intendo fondamentalmente 'il bagno'), se non potessi avere i miei libri, se mi fosse tolta la possibilità di scrivere, se mi privassero del cibo, se mi obbligassero a maneggiare serpenti, se mi forzassero a volteggiare su un trapezio, se mi riprendessero mentre faccio la doccia… senza dubbio ucciderei qualcuno.
Ma lasciando stare il mio caso specifico, i concorrenti dei cosiddetti "reality show" mi ricordano i personaggi di una trama pirandelliana. Ognuno indossa la sua bella maschera e si comporta di conseguenza. Quindi, ecco le figure della "gatta morta", del "secchione", del "conquistatore", dello "macho man", della "ambigua", del "trascinatore di masse", della "esibizionista"… e via dicendo. Che gran tristezza!
C'è però una cosa in particolare che non capisco. Come mai questo tipo di programma televisivo sta avendo successo (anche se qualcuno dice che sia già in fase discendente) proprio adesso?
Mi spiego. Parecchi anni fa (erano i primi anni '90, se la memoria non m'inganna) seguivo con estrema passione un programma di MTV che si chiamava "THE REAL WORLD". In sostanza si trattava di sette sconosciuti che venivano costretti a vivere insieme… vi ricorda qualcosa? Però in quel caso i ragazzi/e venivano piazzati in una casa VERA, in una città VERA… in una delle prime edizioni si trattava di una meravigliosa abitazione su tre piani a Londra. Nel quartiere di Notting Hill… prima che ci arrivassero Hugh Grant e Julia Roberts. Ai partecipanti venivano assegnati dei lavori di gruppo ed erano tenuti a cenare insieme ogni sera… ma per il resto della giornata erano liberi (e venivano seguiti dalle telecamere, ovvio…). C'era chi frequentava le sue lezioni all'università (perché già residente a Londra) e chi si trovava un lavoretto part-time (se arrivava da altre città). C'era chi non faceva nulla e chi ne approfittava per visitare la City. Quello sì che era un "reality show"!!! E vi assicuro che i colpi di scena non sono mai mancati!
Da allora MTV ha prodotto decine e decine di "The Real World", in giro per il mondo. E a quanto ne so, lo show va in onda ancora oggi… anche se qui da noi non lo trasmettono quasi mai (l'ultima edizione che ho visto è stata un paio di anni fa ed era ambientata in una stratosferica casa a picco sul mare a San Diego).
Ebbene. Mi ricordo perfettamente che, sull'onda del successo ottenuto su MTV, a metà degli anni '90 anche la Rai aveva tentato un esperimento alla "THE REAL WORLD". C'erano una manciata di ragazzi/e provenienti da mezza Italia, 'costretti' a vivere insieme in un appartamento da urlo in quel di Bologna. Ognuno conduceva la sua solita vita (molti erano studenti del DAMS, altri lavoravano, altri ancora erano disoccupati) al di fuori delle mura domestiche. Poi la sera si ritrovavano tutti a cenare insieme. Ebbene. Fatte le debite distinzioni (Bologna, con tutto il rispetto, non è Parigi né Las Vegas…), io lo trovavo un ottimo prodotto. Ma è stato un fallimento. Su tutta la linea. Zero ascolti. Zero interesse. Zero seconda edizione.
Qualcuno sa spiegarmi il motivo? Perché nella nostra tv impazzano i "reality show" in odore di falsità, mentre i programmi davvero REALI sono un flop totale?

6 commenti:

  1. Ciao!! io mi ricordo molto bene il programma reality che dici tu e a quanto pare sono in pochi a ricordarlo. Si intitolava 'Davvero'. E mi piaceva molto. Come dici tu i personaggi erano molto più realistici di quelli del Grande Fratello. Secondo me questi programmi effettivamente non sono un granchè, il fatto è che vengono "pompati" alla grande dai responsabili dei palinsesti. Tuttavia negli ultimi tempi mi pare che qualcuno sia proprio fallito. Tipo Circus, chiuso dopo alcune puntate. Eppure lì almeno i concorrenti che erano dei vip erano costretti a mettersi alla prova. perchè ha chiuso? Mah.

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  2. Ciao yannez!
    Sono felice di non essere l'unica a ricordare il reality bolognese... era "Davvero" ben fatto!
    Ma purtroppo la crudele (spesso spietata) tattica degli ascolti miete parecchie vittime. Ormai si ragiona solo in termini di quantità, senza dare troppa importanza ai contenuti... e molti programmi interessanti ne pagano le conseguenze. E così, i vari 'grandi fratelli' prosperano, mentre le buone idee muoiono sotto la mannaia dell'auditel.
    Mah, io continuo a non trovare avvincente un gruppuscolo di giovanotti e fanciulle che non sanno come far passare le loro giornate davanti alle telecamere... ma evidentemente la maggioranza della gente non la pensa allo stesso modo... e benedice programmi fatti di aria fritta e silicone. Altro che reality...

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  3. anch'io mi ricordo quel programma con i ragazzi del DAMS! a me piaceva!
    cmq sarà fallito perchè c'era poco sesso!!!!

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  4. ...è possibile!
    Vorrebbe dire che i tizi dell'auditel, oltre che noiosi, sono pure una massa di guardoni!!!

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  5. secondo me sì, nel senso che questi "reality" si fondano proprio su questo, "spiare" la vita privata (???) della gente quando va in bagno, quando fa sesso e quando spettegola sugli altri. Significherà qualcosa tutto questo, o no?

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  6. Mmm... significa parecchie cose... ad esempio che la gente preferisce:
    1- guardare la vita degli altri
    2- appassionarsi ai movimenti intestinali e alla frequenza di docce altrui
    3- eccitarsi quando gli altri fanno sesso

    ...che orrore!

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